LA FANTASCIENZA ALLE PORTE DEL FUTURO
 
di Luigi Castellani
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Il 2000 è alle porte e pare opportuno prendere un attimo di riflessione e considerare cosa questa data possa implicare per un genere letterario come la Fantascienza che del futuro (anche se non con intenzioni precognitive o prescrittive) ha fatto il ricettacolo di molte considerazioni su temi vasti e vari tramite l'opera di numerosi e diversi autori. Questa considerazione nasce dalla necessità di comprendere sia quale potrebbe essere la Fantascienza di domani quanto di comprendere quale sarà il concetto di futuro che la data simbolo del futuro (pensate a 2001 di Clarke/Kubrick) potrebbe portare con se. Ma nasce anche dalla necessità di comprendere oltre un secolo di Fantascienza e soprattutto il secolo DELLA Fantascienza (1984, 1997...) e che già ha iniziato a vivere il Futuro e se lo è lasciato alle spalle.
La fantascienza nasce a fine 1800 dalle visioni positiviste e politiche di Wells e Verne, il genere è già tutto lì in nuce: viaggi nel tempo, mondi lontani, contatti alieni, l'impatto sociale della scienza e quello sull'uomo, avventura.... Ma è soprattutto Wells ad aprire le porte del futuro (è da non dimenticare, infatti, che lo scrittore Inglese era notoriamente un Socialista Fabiano - non Marxista - e che le sue opinioni Progressiste hanno influito non poco nelle sue opere come ad esempio La Macchina del Tempo).
In seguito la Fantascienza passa nelle mani degli scrittori Americani delle riviste Pulp, diventando invece strumento per racconti avventurosi quasi Fantasy o Horror (si pensi a Carter di Marte o a Il colore venuto dallo Spazio). La visione del futuro in maniera scientifica si perde in un gusto per l'azione fantastica mescolandosi a temi cari agli scrittori di un paese che ha perso lo status di paese di Frontiera ma che si sente depositario dello spirito d'avventura più di tutto il mondo. E' indubbio che questo periodo per quanto spesso molto rose e fiori in quanto a rigorosità realistica, confuso nelle trame e povero stilisticamente carica però la fantascienza di quel gusto per l'invenzione selvaggia che ancora oggi è proprietà del genere (si pensi per esempio al ciclo dei Lensmen di Smith).
E' innegabile che gli Stati Uniti divenuti nel frattempo il paese più moderno del pianeta inizino anche per primi a vivere la Modernità e le sue angosce. L'Atomica segna la fine del mondo Moderno e l'avvento del Contemporaneo la leadership in campo tecnologico degli Stati Uniti è insuperabile, la fine della Guerra, la Guerra Fredda portano con se visioni di nuove frontiere spaziali (come la seconda guerra mondiale aveva forse portato visioni di Imperi Stellari in disfacimento quale quello de la Fondazione) per la Space Opera e angosciose paure di Invasioni stellari da parte di Comunisti Alieni. Oltrecortina sappiamo poco cosa pensassero e pensino di Fantascienza, un genere che, al di là di Stanislaw Lem, è saldamente nelle mani degli Occidentali.
Gli anni '60 vedono il ritorno sull'orizzonte letterario degli Inglesi, l'ondata di autori della New Wave rivoluziona il genere, visioni da Beatnik penetrano nella Fantascienza. Le droghe di Dick, i giovani rivoluzionari di Moorcock, la rivoluzione stilistica e visionaria di Ellison, lo Spettro ribelle di Leiber portano un ondata di contestazione ad un genere che per quanto parli del futuro si è attenuto alla morale puritana e vittoriana dell'America per molto tempo. Gli autori del periodo cercano in sostanza di avvicinare le visioni del futuro (ormai lontanissimo) al vissuto, agli orizzonti dell'uomo e a ciò che lui stesso sperimenta. Al di fuori del pensiero dell'epoca vi è comunque da segnalare Dune di Herbert.
Negli anni '70 sembra invece dominare il catastrofismo, fallita la rivoluzione Hippie il domani si fa angoscioso, pieno di devastazioni naturali e nucleari (si pensi, cinematograficamente, a 1997 Fuga da New York e L'alba dei Morti Viventi o al filone Catastrofico che sta tornando in voga ora con film come Armageddon e Deep Impact).Inizia inoltre la sua breve ascesa un genere musicale come il Punk che della angoscia per un futuro disperato ed un passato folle ed opprimente fa i suoi temi. Ma nuove idee e nuovi autori si apprestano a rivoluzionare il genere riprendendo il discorso interrotto della New Wave e portando la Fantascienza nel parlato e alla luce dei Mass Media.
Nel 1984 nasce ufficialmente il Cyberpunk con Neuromante, questa data (curiosamente Orwelliana) è assai importante per la Fantascienza. Il Cyberpunk riporta la Fantascienza ad una scientificità spesso radicale e la innesta nel quotidiano. Apre gli occhi al lettore con una affermazione se vogliamo mostruosa e sicuramente scioccante: "Hey! Il futuro è oggi."
Ci informa che viviamo in un mondo Fantascientifico e che le nostre date del calendario sono la dislocazione temporale che molti scrittori davano al domani. I suoi temi fantastici sono i temi del telegiornale: Internet, multinazionali, genetica, disagio sociale, terzo mondo, inquinamento, morte delle ideologie, povertà e ricchezza in termini non comprensibili per una società non avanzatamente industriale. Il Futuro utopistico e da favola del anno 20000 improvvisamente ci torna in faccia nell'anno 2000.
Poi di colpo il Cyberpunk muore. I suoi autori passano ad altri temi o li ripropongono con variazioni ma ci informano che il movimento è morto.
Questo è sicuro, in maniera quasi Nietzschiana nel suo momento di fama ed espansione massima quando è penetrato nel cinema, nel fumetto ed insomma nella produzione di massa il Cyberpunk perde la sua carica innovativa e si spegne, ne rimangono tentativi puerili di imitazione, manierismo.
Ma i vari Sterling, Gibson, Rucker, Shirley hanno segnato il tempo, ci hanno detto che il futuro è morto esplodendo nella nostra realtà. A quasi vent'anni dai primi scritti del gruppo Mirrorshades non sembra esserci molto di nuovo da dire in materia di Fantascienza, gli editori si lanciano in ristampe e gli autori in seguiti di vecchi cicli ed è un segno che gli autori di maggior interesse o successo al momento siano Dan Simmons, Lois Bujold, Philip Dick e Gene Wolfe.
Dan Simmons è prevalentemente un autore Horror ma particolare interesse va dato ai suoi Hyperion e la caduta di Hyperion e non solo per la indiscutibile maestria di autore di Simmons. In questi due libri l'autore ripercorre tutte le tappe storiche ed i temi cari alla Fantascienza e possono considerarsi una breve storia del genere nonché una profonda considerazione dello stato delle cose, ovvero cosa è la Fantascienza ora che tutto sembra essere stato detto?
Lois Bujold tiene conto dell'esperienza maturata dal Cyberpunk e ne inserisce alcuni elementi di modernità e coerenza scientifica nella Space Opera per rivitalizzarla, quasi fosse questa la risposta all'angoscioso quesito di cui sopra.
Philip K. Dick è quasi uno dei nonni del Cyberpunk ma l'interesse per il suo operato è dettato più dal sapore surreale a mio avviso che per il carattere genuinamente fantascientifico dei suoi libri. Il successo dell'autore di Ubik è dovuto non solo alla sua abilità ma anche al suo sfuggire al genere pur facendone parte, si direbbe in breve che il suo trionfo sia il trionfo del fantastico in senso generale.
Gene Wolfe invece con un ciclo coevo del Cyberpunk (Il libro del Nuovo Sole) sembra essere stato invece il più lungimirante in questo senso, ha come saltato la morte del futuro, lo stato di Postmodernità che ha colpito la Fantascienza alle soglie del 2000.Il suo futuro lontanissimo è anche un futuro vecchissimo e morente che sembra più volte sfiorare il Fantasy.
L'autore dell'articolo è sinceramente dubbioso nei confronti di commistioni spesso azzardate fra Fantascienza, Fantasy e Horror non di rado trovando l'effetto pacchiano o artificioso quando non commerciale; ma sembrerebbe a tutt'oggi che l'ideologia sia morta anche nella Fantascienza e che questa debba quindi trascendere i suoi limiti e che il futuro della narrativa fantastica sia nel fondere liberamente temi e generi dopo averli ripensati. Invito quindi tutti coloro che leggeranno quest'articolo di partecipare ad un piccolo gioco, ovvero di proporre a sua volta titoli di libri (vecchi e nuovi e di qualsiasi genere) che possano indicare una nuova strada per la Fantascienza e di esporre contemporaneamente le sue vedute scrivendo qui a Magrathea.
Io inizio subito ed ecco i miei titoli:
B. Aldiss- Galassie come granelli di Sabbia
I. Asimov- Neanche gli dei
A. Bester- Golem 100
L. Bujold- I due Vorkosigan, Cetaganda
P. K. Dick- Ubik, Guaritore Galattico
H. Ellison- Quello che potete, non è facile trovare libri di Ellison in Italia ma alcuni racconti brevi premiati con lo Hugo sono reperibili
P. J. Farmer- Fabbricanti di Universi, Il mondo di Lavalite
W. Gibson- La notte che bruciammo Chrome, Neuromante, Giù nel Cyberspazio, Monnalisa Cyberpunk
F. Leiber- Novilunio, il Grande Tempo, Scacco al Tempo, l'Alba delle Tenebre, il Fantasma del Texas
H. P. Lovecraft- Nyarlathotep, Oltre il muro del Sonno
S.Lem- Cyberiade
M. Moorcock- Dancers at the End of Time, The Cornelius Quartet
D. Simmons- Hyperion, la caduta di Hyperion
B. Sterling- Artificial Kid, La Matrice Spezzata, Cronache dal Basso Futuro
J. Vance- L'ultimo Castello
A.E. Van Vogt- Non-A
G. Wolfe- Il ciclo del Nuovo Sole (L'ombra del torturatore, L'Artiglio del Conciliatore, La spada del Littore, La cittadella dell'Autarca, La Urth del Nuovo Sole)

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