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07
- IL CARRO
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La
carovana avanzava lentamente sotto il caldo sole estivo. Dall'avanguardia
si staccò un cavaliere che andò a raggiungere il capo
carovaniere in fondo alla colonna.
- Salute, signore.
- Salute, cavaliere. Cosa ti spinge a lasciare la tua posizione? Spero
sia una cosa importante!
- Vede, signore, gli esploratori riferiscono di predoni, lungo la strada,
e due dei nostri migliori uomini non sono tornati.
- Mmm
Non ci possiamo permettere inutili sprechi di tempo, e non
possiamo certo tornare indietro fino al crocevia per cambiare strada
La nostra guarnigione sarà senza dubbio sufficiente. Questo carico
è molto importante
- Signore, se mi permette
- Parla, cavaliere.
- Ecco, signore, il capitano dell'avanguardia suggerisce di mandare
un gruppo di abili infiltratori per valutare le forze del nemico. Poi
potremmo attaccare.
- Sì, sta bene. Vai cavaliere, dì al tuo capitano di affrettare
i preparativi. Non gli sarà concesso più di un giro di
clessidra.
Il cavaliere ripartì alla volta del capitano dell'avanguardia,
e nel frattempo il capo carovaniere diede l'ordine di fermare i carri
e di preparare un rapido accampamento.
Nella tenda
del capitano erano riuniti i migliori uomini della guarnigione, tra
cui anche il giovane cavaliere.
Il capitano passò in rassegna gli uomini e pronunciò i
nomi dei prescelti: - L'Estrange, Mac Arthur, O'Sullivan, Ashworth e
tu, Lorrigan.
Il giovane cavaliere uscì dalla tenda, esultante, per prepararsi
alla missione. Era nell'esercito da solo due settimane, ed era già
stato scelto per una missione molto difficile, insieme ai migliori veterani
Non riusciva a crederlo.
Al calare del sole il drappello di uomini, guidato dal capitano Parsons,
era già partito alla volta del punto in cui, secondo gli esploratori,
si trovava l'accampamento dei predoni.
In quel momento una piccola compagnia passò lungo la strada,
accanto alle tende della carovana. Il capo della compagnia fece fermare
i suoi uomini, e si diresse verso il capo carovaniere.
- Salute, buon uomo.
- Salute a te, signore. Dove ti stai recando?
- Io e la mia compagnia ci stiamo dirigendo verso il forte di Aleppo.
Voi, piuttosto, cosa fate accampati qui?
- I nostri esploratori hanno individuato dei predoni lungo la strada
per il forte. Questo carico è diretto al re in persona, e un
gruppo di uomini si è recato ad osservare i movimenti del nemico
per poi attaccarlo.
- Predoni? Qui, sulle strade del re?
- Sì, così pare. Sconsiglio di ripartire. Se lo desiderate
potete unirvi a noi
Potremmo avere bisogno anche di voi durante
il combattimento.
- I miei uomini sono ottimi arcieri, e saremo felici di servire il re.
- Ve ne sarà grato.
Il cavaliere diresse il suo destriero verso la compagnia e parlò
ai suoi uomini, che portarono i cavalli nelle scuderie e andarono a
mescolarsi con gli uomini della carovana.
Il cielo si
stava colorando di un azzurro pallido, quando una sentinella scorse
un ragazzo che correva verso l'accampamento; aveva la bandiera del re.
Le porte si aprirono ed il giovane corse verso il capo carovaniere.
- Ancora tu, giovane cavaliere!
- Mio signore, dobbiamo fuggire! I nemici sono troppi!
- Calmati, figliuolo. Abbiamo ricevuto una nuova compagnia, durante
la notte, che sarà lieta di aiutarci. Ti presento Lord Hunter.
- Il capo carovaniere indicò l'alto uomo che la notte precedente
aveva guidato la sua compagnia fino alle stalle della carovana.
Il giovane cavaliere estrasse la spada e gridò: - Allarmi! I
nemici sono nel campo!
- Cosa?! - Il mercante si voltò appena in tempo per vedere la
spada di Hunter conficcarglisi nello stomaco. Il capo carovaniere cadde
a terra guardando orripilato la ferita nella pancia da cui fuoriuscivano
le interiora.
- Sei ancora vivo, ragazzo!
- Io sì, voi non lo sarete ancora per molto!
- Formidabile coraggio, giovanotto, ma non ti basterà per battermi.
I due uomini stavano duellando all'interno della tenda, che si spezzò
rivelando la cruenta battaglia che si svolgeva nell'accampamento. Molti
cavalieri erano stati trucidati durante la notte, e pochi avevano avuto
il tempo di indossare le corazze.
I nemici avevano preso l'ingresso del campo, e gli arcieri bloccavano
i carri che tentavano di fuggire. Le sentinelle erano state prese alle
spalle, ed i cavalli correvano impazziti per il campo.
Il ragazzo stava combattendo con rabbia contro Lord Hunter, quando vide
il carro che portava i carico del re abbandonato nel centro del campo.
Raccolse da terra un pugnale e lo lanciò contro l'avversario,
colpendolo alla gamba, e poi corse verso il carro, che aveva due corsieri
aggiogati pronti a trainarlo.
Il carro era ricoperto d'oro ed un drappo rosso nascondeva il contenuto,
che doveva restare segreto.
Il giovane saltò alla guida del carro scostando il corpo dell'auriga
che era stato centrato da un freccia. Mentre avanzava ad alta velocità
il giovane cercava una via di fuga. La strada era bloccata da un carro
rovesciato, ma sarebbe potuto passare per il bosco.
Diresse i cavalli verso i grandi cedri che si ergevano attorno al campo
e che sembravano, a prima vista, un muro impenetrabile. Ma il ragazzo
non si arrese e cercò con lo sguardo un passaggio tra gli alberi.
- Da quella parte. - Suggerì una voce che veniva dal carro. Una
mano sottile ed affusolata indicava un varco tra i grossi tronchi.
Era la voce più bella che il giovane avesse mai sentito. Era
splendida, angelica
ma il cavaliere si ricordò degli arcieri
che lo inseguivano e diresse il carro verso lo stretto passaggio.
- E' folle!
Non può passare attraverso gli alberi! Sarà la sua ultima
sciocchezza. - Disse Lord Hunter osservando il carro che si dirigeva
a tutta velocità contro i tronchi. Ancora pochi istanti e la
fuga del giovane sarebbe terminata.
Ma all'improvviso il carro sembrò penetrare l'albero. Il veterano
era rimasto come paralizzato, incapace di parlare. Poi si scosse ed
ordinò al suo scudiero di portargli il cavallo più veloce
e più robusto che ci fosse.
Balzò in sella e corse all'inseguimento del carro. Che speranze
poteva avere un carro contro un singolo destriero, e per di più
in un bosco! Il destriero nero sfrecciò attraverso gli alberi
ed in men che non si dica era già dietro al carro.
Il bosco si trovava su un declivio, ed il carro si sarebbe presto schiantato,
vista la sua mole. Ma Lord Hunter vide che dal carro si stavano staccando
i due cavalli, che deviavano verso destra. Su uno c'era il giovane cavaliere
e sull'altro una splendida fanciulla dai capelli corvini, che portava
un magnifico vestito verde. Era senza dubbio la figlia del re.
Il veterano lanciò un'occhiata carica d'odio alla giovane, che
l'aveva rifiutato. Lui, Grande Lord inglese, rifiutato da quella
sgualdrina! Aveva deciso che l'avrebbe avuta, viva o morta. Ma avrebbe
pensato poi a punirla; i dintorni erano sorvegliati dai suoi uomini
ed i due non potevano certo fuggire. Adesso doveva recuperare il carico
d'oro che era rimasto sul carro.
Fece per voltare il cavallo, ma una fune che legava il carro al giogo
si era impigliata al destriero, che non poteva più spostarsi.
L'esperto cavaliere non si fece prendere dal panico e slegò la
sella che lo assicurava al cavallo, pronto ad una brutta caduta. Ma
non andò come aveva previsto.
Il cavallo abbassò il collo, per tentare di liberarsi, e la sella,
che era rimasta attaccata alla fune, venne trascinata dal carro, che
stava prendendo velocità. Il cavaliere si riprese dalla caduta
e trattenne le imprecazioni contro il cavallo, che stava tornando verso
il campo.
Si arrampicò lungo la fune e salì sul carro.
Sotto al pesante drappo rosso, pieno di squarci, tre casse di lingotti
d'oro erano assicurate al carro, e con esse due forzieri contenenti
parte del tesoro reale. Il cavaliere sfilò il pugnale dalla guaina
per tagliare le corde che impedivano al prezioso carico di cadere dal
carro, ma questo sobbalzò sbattendo contro uno dei tronchi, e
gli fece perdere l'arma.
Lord Hunter non si perse d'animo e strappò le corde con le nude
mani, fino a che il sangue delle ferite non iniziò ad imbrattargli
la corazza. Allora morse le funi e staccò i due forzieri dal
resto del carico, gettandoli a terra.
Un altro sobbalzo del carro, che aveva preso velocità, fece sbattere
la testa al veterano, che si slacciò la corazza per essere facilitato
nei movimenti. Un'altra fune si spezzò, lasciando cadere una
delle ultime tre casse.
Il carro centrò in pieno un robusto tronco, ma la pesante struttura
di legno prezioso del carro resse al colpo. Una delle ruote però
uscì dall'asse, facendo cadere il carro in avanti.
Un altro dei preziosi carichi d'oro abbandonò il carro ed il
cavaliere si gettò con foga sull'ultimo. Riuscì a rompere
la fune, liberando anche quell'ultima cassa, che finì a terra
con uno schianto.
Il cavaliere si stava rialzando per abbandonare il carro, che si stava
dirigendo verso l'impetuoso fiume a valle, quando un'altra ruota si
staccò, facendo rigirare il carro con violenza. Il veterano si
rialzò da terra e si diresse verso il bordo del carro, ma una
corda lo tratteneva.
Il carro, che continuava la sua corsa, andò a sbattere contro
un tronco che fratturò l'asse di legno in cui le due ruote rimanenti
erano fissate.
Il colpo improvviso fece cadere Lord Hunter, che scivolò fuori
dal carro, privo di sensi. Quando si riprese vide, attraverso il drappo
lacerato, le acque impetuose del fiume che si avvicinavano.
Il giovane
condusse il suo cavallo verso il guado che aveva attraversato il giorno
prima. Uno dei cavalieri che avevano accompagnato Parsons era corso
ad avvisare il re, attraversando l'accampamento nemico. Se il messaggero
fosse riuscito ad arrivare vivo al forte l'esercito del re sarebbe giunto
a momenti.
Appena fuori dal bosco si udirono i rumori di molti cavalli, e uscendo
il giovane vide che le schiere del re stavano entrando nell'accampamento
che era stato devastato. Bastava la presenza del monarca per far sì
che gli uomini di Hunter si arrendessero.
La bella fanciulla che Lorrigan aveva trovato sul carro lanciò
il cavallo al galoppo verso il re, che scese da cavallo ed abbracciò
la figlia.
- Sei salva! Non vedendo il carro ho temuto che ti avessero presa!
- Sì, padre, sono salva. E questo grazie ad un giovane dal nobile
cuore che ha rischiato la sua vita pur di salvare il carro. - Disse
la principessa indicando il cavaliere che nel frattempo era uscito dal
bosco e si era inchinato davanti al re.
- E' vero ciò che ha detto mia figlia?
- Beh, ecco
sì, Maestà.
- Che questo giovane sia nominato Lord.
- Dimmi, ragazzo, chi erano gli aggressori?
- Il loro capo era Lord Hunter, Signore.
- Lord Hunter! Pagherà con la vita questo affronto!
- Credo che abbia già pagato, padre. - Disse la fanciulla. -
Era a bordo del carro, che si dirigeva a tutta velocità verso
il fiume.
- Bene. Mandate una pattuglia a recuperare i resti, e che questo giovane
vi guidi.
La pattuglia
reale scese di gran carriera il pendio ed incontrò i forzieri
che Lord Hunter aveva abbandonato lungo il bosco. Uno schianto fragoroso
rivelò ai cavalieri che il carro si era catapultato tra le acque
del fiume.
Raccolti i forzieri, che furono subito mandati al re, alcuni cavalieri
proseguirono alla ricerca dei resti del carro.
Scendendo a valle trovarono sulla sponda del fiume ciò che stavano
cercando: due ruote, il drappo rosso e un'asse cui era attaccata una
corda. Seguendo la fune lo sguardo degli uomini si soffermò su
un corpo inerte che galleggiava, cercando invano di slegare la corda
che lo aveva portato alla morte.
Tornati all'accampamento videro che la corte si era riunita e che c'era
anche l'arcivescovo. Riferirono al re ciò che avevano visto ed
il re disse: - Come avevo immaginato, mia figlia ha perso il suo pretendente,
che fu Lord Hunter. Lei è in età da marito, ed ella stessa
ha trovato un degno compagno.
- Mi rallegro con il fortunato prescelto. - Disse il giovane.
- Allora complimenti! Mia figlia vuole sposarvi.
- Ma
Io sono solo un cavaliere
- No, vi state sbagliando, Lord Lorrigan.
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