UNA PROTEZIONE DELLE IDEE PIU' O MENO ARTIGIANALE
 
di Davide Aicardi
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Inizialmente questo trafiletto era contenuto nel suo articolo gemello "Da un giovane autore ad un giovane autore" e di questo deve essere considerato un appendice.

Andrea Nicosia mi ha suggerito di svilupparlo a parte dandogli maggiore rilievo perché l'argomento poteva essere di interesse rilevante.

Ovviamente voi che ignari leggete non sapete quale sia questo misterioso argomento… ah! Lo avete intuito dal titolo? Bene…

Esatto, perché il problema è proprio questo: abbiamo fatto un corso di scrittura, siamo diventati bravissimi, abbiamo qualcuno interessato a leggere i nostri soggetti… ma come facciamo ad essere sicuri che questo non ci rubi l'idea?

Non possiamo.

Per uno sceneggiatore od uno scrittore in genere è un rischio calcolato! Bisogna correrlo.

Ci sono però alcuni accorgimenti che ci possono aiutare a tutelarci.

Come ho già detto nel precedente articolo spedire le nostre peregrinazioni mentali attraverso posta raccomandata con ricevuta di ritorno è uno di questi! La firma di chi riceve sarà una prova iniziale del fatto che avete avuto un contatto con lui e che questo ha ricevuto il vostro materiale. Quindi conservate tutte le lettere, mail e ricevute impiegate nella trattativa.

Se conoscete un notaio od un avvocato od avete modo di usufruirne a prezzi modici un metodo è quello di consegnargli una copia del vostro lavoro firmato in tutte le pagine e redigere un documento che attesti che il tale giorno alla tale ora il legale lo ha ricevuto.
Aggiungete in questo foglio anche le cose che vi sembrano più stupide e ovvie tipo il numero delle pagine del plico, il titolo ed eventuale sottotitolo dell'opera, la presenza di una copertina e naturalmente il nome dell'autore con tutti i suoi dati.

Un'altra cosa che invece possono fare tutti è questa: prendete i vostri fogli, firmateli uno per uno, rilegateli, dal lato destro obliterateli e fissateli con un cordino, fissate questo alla prima pagina con della ceralacca fusa, attaccate al cordino un francobollo e fatevelo timbrare all'ufficio postale, infilate il tutto in una busta che chiuderete ermeticamente ancora con la ceralacca e vi spedirete a casa.
Non apritela e tenetela lì!
In posta vi guarderanno malissimo ogni volta che entrerete ma voi andate avanti fieri e senza pentimenti.
Verrete presto additati come "Quello che rallenta la fila per farsi fare un solo timbro e poi torna con un pacco enorme tutto ceralaccato".
Bene. Fregatevene.
E diffidate di quelli che vi dicono che non possono farvi questo timbro o spedire un pacco con la ceralacca. Se succedesse non appellatevi a chissà quale articolo e non chiedete di parlare con il direttore.
Basta che diciate una cosa tipo: "A dire il vero l'ho fatto la settimana scorsa e nessuno mi ha detto nulla! Lo faccio sempre" poi annuite a qualsiasi considerazione vi venga posta.
Consiglio: io sono sotterrato da buste… quando vi arriva l'ultima spedita scriveteci sopra cosa c'è dentro.

Se il soggetto o la sceneggiatura girano molto ed iniziano a riscuotere interessamenti correte a depositarli in SIAE. Non costa poi molto… circa 100 euro ad opera per 5 anni se non sbaglio. Il modo più conveniente di farlo non è quello di iscriversi come molti pensano: chiedete il modulo giallo per il deposito di un'opera inedita sezione OLAF. Là è scritto tutto quello che dovete fare.

Un altro metodo di cui non so darvi gli estremi legali è la registrazione del copyright. In teoria è la più completa e dovrebbe coprire anche eventuali cause con paesi esteri. I costi salgono ma ci sono agenzie (soprattutto a Roma) che si occupano per voi di tutti gli sbattimenti burocratici e non e vi consegnano la vostra opera rilegata e fotocopiata in non so quante copie perfettamente registrate solo pochi giorni dopo.

A questo punto non fatevi molte seghe mentali e spedite tranquilli tenendo conto del fatto che se avrete una causa con Steven Spielberg difficilmente la vincerete. Chi non risica… non rosica. Alla prossima.

Davide Aicardi
Albenga, 24 febbraio 2003

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