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LA
FANTASCIENZA ALLE PORTE DEL FUTURO
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Il
2000 è alle porte e pare opportuno prendere un attimo di riflessione
e considerare cosa questa data possa implicare per un genere letterario
come la Fantascienza che del futuro (anche se non con intenzioni precognitive
o prescrittive) ha fatto il ricettacolo di molte considerazioni su temi
vasti e vari tramite l'opera di numerosi e diversi autori. Questa considerazione
nasce dalla necessità di comprendere sia quale potrebbe essere la Fantascienza
di domani quanto di comprendere quale sarà il concetto di futuro che
la data simbolo del futuro (pensate a 2001 di Clarke/Kubrick) potrebbe
portare con se. Ma nasce anche dalla necessità di comprendere oltre
un secolo di Fantascienza e soprattutto il secolo DELLA Fantascienza
(1984, 1997...) e che già ha iniziato a vivere il Futuro e se lo è lasciato
alle spalle.
La fantascienza nasce a fine 1800 dalle visioni positiviste e politiche
di Wells e Verne, il genere è già tutto lì in nuce: viaggi nel tempo,
mondi lontani, contatti alieni, l'impatto sociale della scienza e quello
sull'uomo, avventura.... Ma è soprattutto Wells ad aprire le porte del
futuro (è da non dimenticare, infatti, che lo scrittore Inglese era
notoriamente un Socialista Fabiano - non Marxista - e che le sue opinioni
Progressiste hanno influito non poco nelle sue opere come ad esempio
La Macchina del Tempo).
In seguito la Fantascienza passa nelle mani degli scrittori Americani
delle riviste Pulp, diventando invece strumento per racconti avventurosi
quasi Fantasy o Horror (si pensi a Carter di Marte o a Il colore venuto
dallo Spazio). La visione del futuro in maniera scientifica si perde
in un gusto per l'azione fantastica mescolandosi a temi cari agli scrittori
di un paese che ha perso lo status di paese di Frontiera ma che si sente
depositario dello spirito d'avventura più di tutto il mondo. E' indubbio
che questo periodo per quanto spesso molto rose e fiori in quanto a
rigorosità realistica, confuso nelle trame e povero stilisticamente
carica però la fantascienza di quel gusto per l'invenzione selvaggia
che ancora oggi è proprietà del genere (si pensi per esempio al ciclo
dei Lensmen di Smith).
E' innegabile che gli Stati Uniti divenuti nel frattempo il paese più
moderno del pianeta inizino anche per primi a vivere la Modernità e
le sue angosce. L'Atomica segna la fine del mondo Moderno e l'avvento
del Contemporaneo la leadership in campo tecnologico degli Stati Uniti
è insuperabile, la fine della Guerra, la Guerra Fredda portano con se
visioni di nuove frontiere spaziali (come la seconda guerra mondiale
aveva forse portato visioni di Imperi Stellari in disfacimento quale
quello de la Fondazione) per la Space Opera e angosciose paure di Invasioni
stellari da parte di Comunisti Alieni. Oltrecortina sappiamo poco cosa
pensassero e pensino di Fantascienza, un genere che, al di là di Stanislaw
Lem, è saldamente nelle mani degli Occidentali.
Gli anni '60 vedono il ritorno sull'orizzonte letterario degli Inglesi,
l'ondata di autori della New Wave rivoluziona il genere, visioni da
Beatnik penetrano nella Fantascienza. Le droghe di Dick, i giovani rivoluzionari
di Moorcock, la rivoluzione stilistica e visionaria di Ellison, lo Spettro
ribelle di Leiber portano un ondata di contestazione ad un genere che
per quanto parli del futuro si è attenuto alla morale puritana e vittoriana
dell'America per molto tempo. Gli autori del periodo cercano in sostanza
di avvicinare le visioni del futuro (ormai lontanissimo) al vissuto,
agli orizzonti dell'uomo e a ciò che lui stesso sperimenta. Al di fuori
del pensiero dell'epoca vi è comunque da segnalare Dune di Herbert.
Negli anni '70 sembra invece dominare il catastrofismo, fallita la rivoluzione
Hippie il domani si fa angoscioso, pieno di devastazioni naturali e
nucleari (si pensi, cinematograficamente, a 1997 Fuga da New York e
L'alba dei Morti Viventi o al filone Catastrofico che sta tornando in
voga ora con film come Armageddon e Deep Impact).Inizia inoltre la sua
breve ascesa un genere musicale come il Punk che della angoscia per
un futuro disperato ed un passato folle ed opprimente fa i suoi temi.
Ma nuove idee e nuovi autori si apprestano a rivoluzionare il genere
riprendendo il discorso interrotto della New Wave e portando la Fantascienza
nel parlato e alla luce dei Mass Media.
Nel 1984 nasce ufficialmente il Cyberpunk con Neuromante, questa data
(curiosamente Orwelliana) è assai importante per la Fantascienza. Il
Cyberpunk riporta la Fantascienza ad una scientificità spesso radicale
e la innesta nel quotidiano. Apre gli occhi al lettore con una affermazione
se vogliamo mostruosa e sicuramente scioccante: "Hey! Il futuro è oggi."
Ci informa che viviamo in un mondo Fantascientifico e che le nostre
date del calendario sono la dislocazione temporale che molti scrittori
davano al domani. I suoi temi fantastici sono i temi del telegiornale:
Internet, multinazionali, genetica, disagio sociale, terzo mondo, inquinamento,
morte delle ideologie, povertà e ricchezza in termini non comprensibili
per una società non avanzatamente industriale. Il Futuro utopistico
e da favola del anno 20000 improvvisamente ci torna in faccia nell'anno
2000.
Poi di colpo il Cyberpunk muore. I suoi autori passano ad altri temi
o li ripropongono con variazioni ma ci informano che il movimento è
morto.
Questo è sicuro, in maniera quasi Nietzschiana nel suo momento di fama
ed espansione massima quando è penetrato nel cinema, nel fumetto ed
insomma nella produzione di massa il Cyberpunk perde la sua carica innovativa
e si spegne, ne rimangono tentativi puerili di imitazione, manierismo.
Ma i vari Sterling, Gibson, Rucker, Shirley hanno segnato il tempo,
ci hanno detto che il futuro è morto esplodendo nella nostra realtà.
A quasi vent'anni dai primi scritti del gruppo Mirrorshades non sembra
esserci molto di nuovo da dire in materia di Fantascienza, gli editori
si lanciano in ristampe e gli autori in seguiti di vecchi cicli ed è
un segno che gli autori di maggior interesse o successo al momento siano
Dan Simmons, Lois Bujold, Philip Dick e Gene Wolfe.
Dan Simmons è prevalentemente un autore Horror ma particolare interesse
va dato ai suoi Hyperion e la caduta di Hyperion e non solo per la indiscutibile
maestria di autore di Simmons. In questi due libri l'autore ripercorre
tutte le tappe storiche ed i temi cari alla Fantascienza e possono considerarsi
una breve storia del genere nonché una profonda considerazione dello
stato delle cose, ovvero cosa è la Fantascienza ora che tutto sembra
essere stato detto?
Lois Bujold tiene conto dell'esperienza maturata dal Cyberpunk e ne
inserisce alcuni elementi di modernità e coerenza scientifica nella
Space Opera per rivitalizzarla, quasi fosse questa la risposta all'angoscioso
quesito di cui sopra.
Philip K. Dick è quasi uno dei nonni del Cyberpunk ma l'interesse per
il suo operato è dettato più dal sapore surreale a mio avviso che per
il carattere genuinamente fantascientifico dei suoi libri. Il successo
dell'autore di Ubik è dovuto non solo alla sua abilità ma anche al suo
sfuggire al genere pur facendone parte, si direbbe in breve che il suo
trionfo sia il trionfo del fantastico in senso generale.
Gene Wolfe invece con un ciclo coevo del Cyberpunk (Il libro del Nuovo
Sole) sembra essere stato invece il più lungimirante in questo senso,
ha come saltato la morte del futuro, lo stato di Postmodernità che ha
colpito la Fantascienza alle soglie del 2000.Il suo futuro lontanissimo
è anche un futuro vecchissimo e morente che sembra più volte sfiorare
il Fantasy.
L'autore dell'articolo è sinceramente dubbioso nei confronti di commistioni
spesso azzardate fra Fantascienza, Fantasy e Horror non di rado trovando
l'effetto pacchiano o artificioso quando non commerciale; ma sembrerebbe
a tutt'oggi che l'ideologia sia morta anche nella Fantascienza e che
questa debba quindi trascendere i suoi limiti e che il futuro della
narrativa fantastica sia nel fondere liberamente temi e generi dopo
averli ripensati. Invito quindi tutti coloro che leggeranno quest'articolo
di partecipare ad un piccolo gioco, ovvero di proporre a sua volta titoli
di libri (vecchi e nuovi e di qualsiasi genere) che possano indicare
una nuova strada per la Fantascienza e di esporre contemporaneamente
le sue vedute scrivendo qui a Magrathea.
Io inizio subito ed ecco i miei titoli:
B. Aldiss- Galassie
come granelli di Sabbia
I. Asimov- Neanche
gli dei
A. Bester- Golem
100
L. Bujold- I
due Vorkosigan, Cetaganda
P. K. Dick- Ubik,
Guaritore Galattico
H. Ellison- Quello
che potete, non è facile trovare libri di Ellison in Italia ma alcuni
racconti brevi premiati con lo Hugo sono reperibili
P. J. Farmer-
Fabbricanti di Universi, Il mondo di Lavalite
W. Gibson- La
notte che bruciammo Chrome, Neuromante, Giù nel Cyberspazio, Monnalisa
Cyberpunk
F. Leiber- Novilunio,
il Grande Tempo, Scacco al Tempo, l'Alba delle Tenebre, il Fantasma
del Texas
H. P. Lovecraft-
Nyarlathotep, Oltre il muro del Sonno
S.Lem- Cyberiade
M. Moorcock-
Dancers at the End of Time, The Cornelius Quartet
D. Simmons- Hyperion,
la caduta di Hyperion
B. Sterling-
Artificial Kid, La Matrice Spezzata, Cronache dal Basso Futuro
J. Vance- L'ultimo
Castello
A.E. Van Vogt-
Non-A
G. Wolfe- Il
ciclo del Nuovo Sole (L'ombra del torturatore, L'Artiglio del Conciliatore,
La spada del Littore, La cittadella dell'Autarca, La Urth del Nuovo
Sole)
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