07 - IL CARRO
 
di Filippo Bertoni

La carovana avanzava lentamente sotto il caldo sole estivo. Dall'avanguardia si staccò un cavaliere che andò a raggiungere il capo carovaniere in fondo alla colonna.
- Salute, signore.
- Salute, cavaliere. Cosa ti spinge a lasciare la tua posizione? Spero sia una cosa importante!
- Vede, signore, gli esploratori riferiscono di predoni, lungo la strada, e due dei nostri migliori uomini non sono tornati.
- Mmm… Non ci possiamo permettere inutili sprechi di tempo, e non possiamo certo tornare indietro fino al crocevia per cambiare strada… La nostra guarnigione sarà senza dubbio sufficiente. Questo carico è molto importante…
- Signore, se mi permette…
- Parla, cavaliere.
- Ecco, signore, il capitano dell'avanguardia suggerisce di mandare un gruppo di abili infiltratori per valutare le forze del nemico. Poi potremmo attaccare.
- Sì, sta bene. Vai cavaliere, dì al tuo capitano di affrettare i preparativi. Non gli sarà concesso più di un giro di clessidra.
Il cavaliere ripartì alla volta del capitano dell'avanguardia, e nel frattempo il capo carovaniere diede l'ordine di fermare i carri e di preparare un rapido accampamento.

Nella tenda del capitano erano riuniti i migliori uomini della guarnigione, tra cui anche il giovane cavaliere.
Il capitano passò in rassegna gli uomini e pronunciò i nomi dei prescelti: - L'Estrange, Mac Arthur, O'Sullivan, Ashworth e… tu, Lorrigan.
Il giovane cavaliere uscì dalla tenda, esultante, per prepararsi alla missione. Era nell'esercito da solo due settimane, ed era già stato scelto per una missione molto difficile, insieme ai migliori veterani… Non riusciva a crederlo.
Al calare del sole il drappello di uomini, guidato dal capitano Parsons, era già partito alla volta del punto in cui, secondo gli esploratori, si trovava l'accampamento dei predoni.
In quel momento una piccola compagnia passò lungo la strada, accanto alle tende della carovana. Il capo della compagnia fece fermare i suoi uomini, e si diresse verso il capo carovaniere.
- Salute, buon uomo.
- Salute a te, signore. Dove ti stai recando?
- Io e la mia compagnia ci stiamo dirigendo verso il forte di Aleppo. Voi, piuttosto, cosa fate accampati qui?
- I nostri esploratori hanno individuato dei predoni lungo la strada per il forte. Questo carico è diretto al re in persona, e un gruppo di uomini si è recato ad osservare i movimenti del nemico per poi attaccarlo.
- Predoni? Qui, sulle strade del re?
- Sì, così pare. Sconsiglio di ripartire. Se lo desiderate potete unirvi a noi… Potremmo avere bisogno anche di voi durante il combattimento.
- I miei uomini sono ottimi arcieri, e saremo felici di servire il re.
- Ve ne sarà grato.
Il cavaliere diresse il suo destriero verso la compagnia e parlò ai suoi uomini, che portarono i cavalli nelle scuderie e andarono a mescolarsi con gli uomini della carovana.

Il cielo si stava colorando di un azzurro pallido, quando una sentinella scorse un ragazzo che correva verso l'accampamento; aveva la bandiera del re.
Le porte si aprirono ed il giovane corse verso il capo carovaniere.
- Ancora tu, giovane cavaliere!
- Mio signore, dobbiamo fuggire! I nemici sono troppi!
- Calmati, figliuolo. Abbiamo ricevuto una nuova compagnia, durante la notte, che sarà lieta di aiutarci. Ti presento Lord Hunter. - Il capo carovaniere indicò l'alto uomo che la notte precedente aveva guidato la sua compagnia fino alle stalle della carovana.
Il giovane cavaliere estrasse la spada e gridò: - Allarmi! I nemici sono nel campo!
- Cosa?! - Il mercante si voltò appena in tempo per vedere la spada di Hunter conficcarglisi nello stomaco. Il capo carovaniere cadde a terra guardando orripilato la ferita nella pancia da cui fuoriuscivano le interiora.
- Sei ancora vivo, ragazzo!
- Io sì, voi non lo sarete ancora per molto!
- Formidabile coraggio, giovanotto, ma non ti basterà per battermi.
I due uomini stavano duellando all'interno della tenda, che si spezzò rivelando la cruenta battaglia che si svolgeva nell'accampamento. Molti cavalieri erano stati trucidati durante la notte, e pochi avevano avuto il tempo di indossare le corazze.
I nemici avevano preso l'ingresso del campo, e gli arcieri bloccavano i carri che tentavano di fuggire. Le sentinelle erano state prese alle spalle, ed i cavalli correvano impazziti per il campo.
Il ragazzo stava combattendo con rabbia contro Lord Hunter, quando vide il carro che portava i carico del re abbandonato nel centro del campo.
Raccolse da terra un pugnale e lo lanciò contro l'avversario, colpendolo alla gamba, e poi corse verso il carro, che aveva due corsieri aggiogati pronti a trainarlo.
Il carro era ricoperto d'oro ed un drappo rosso nascondeva il contenuto, che doveva restare segreto.
Il giovane saltò alla guida del carro scostando il corpo dell'auriga che era stato centrato da un freccia. Mentre avanzava ad alta velocità il giovane cercava una via di fuga. La strada era bloccata da un carro rovesciato, ma sarebbe potuto passare per il bosco.
Diresse i cavalli verso i grandi cedri che si ergevano attorno al campo e che sembravano, a prima vista, un muro impenetrabile. Ma il ragazzo non si arrese e cercò con lo sguardo un passaggio tra gli alberi.
- Da quella parte. - Suggerì una voce che veniva dal carro. Una mano sottile ed affusolata indicava un varco tra i grossi tronchi.
Era la voce più bella che il giovane avesse mai sentito. Era splendida, angelica… ma il cavaliere si ricordò degli arcieri che lo inseguivano e diresse il carro verso lo stretto passaggio.

- E' folle! Non può passare attraverso gli alberi! Sarà la sua ultima sciocchezza. - Disse Lord Hunter osservando il carro che si dirigeva a tutta velocità contro i tronchi. Ancora pochi istanti e la fuga del giovane sarebbe terminata.
Ma all'improvviso il carro sembrò penetrare l'albero. Il veterano era rimasto come paralizzato, incapace di parlare. Poi si scosse ed ordinò al suo scudiero di portargli il cavallo più veloce e più robusto che ci fosse.
Balzò in sella e corse all'inseguimento del carro. Che speranze poteva avere un carro contro un singolo destriero, e per di più in un bosco! Il destriero nero sfrecciò attraverso gli alberi ed in men che non si dica era già dietro al carro.
Il bosco si trovava su un declivio, ed il carro si sarebbe presto schiantato, vista la sua mole. Ma Lord Hunter vide che dal carro si stavano staccando i due cavalli, che deviavano verso destra. Su uno c'era il giovane cavaliere e sull'altro una splendida fanciulla dai capelli corvini, che portava un magnifico vestito verde. Era senza dubbio la figlia del re.
Il veterano lanciò un'occhiata carica d'odio alla giovane, che l'aveva rifiutato. Lui, Grande Lord inglese, rifiutato da quella… sgualdrina! Aveva deciso che l'avrebbe avuta, viva o morta. Ma avrebbe pensato poi a punirla; i dintorni erano sorvegliati dai suoi uomini ed i due non potevano certo fuggire. Adesso doveva recuperare il carico d'oro che era rimasto sul carro.
Fece per voltare il cavallo, ma una fune che legava il carro al giogo si era impigliata al destriero, che non poteva più spostarsi.
L'esperto cavaliere non si fece prendere dal panico e slegò la sella che lo assicurava al cavallo, pronto ad una brutta caduta. Ma non andò come aveva previsto.
Il cavallo abbassò il collo, per tentare di liberarsi, e la sella, che era rimasta attaccata alla fune, venne trascinata dal carro, che stava prendendo velocità. Il cavaliere si riprese dalla caduta e trattenne le imprecazioni contro il cavallo, che stava tornando verso il campo.
Si arrampicò lungo la fune e salì sul carro.
Sotto al pesante drappo rosso, pieno di squarci, tre casse di lingotti d'oro erano assicurate al carro, e con esse due forzieri contenenti parte del tesoro reale. Il cavaliere sfilò il pugnale dalla guaina per tagliare le corde che impedivano al prezioso carico di cadere dal carro, ma questo sobbalzò sbattendo contro uno dei tronchi, e gli fece perdere l'arma.
Lord Hunter non si perse d'animo e strappò le corde con le nude mani, fino a che il sangue delle ferite non iniziò ad imbrattargli la corazza. Allora morse le funi e staccò i due forzieri dal resto del carico, gettandoli a terra.
Un altro sobbalzo del carro, che aveva preso velocità, fece sbattere la testa al veterano, che si slacciò la corazza per essere facilitato nei movimenti. Un'altra fune si spezzò, lasciando cadere una delle ultime tre casse.
Il carro centrò in pieno un robusto tronco, ma la pesante struttura di legno prezioso del carro resse al colpo. Una delle ruote però uscì dall'asse, facendo cadere il carro in avanti.
Un altro dei preziosi carichi d'oro abbandonò il carro ed il cavaliere si gettò con foga sull'ultimo. Riuscì a rompere la fune, liberando anche quell'ultima cassa, che finì a terra con uno schianto.
Il cavaliere si stava rialzando per abbandonare il carro, che si stava dirigendo verso l'impetuoso fiume a valle, quando un'altra ruota si staccò, facendo rigirare il carro con violenza. Il veterano si rialzò da terra e si diresse verso il bordo del carro, ma una corda lo tratteneva.
Il carro, che continuava la sua corsa, andò a sbattere contro un tronco che fratturò l'asse di legno in cui le due ruote rimanenti erano fissate.
Il colpo improvviso fece cadere Lord Hunter, che scivolò fuori dal carro, privo di sensi. Quando si riprese vide, attraverso il drappo lacerato, le acque impetuose del fiume che si avvicinavano.

Il giovane condusse il suo cavallo verso il guado che aveva attraversato il giorno prima. Uno dei cavalieri che avevano accompagnato Parsons era corso ad avvisare il re, attraversando l'accampamento nemico. Se il messaggero fosse riuscito ad arrivare vivo al forte l'esercito del re sarebbe giunto a momenti.
Appena fuori dal bosco si udirono i rumori di molti cavalli, e uscendo il giovane vide che le schiere del re stavano entrando nell'accampamento che era stato devastato. Bastava la presenza del monarca per far sì che gli uomini di Hunter si arrendessero.
La bella fanciulla che Lorrigan aveva trovato sul carro lanciò il cavallo al galoppo verso il re, che scese da cavallo ed abbracciò la figlia.
- Sei salva! Non vedendo il carro ho temuto che ti avessero presa!
- Sì, padre, sono salva. E questo grazie ad un giovane dal nobile cuore che ha rischiato la sua vita pur di salvare il carro. - Disse la principessa indicando il cavaliere che nel frattempo era uscito dal bosco e si era inchinato davanti al re.
- E' vero ciò che ha detto mia figlia?
- Beh, ecco… sì, Maestà.
- Che questo giovane sia nominato Lord.
- Dimmi, ragazzo, chi erano gli aggressori?
- Il loro capo era Lord Hunter, Signore.
- Lord Hunter! Pagherà con la vita questo affronto!
- Credo che abbia già pagato, padre. - Disse la fanciulla. - Era a bordo del carro, che si dirigeva a tutta velocità verso il fiume.
- Bene. Mandate una pattuglia a recuperare i resti, e che questo giovane vi guidi.

La pattuglia reale scese di gran carriera il pendio ed incontrò i forzieri che Lord Hunter aveva abbandonato lungo il bosco. Uno schianto fragoroso rivelò ai cavalieri che il carro si era catapultato tra le acque del fiume.
Raccolti i forzieri, che furono subito mandati al re, alcuni cavalieri proseguirono alla ricerca dei resti del carro.
Scendendo a valle trovarono sulla sponda del fiume ciò che stavano cercando: due ruote, il drappo rosso e un'asse cui era attaccata una corda. Seguendo la fune lo sguardo degli uomini si soffermò su un corpo inerte che galleggiava, cercando invano di slegare la corda che lo aveva portato alla morte.
Tornati all'accampamento videro che la corte si era riunita e che c'era anche l'arcivescovo. Riferirono al re ciò che avevano visto ed il re disse: - Come avevo immaginato, mia figlia ha perso il suo pretendente, che fu Lord Hunter. Lei è in età da marito, ed ella stessa ha trovato un degno compagno.
- Mi rallegro con il fortunato prescelto. - Disse il giovane.
- Allora complimenti! Mia figlia vuole sposarvi.
- Ma… Io sono solo un cavaliere…
- No, vi state sbagliando, Lord Lorrigan.

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