|
|
16
- LA TORRE
 |
|
 |
Il
sole si levava nel cielo, ad Oriente, tra le montagne, ed una fresca
brezza cullava dolcemente le fronde dei larici, cariche di pigne.
Un gruppo di uomini stava lavorando attorno ad un profondo buco da cui
spuntavano dei pali e delle pietre che erano stati infissi nel terreno.
Un grosso carro carico di legname si stava avvicinando lungo la stretta
mulattiera che s'inerpicava sul monte.
- Salute, capomastro - disse l'uomo che stava alla guida del carro in
direzione di un uomo anziano che si stava avvicinando accompagnato da
due manovali.
- Salute a te, carrettiere. - Rispose l'uomo, facendo un cenno col capo
- Cosa c'è sul tuo carro, dimmi.
- Come, non lo vedi? Non sarà che la vecchiaia ti ha accecato,
capomastro? Trasporto del legname. Legname di prima qualità,
per la torre di Lord Frederick - disse il giovane carrettiere con aria
fiera.
- Non so se hai notato che di legname di prima qualità ne abbiamo
abbastanza per costruire una cattedrale
- disse il vecchio indicando
alti cumuli di legname.
- Non mi interessa cosa costruite, capomastro, io consegno ciò
che mi viene dato.
- Beh, giovanotto, dì ai tuoi superiori, laggiù, che noi
di legname ne abbiamo fin troppo, ma che in compenso non ci è
arrivato neanche un sassolino da voi!
- Certo, certo
beh, pare che i tuoi uomini abbiano finito. Salute.
- Il giovane non aspettò neanche la risposta del capomastro e
portò il suo destriero lontano dal campo, lanciato al galoppo.
- Ah, i giovani d'oggi
- pensò il capomastro scuotendo
la testa, mentre tornava al lavoro.
Mentre gli
operai stavano riponendo gli attrezzi per andare a dormire, si udì
un gran rumore di zoccoli lungo la mulattiera. Un enorme cavallo, bardato
di rosso e blu, entrò nel cantiere, e si diresse verso il capomastro.
Il giovane che lo cavalcava scese rapidamente per parlare al vecchio:
- Questa torre deve essere finita entro una settimana, capomastro!
- Cosa!?!? Ma, signore, ha visto a che punto sono i lavori? - Disse
il vecchio indicando i pochi pali che spuntavano dalla terra.
- Come?! Quella sarebbe la mia torre!? Ho sbagliato a fidarmi di te,
capomastro
pare che non abbiate fatto altro che oziare!
- Maestà, se mi permette, noi non abbiamo mai oziato, tant'è
che abbiamo preparato le migliori fondamenta di questo mondo! Caso mai
sono i vostri carrettieri che oziano! Non ci arriva un carico di pietre
da oltre tre settimane!!!
- Non è possibile! Hanno intercettato i carichi! Dovrete costruire
in fretta, tu e i tuoi uomini, perché lo scontro si avvicina.
- Costruire, sì, ma con che pietre?
- Non avevate forse tre carichi di granito? Bene, usate quelli! E se
non vi dovessero bastare smontate la scuderia, e le vostre dimore, e
tutto ciò che è fatto di pietra!
- Ma, mio signore, quelli sono serviti per le fondamenta
Non si
può costruire una torre senza fondamenta! E poi come faremmo
a vivere senza le nostre case?
- Tu costruirai questa torre, ho fiducia in te, capomastro. Se non ci
riuscirai, morirai. - Così dicendo il cavaliere rimontò
sulla sua cavalcatura e si allontanò al galoppo.
Il giorno
dopo gli operai si alzarono all'alba. Il capomastro aveva raccontato
loro quello che aveva detto Lord Frederick. Si erano messi subito al
lavoro.
Per prima cosa avrebbero smontato le fondamenta e recuperato tutte le
pietre possibili, tranne quattro pilastri che avrebbero aiutato i pali
di legno a reggere la pesante struttura; poi avrebbero costruito i primi
due piani, che sarebbero stati di granito, ed infine gli ultimi tre
piani in pietre più fragili, come quelle che erano servite per
le scuderie e le case dei muratori
Certo non sarebbe stata la torre più solida mai costruita, ma
senza pietre
e poi in quella zona della regione non succedeva
mai niente
Non sarebbe mai stata usata.
Certo, le parole di Lord Frederick lo avevano un po' scosso, ma pensò
che quello "scontro" fosse solo metaforico.
In cinque giorni i primi piani dell'edificio si ergevano al di sopra
delle cime dei giovani larici; il capomastro era fiero del suo lavoro.
Ancora due giorni di lavoro e la torre sarebbe stata completata, e lui
sarebbe stato pagato.
Finalmente si sarebbe potuto fare una bella casetta dove passare la
sua vecchiaia
Ma verso sera, mentre anche l'ultimo carpentiere stava lasciando il
cantiere, il fracasso degli zoccoli di due cavalli lanciati al galoppo
fece tremare le pareti della casupola dove il capomastro si era insediato.
Il vecchio uscì dalla casa per andare incontro ai viaggiatori,
e si avvicinò al bosco da cui spuntava la mulattiera con una
lampada in mano. Tutti i muratori erano dietro di lui.
I due cavalli entrarono nel cantiere ed i cavalieri smontarono rapidamente;
uno portava un cotta di maglia coperta da una tunica rossa e blu, su
cui faceva bella mostra lo stemma dei Grenlochk, mentre l'altro portava
una semplice calza maglia, blu e rossa anch'essa, ed una tunica marrone.
Il primo, evidentemente un cavaliere, si avvicinò al capomastro,
mentre il secondo, lo scudiero, si prese cura dei cavalli.
- Salute, capomastro. Vedo che hai fatto progressi, ma dov'è
la scuderia? - Domandò il cavaliere guardando i suoi due cavalli.
- La scuderia, mio signore, è lì - disse il capomastro
indicando la torre.
- L'importante è che la torre sia solida
I miei cavalli
dormiranno all'aperto.
- Per quanto riguarda il vostro alloggio, beh, sarà al quarto
piano della torre
domani dovrebbe essere pronto.
- Nel frattempo approfitterò della tua umile dimora
- Ne sono onorato
- farfugliò il vecchio disorientato.
Il cavaliere, che altri non era se non Lord Frederick, si diresse verso
la casupola del capomastro. Prima di entrare si voltò e disse:
- Ah, dimenticavo. Domani, verso il tramonto, giungerà qua una
guarnigione di arcieri
Penserete voi ad alloggiarli e a nutrirli.
Il giorno
dopo altri due piani erano completati, ed ormai mancava solo l'ultimo
piano ed il tetto, quando, mentre il sole calava, arrivarono gli arcieri
del Signore del Doltran. I muratori erano sempre più preoccupati,
e lavoravano male, distratti com'erano dalle uniformi di quei soldati.
Per il capomastro si fece sempre più difficile coordinare il
lavoro dei suoi dipendenti, ma, nonostante ciò, anche l'ultimo
piano fu costruito.
- Ora non ci resta che posare il tetto
Sembra molto solida - disse
il vecchio a Lord Frederick, guardando la torre che sorgeva in mezzo
al lariceto.
- Spera che lo sia sul serio, capomastro, o la tua testa farà
bella mostra tra i miei trofei di caccia
- disse il cavaliere
dirigendosi verso il suo scudiero.
- Domani, finita la costruzione i muratori potranno andare
ci
sarà un carro per portarli al villaggio.
- E
per quanto riguarda me? - Chiese preoccupato il vecchio.
- Tu assisterai allo scontro
e prega che la tua torre regga, o
altrimenti i nemici marceranno sul tuo corpo.
- Cosa
io
assistere allo scontro
ma
ma perché?
Io
sono anziano, non
vi sarò di nessun aiuto
- Inutile discutere, vecchio, ho deciso.
L'indomani
mattina, quando la torre fu completata, gli operai salirono sul carro
che li avrebbe portati ai loro villaggi. Il capomastro li salutò
uno per uno; aveva lavorato per molto tempo con quei ragazzi, ed erano
la sua famiglia. Una famiglia che probabilmente avrebbe perduto, visto
che la sua vita era affidata ad una torre costruita senza pietre.
Partito il carro, al capomastro vennero in mente mille dettagli che
non aveva controllato, mille possibili errori che avrebbero messo fine
alla sua vita.
Nel silenzio del bosco, che era in attesa dello scontro imminente, risuonò
un corno da guerra. Gli arcieri incoccarono le frecce e accesero i bracieri,
pronti all'attacco. Lord Frederick era partito all'alba con il suo scudiero
per andare in avanscoperta, e condurre il nemico in quella che doveva
essere una trappola
Ma per chi? Pensò amaramente il capomastro,
osservando i muri fatti con semplici ciottoli.
Si sentì il tramestio degli zoccoli e dal sentiero arrivò
un cavaliere. Gli arcieri si sporsero irrequieti dai muri; ci doveva
essere qualcosa che non andava.
Il cavaliere era lo scudiero di Lord Frederick e si rivolse agli arcieri,
gridando: - Siamo stati traditi, Lord Grenlochk è morto
Sono centinaia! Fuggite!
Quest'ultima parola illuminò il volto del capomastro, che vide
la possibilità di salvarsi. Ma le sue speranze furono infrante
quando capì che tutti gli arcieri stavano tentando di fuggire,
bloccando le scale. Non sarebbe mai arrivato a terra in tempo. Alcuni
soldati pensarono lo stesso e si gettarono dalla cima della torre
Folli! pensò, è una torre troppo alta
Sentì le grida dei cavalieri nemici, che galoppavano vero gli
arcieri in fuga. Sentì le grida del capitano degli arcieri che
impartiva gli ordini ai pochi che non erano fuggiti. Sotto la guida
di un veterano riuscirono a scagliare una scarica di frecce sul nemico,
massacrando la prima fila, ma non fecero in tempo a tirare una seconda
volta.
Le urla di dolore dei soldati terrorizzarono il capomastro, al punto
tale da farlo rannicchiare conto le mura della torre, dove era rimasto,
come paralizzato, nella speranza che i cavalieri pensassero che la torre
fosse vuota ed inseguissero gli arcieri. I suoi sogni si infransero
quando sentì il rumore di stivali metallici che salivano la rampa
di scale della torre. Primo piano, secondo piano, terzo piano, quarto
piano. Ancora un piano e sarebbe morto.Disperato, alla vista dello sguardo
carico d'odio del cavaliere che avanzava verso di lui, il vecchio si
gettò dalla torre.
Cadendo osservò la sua ultima costruzione. Guardala, pensò,
si fa beffe di me! Tutto l'esercito è in rotta, il nostro paese
è destinato a sopperire, io sto per morire, ma lei, beffarda,
si alza alta nel cielo.
Uno schianto
secco attirò l'attenzione di un cavaliere che stava osservando
l'esercito nemico in rotta. Il soldato si voltò e vide un vecchio
a terra, in un bagno di sangue, scomposto, il viso contratto in un'orribile
smorfia.
torna
al Progetto Tarots
|
|