IL CICLO DEI VOR DI LOIS MCMASTER BUJOLD
 
di Giovanni Savoini
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Secondo me uno dei cicli di heroic SF e space opera più riusciti degli ultimi anni.
Al centro del plot, ci sono le gesta della famiglia dei Conti Vorkosigan, in un Universo assai bellicoso. I libri della serie seguono la vicenda Vorkosigan a partire dall'incontro in guerra come nemici dei futuri genitori di Miles, il Conte Aral Vorkosigan e il capitano betano Cordelia Naismith. Poi a partire dalla nascita di Miles, fino al suo ingresso nei servizi segreti barrayarani e oltre.
Il protagonista principale è naturalmente Miles Naismith Vorkosigan, figlio deforme del conte Vorkosigan e brillante agente segreto di Barrayar, nonché in incognito capo dei Mercenari Dendarii, col nome di Naismith.
La particolarità della serie è quindi soprattutto nell'attenzione a problematiche biologiche e alle caratteristiche di Miles.
Miles nasce deforme a causa di un attentato con gas velenoso fatto contro suo padre e sua madre.Il coraggio della madre lo fa crescere al meglio delle sue possibilità: il fisico è handicappato, ma la mente e il cuore brillanti e coraggiosi.
L'aspetto personale e umano della vicenda non è mai in secondo piano, nemmeno quando si parla di complotti, imperi interstellari. La ragion di stato è sempre in battaglia con le ragioni della responsabilità e della coscienza e dei sentimenti.
Spesso, indovinate chi vince?
A dispetto dell'ordine di tenersi fuori dai guai, la curiosità e l'astuzia innate di Miles lo portano ad infilarsi in, o addirittura a creare (e risolvere) situazioni complicatissime. Ed è così che Miles finirà per avere due identità: quella dell'Ammiraglio Naismith, abile capo della flotta dei Mercenari Dendarii e quella dell'insignificante Vorkosigan, tenente dei servizi segreti barrayarani che fa carriera per nepotismo. E non finisce qui: tutto questo lo porterà ad inventarsi storie di clonazione per giustificare la "somiglianza" fra le sue due identità, solo per scoprire che ha davvero un clone, il fratello Mark; si procurerà una quantità enorme di nemici potenti e vendicativi, salverà dal crollo l'Impero Cetagandano (avversario di Barrayar) e addirittura morirà e risorgerà, senza un attimo di respiro. I libri sono autonomi l'uno dall'altro, perché costituiscono vari attimi nella vita di Miles e dei suoi genitori e costituiscono una panoramica dell'evolversi della loro vita.
Al momento, nell'ultimo (per ora) romanzo della serie, "Memory", Miles è ad un importante bivio esistenziale. La sua scelta, quale che sarà, darà una svolta a tutti I racconti dell'Universo Vor.
Il ciclo dei Vor è un melange di spy story, intrighi politici, campagne militari interstellari, alta tecnologia e introspezione psicologica.
Uno dei personaggi più notevoli della serie è la madre di Miles, Lady Cordelia, originaria della Colonia Beta, dai costumi liberali, che scardina le abitudini di Barrayar.
Dopo un attentato al Conte Reggente (il padre di Miles, il Conte Aral), con gas velenosi teratogeni, il piccolo Miles, ancora nascituro nel grembo materno, subisce malformazioni, che per le superstizioni barrayarane fanno pensare a orribili mutazioni genetiche.
Tutti spingono perché venga abortito, ma la madre si oppone con tenacia.
Alla fine il piccolo Miles nasce. Nonostante tutto. E inizia la sua avventura esaltante e allo stesso tempo dolente.
"[…] Era così piccolo, un fagottino di carne leggero come un gatto, scoprì Cordelia quando poté prenderlo fra le braccia, pelle contro pelle con lei per la prima volta da quando era stato tolto dal suo corpo. Ebbe un attimo di panico. […] I figli potevano essere o non essere una benedizione, ma metterli al mondo e poi trascurarli era il marchio dei dannati. […] ("Barrayar", pag. 325)
L'augurio che mamma Cordelia fà a questo suo cucciolo calimero è uno dei brani più memorabili dell'intera serie, un vero inno al coraggio dell'amore autentico che dona libertà e responsabilità e coscienza:
[…]Benvenuto su Barrayar, figlio. Ora sei qui. Hai avuto un mondo fatto di ricchezza e povertà, con una storia sanguinosa, travagliato da nuovi mutamenti. Hai avuto una famiglia e un nome: Miles significa Milite, ma non lasciare che questo ti suggestioni. Hai avuto un corpo sciancato in una società che teme odia i mutanti di cui sono ancora pieni i suoi incubi. Hai avuto un titolo, ricchezza, potere e tutta l'invidia e l'ostilità che ne verranno. Hai avuto un nonno che ti augura l'inferno. E avrai amici che non desideri e nemici di cui non conoscerai neppure l'esistenza. Sopporta il dolore, afferra ogni gioia, e cerca il senso della tua esistenza, perché l'universo non sarà mai così generoso da offrirtene uno. Sii sempre un bersaglio mobile. Vivi. Vivi.Vivi. […] ("Barrayar", pag 325/326).

"[…] Anni di arcane torture mediche avevano ormai quasi corretto le gravi deformità con cui Miles era venuto al mondo. Quasi. Rattrappito come un ranocchio durante l'infanzia, ora poteva almeno camminare in posizione eretta. Le sue ossa, un tempo fragili come il gesso, avevano assunto robustezza. Da omuncolo rachitico era riuscito a crescere fino a raggiungere il metro e cinquanta di altezza, anche se verso la fine si era trattato di scegliere tra la lunghezza delle sue ossa e la loro capacità di resistenza, e I dottori erano stati dell'opinione che gli ultimi dieci centimetri fossero un errore di cui si sarebbe pentito. Miles s'era già fatto spezzare le gambe abbastanza volte da essere d'accordo con loro, ma la sua decisione era stata presa; qualunque cosa, pur di non sembrare un mutante… e della forza delle ossa gli importava ben poco: se un aspetto decente poteva consentirgli di lavorare al servizio dell'Imperatore, lui avrebbe cercato di far dimenticare la sua debolezza. I dottori non avevano saputo dargli torto. […]

In questa rapida descrizione, presentata a pagina 4 di "The Vor Game" (Ed.Nord) c'è già tutto Miles: I suoi gravi handicap fisici, la sua tenace forza di volontà, la sua caparbia intelligenza. Un leader nato, astuto e intelligentissimo, Miles Vorkosigan, che riesce immancabilmente a volgere a suo favore qualunque situazione e a trasformare tutti quelli intorno a lui in alleati o pedine.
Miles dà corpo alle sue proprie fantasie e le fa vincere su tutto e su tutti.
Questo appare evidentissimo specialmente nei primi romanzi della serie, quando Miles è ancora molto giovane e insicuro, ma coraggioso e a suo modo generoso, disposto a pagare prezzi personali altissimi per guadagnare il diritto alla felicità e alla propria vita. Ma anche nei romanzi seguenti, questo lato del suo carattere non si affievolisce.

E, soprattutto, attorno a Miles, oltre alla presenza 'dietro le quinte' dei suoi genitori, una costellazione di personaggi comprimari si affolla sempre più, componendo una galleria di ritratti unici, vividi e interessanti; e l'universo Vor si espande e si complica, gli ingredienti SF si delineano e articolano storia dopo storia. Il sale è sempre dato dall'ironia.
Gli aspetti tecnologici della serie sono stimolanti. Vengono ripresi temi cari alla SF classica (armi neurali, armature potenziate, vibrolame, armi al plasma, navi interstellari, un po' di robot, vasche di criogenizzazione per il recupero dei morti) e li si mescola armoniosamente con elementi più 'attuali' (clonazione, impianti neurali, ingegneria genetica a iosa, prostetica).
Gli editori classificano i romanzi della serie dei Vor nella casella della SF Militare. Tuttavia la Bujold non è né anti né filo-militarista.
Miles non si batte mai unicamente spinto dall'amor patrio o dall'onore o dall'eroismo bellico, o dalla bandiera. Miles è un bastian contrario, ma non è un antimilitarista: in lui l'onore dei Vor (la casta nobiliare militare che governa Barrayar) è radicato in profondità.
Tuttavia, la sua prima consapevole scelta di bandiera è in onore di una piccola neonata di un villaggio di montagna del suo pianeta, dove le superstizioni contro i mutanti sono ancora forti e radicate. Raina, uccisa in culla dalla nonna perché affetta da labbro leporino, una lieve deformazione correggibile con la chirurgia, ma segno di maledizione mutante agli occhi supertiziosi, terrorizzati e ignoranti dei barrayarani 'vecchi'.
[…] "Miles aveva prestato il suo giuramento di ufficiale all'imperatore meno di due settimane prima, pieno di orgoglio […]. Ma […] capì nel profondo del suo cuore che l'imperatore non sarebbe più stato il simbolo di Barrayar.
Pace a te, piccola signora, disse tra sè, pensando a Raina. Hai convinto un cavaliere dei giorni nostri, povero e deforme, ad indossare le tue insegne sulla manica. Ma è un mondo povero e deforme quello in cui siamo nati entrambi, che ci rifiuta senza pietà e ci esilia senza consultarci. Almeno, non combatterò per te contro mulini a vento. Invierò guastatori a minare quei roteanti citrulli, e li farò esplodere nel cielo…
Adesso sapeva di chi era al servizio. E perché non poteva tirarsi indietro. E perché non poteva fallire."
Così si chiude il racconto breve, 'The mountains of mourning', vincitore del Premio Hugo nel 1990.
I Vor sono al servizio, e Miles è profondamente devoto a questo concetto.
Grazie all'umorismo, però, per fortuna, la Bujold non fa mai prediche, non propaganda ideologie, non rivela verità, non annuncia profezie, non impone morali.
Donna e madre, la Bujold fa palpitare il suo mondo di valori tipicamente femminili: la famiglia, la continuazione della specie, il dovere come sentimento non astratto ma personale, non egoistico ma empatico, quindi la responsabilità e la coscienza. La famiglia è intesa come rete di legami affettivi che regalano sostegno, fiducia, solidarietà.
Non a caso in tutti I romanzi I personaggi assolutamente negativi sono invariabilmente quelli che si appellano ad un concetto astratto del dovere, inteso come ideale assoluto ed universalistico, che stritola gli uomini che si parano sulla sua strada, perché non scende a patti. Gli avversari sono quelli che si chiudono al nuovo, al cambiamento, e mantengono atteggiamenti rigidi e intransigenti, dettati da odio, paura, avidità. Sono quegli individui che cercano il potere per il potere o per i frutti esteriori e bacati che offre: lusso, prepotenza, prevaricazione. Sono quelli che sopraffanno gli altri per persguire i propri sogni di grandezza.
La Bujold ci dice: la dedizione assoluta ad un ideale astratto e impersonale della vita propria e altrui è una caratteristica disumana, che genera mostri spietati freddi e crudeli. I personaggi negativi sono tutti accomunati dal deciso rifiuto del proprio imperativo biologico di procreare e poi di proteggere i propri discendenti. Questi personaggi rapiscono, minacciano e uccidono bambini. Questi personaggi oltraggiano la vita manipolandola per scopi egoistici e futili, oltraggiano tutte le creature viventi deboli e che non possono opporre difesa ad uno strapotere aguzzo e spassionato.
Specularmente, tutti i personaggi positivi -senza eccezioni- sono permeati da una etica di responsabilità civile, e non si sottomettono ad alcun principio di autorità quale che sia.
Nota la traduttrice e critica Anna Dal Dan che significativamente il futuro migliore è preannunciato e facilitato dalla tecnologia del replicatore uterino, al servizio della maternità, una maternità 'nuova', slegata dalla maledizione biblica, dai pericoli e dal dolore. Non a caso Miles rimane storpiato proprio perché compie gran parte della sua gravidanza nel corpo della madre (che è vulnerabile agli attacchi subdoli dei nemici), mentre trova la salvezza proprio dal momento in cui viene trasferito in un replicatore uterino, benché l'irreparabile sia ormai compiuto.
Grazie al replicatore, la fiducia nel futuro e nell'uomo trova un fondamento solido e concreto, fin dai primi istanti di vita. I figli potranno così nascere e crescere al riparo dai pericoli più crudeli, dai tranelli della biologia vulnerabile.
La serie Vor quindi sembra space opera, sembra SF militare (ha ingredienti di entrambi i sottogeneri), ma non è space opera, così come non è SF militare. Ancora: sembra cyberpunk (Miles ha il 'fascino' tipico dell'estetica cyber, il brutto = bello, quel bello che deriva dal rimodellamento del corpo con la tecnologia … Miles ha ossa artificiali, chip innestati che ne controllano le crisi epilettiche, è perfino morto e risorto! … caratteri che basta accentuare di poco per ottenere un personaggio sinistro) … ma non è cyberpunk.
La Bujold spesso si sofferma con apparente compiaciuta crudeltà nell'esaltare le oggettive inferiorità fisiche di Miles, ma solo per far brillare ancor di più, per contrasto, la sua elevata statura morale. Miles ha fatto del suo cervello la sua arma migliore: il suo punto di forza è la acuta capacità di analisi, ma anche la profonda dote di empatizzare con le persone e le situazioni. Miles annulla la sua grave inferiorità fisica ed è alla fine l'autentico
motore di questa appassionante serie.


Titoli disponibili in italiano del Ciclo dei Vor di Lois McMaster Bujold, tutti pubblicati dall'Editrice Nord:
L'ONORE DEI VOR
BARRAYAR
IL GIOCO DEI VOR
CETAGANDA
IL NEMICO DEI VOR
L'EROE DEI VOR
I DUE VORKOSIGAN
MEMORY

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