LA SCELTA
 
di Aztek the Jedi
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Si svegliò di soprassalto… Il sogno che aveva fatto continuava a balzargli davanti agli occhi… Si mise a sedere sul letto, stringendo convulsamente il lenzuolo, bagnato del suo sudore.
Al suo fianco, la moglie dormiva, russando sommessamente.
- Che tu sia maledetto, - pensò, mentre il lampo accecante che nel sogno lo aveva svegliato, continuava ad offuscargli la vista… - Che tu sia maledetto, tu e le tue stregonerie!
Si ridistese a dormire, ma il sonno tardava a giungere, immagini sfuocate del suo sogno gli tormentavano i pensieri, armature bianche e lampi accecanti… Che fosse una premonizione?
- Che tu sia maledetto, - ripeté con rabbia per la terza volta, mentre le palpebre finalmente si facevano pesanti e senza quasi accorgersene ripiombò in un sonno senza sogni.
L'indomani quando si alzò, i due soli erano già alti su quella palla di sabbia su cui viveva. - Accidenti che tardi! Come mai non sono stato svegliato prima... - Si vestì velocemente e si recò nel cortile - Luke! - Gridò, - Luke… Luke! - Nessuno gli rispose. - Maledizione, come al solito quel ragazzo starà bighellonando col suo landspeeder. - Pensò Owen, - Spero per lui che abbia già messo in funzione i vaporatori di condensa.
Continuando a borbottare si recò all'interno della cucina, dove sua moglie, Beru, stava preparando il pranzo, "Alla vecchia maniera", pensò Owen, "Non con tutti quei tecno-liofilizzati che tanto vanno di moda oggi, tse!" Aggiunse con tono sprezzante.
- Hai visto Luke stamattina? - Chiese a sua moglie entrando.
- Ha detto che doveva fare alcune cose prima di andare a lavorare, ed è uscito presto.
- Ha portato i nuovi droidi con sé?
- Credo di sì.
- Bhè, sarà meglio che entro mezzogiorno abbia riparato quell'unità sul crinale sud, altrimenti saranno guai…
Owen uscì, sempre borbottando tra se e se, "Quando ti accorgerai che Luke non è più un ragazzo." Pensò Beru vedendolo andare via, "Prima o poi anche lui dovrà seguire la sua strada… E credo che non sia certo qui a Tatooine che la troverà…"
I soli facevano bruciare la sabbia sotto le scarpe di Owen, mentre questi procedeva verso i vaporatori di condensa, ma lui non sentiva il calore, un po' perché vi era ormai abituato, un po' perché aveva altro per la testa a cui pensare. Ricordava come fosse successo il giorno prima, l'arrivo di Luke nella sua vita.
Suo fratello, Ben lo aveva fatto andare sul pianeta di Alderaan, implorandolo di aiutarlo a risolvere una questione della massima importanza, e non aveva voluto aggiungere altro nella comunicazione olovisiva che gli era stata inviata.
- Che cosa vorrà mai da me, il grande Jedi Obi Wan? - Aveva chiesto alla sua giovane moglie.
- Perché non andiamo su Alderaan a scoprirlo! - Gli suggerì lei.
Arrivarono su quel bellissimo pianeta al tramonto, quando i falchistrelli volavano alti tra le guglie dei bellissimi palazzi che costituivano la capitale di Alderaan.
- Che spettacolo stupendo! - Disse Beru, ammirando le evoluzioni di quegli strani uccelli che si stagliavano nel cielo turchese, ma Owen non le rispose, preoccupato da quel campanello di allarme che gli risuonava nella testa.
Suo fratello aveva insistito più volte perché si iscrivesse all'Accademia degli Jedi, per poter sfruttare al meglio le sue latenti capacità, ma lui si era sempre opposto, non voleva diventare come Ben, sempre in viaggio per la galassia, per affrontare guerre su pianeti di cui non aveva mai sentito parlare, lui e la sua accozzaglia di Jedi, come gli diceva sempre Owen…
- La Forza scorre vigorosa nella nostra famiglia, in me e in te, - gli ripeteva sempre Ben, - Non puoi restare in disparte rifiutandoti di usare questo dono, devi metterti al servizio della galassia.
- Per me non è un dono, è una maledizione, io non lo voglio… Io non voglio sapere cosa accadrà in anticipo, io… Io voglio sposarmi e vivere la mia vita, voglio fare il lavoro che so fare, il tecnico di bioculture, non… Andarmene in giro per lo spazio, brandendo una… Una spada laser, usando poteri da stregone! - Gli aveva gridato in risposta Owen l'ultima volta che si erano sentiti.
Da allora erano trascorsi diversi anni, anni in cui non aveva più sentito parlare di suo fratello, e ora lo implorava di aiutarlo, lui, il grande Obi Wan Kenobi, il grande Jedi chiedeva a lui di aiutarlo!
La sua preoccupazione aumentava man mano che si avvicinava il momento di trovarsi di nuovo faccia a faccia con suo fratello.
- Che tu sia maledetto! - Pensò rabbiosamente.
L'incontro con il fratello lo lasciò di stucco, quasi non lo riconobbe, era molto invecchiato, ed appariva provato, oltre che nel fisico anche nell'animo, qualcosa nei suoi occhi si agitava come uno spettro rinchiuso in una gabbia metafisica.
- Ebbene, - esordì Owen col suo solito modo burbero, - Perché mai mi hai fatto venire qua fino ad Alderaan, qual è questa cosa della massima importanza di cui non mi hai voluto parlare in olo-v?
- Una grossa minaccia si sta per abbattere su tutta la galassia, tutti noi siamo in pericolo, non lo percepisci?
- Lo sai benissimo che io non voglio percepirlo, ti ho già detto che il tuo… Il tuo dono non lo voglio, spero non sia per convincermi ad iscrivermi alla tua… Accademia. - sputò la parola quasi con rabbia. - Lo sai benissimo che non lo farò mai, io voglio vivere in pace. - Terminò Owen alzando la voce.
- Pace? Pace? Tu vuoi la pace? - Gridò Ben, - Ma non vedi che la repubblica sta crollando? Non lo vedi che qualcuno di molto potente sta tramando nell'ombra, come un fantasma, per salire al potere?
Owen rimase quasi spaventato dal tono con cui Ben aveva pronunciato quelle parole, era un tono gravido di promesse di grandissime sofferenze per tutta la galassia, un tono che non ammetteva ombra di dubbio sulla gravità della faccenda… Eppoi il volto… Il volto di suo fratello era una maschera di dolore. "Che cosa avrà mai passato quest'uomo? Che cosa avrà mai visto nella sua vita fino ad oggi, per essere ridotto così?"
- Ma io… Io sono sposato, voglio costruirmi una famiglia, io… Io non posso mettermi a girare per lo spazio come fai tu!
- Non ti chiedo altro che questo: di costruirti una famiglia!
- Ma… Ma come… Mi hai fatto venire fino a qua solo per dirmi questo? Non potevi dirmelo nell'olo-v?
- Una famiglia tu avrai… Ma farlo dovrai dove ti diremo… He he hm. - Rispose una voce.
Entrambi si girarono al suono di quella voce, mentre nella sala delle udienze del senatore Bail Organa entrava un piccoletto con delle grandi orecchie a punta.
- Yoda! - Esclamò Ben, - Finalmente sei arrivato… Aiutami a convincere mio fratello a fare ciò per cui lo abbiamo chiamato!
- Hm… La faccia di tuo fratello vedo io, e da essa vedo che spiegato tu non hai ancora, perché qui si trova lui… Hm.
- Ci stavo arrivando Yoda, ma visto che sei qui spiegaglielo tu…
- Insomma mi volete dire di che cosa si tratta o no? - Sbottò Owen.
- Una grande minaccia avvicinando si sta… Hm… Solo una speranza ci rimane per salvare la galassia… Hm… Occuparti tu dovrai della nostra giovane speranza… Hm. - Disse Yoda.
A queste parole la porta della sala si aprì nuovamente per far entrare il senatore Bail Organa il quale recava tra le braccia un neonato.
- E questo qui chi è? - Esclamò Owen, - Un altro dei tuoi amici Jedi? - Disse, rivolgendo lo sguardo verso il nuovo venuto.
- Sono il Senatore Organa, il vostro ospite e questi è il bimbo di cui vi dovrete occupare.
- Che cosa?! Un bambino? Tu sei pazzo Ben, anzi no, siete pazzi tutti e tre! Perché mai mi dovrei occupare di questo moccioso?!
- E' la nostra ultima speranza Owen, - sospirò Ben, - Grandi cose attenderanno questo bambino, tu lo alleverai e lo farai sul pianeta Tatooine…
- Che cosa?! - Gridò di nuovo Owen, - Ma sei impazzito?! Su Tatooine non cresce nemmeno un filo d'erba! Lo conosco quel pianeta, è un covo di trafficanti di spezie e cacciatori di taglie, gente della peggior specie. - Era rosso in viso e la sua fronte era imperlata di minuscole goccioline di sudore. - Ma che ti frulla per la mente? Che cosa dovrei fare? Buttare via la mia vita, il mio lavoro come tecnico di bioculture, per finire in una palla di sabbia, ad allevare il vostro moccioso? Siete tutti pazzi se credete che io lo faccia! - Terminò.
- La prego Owen… Cerchi di ragionare… E' una cosa della massima importanza! - Disse il Senatore Organa.
- Ma non potete tenerlo qui? Perché non se ne occupa il senatore per esempio?
- Altro compito ha lui. - Intervenne Yoda.
- Ma perché io… Che cosa ho io di tanto speciale? E che cosa ha di tanto speciale questo moccioso? - Owen posò lo sguardo su quel bambino, il quale ricambiò il suo, quasi sapesse di essere al centro di una accesa discussione. Immediatamente Owen sentì una sensazione di tranquillità pervadergli l'animo, come se fosse irradiata da quel bimbo.
- Ma chi è suo padre? Di chi è figlio questo bambino? Dov'è suo padre? - Disse poi con tono più calmo.
Ben abbasso lo sguardo, il fratello lo vide quasi accartocciarsi su se stesso, come se stesse soffrendo in maniera indicibile.
- Ricordi Anakin Skywalker, l'allievo promettente di cui ti parlavo? Bhè, egli è… Era suo padre… - pronunciò Ben con voce soffocata.
- Ebbene, che gli è successo? E' morto? - Chiese Owen.
- Il lato oscuro intrapreso lui ha, e indietro più non si torna… Hm… Come la morte esso è! - Disse Yoda.
- Si Owen, ho fallito nella sua istruzione, purtroppo Anakin è passato al lato oscuro della Forza, ho provato a convincerlo a tornare indietro, ma proprio durante la nostra ultima discussione… Ecco… Io… Io… - Ben non fu capace di aggiungere altro, sopraffatto dal dolore e dal rimorso per quello che aveva fatto.
- Ebbene? Che gli è accaduto? Lo hai ucciso?
- Importante questo non è… Hm, sapere ti basta che morto non è lui… Hm, ma come se lo fosse è! - replicò Yoda.
- Ma…
- Basta! Libera ora la tua mente da domande… Il compito accetti tu? - Chiese Yoda.
- Io… Io non so… Come farò a vivere su Tatooine?
- Sono certo che saprai arrangiarti, comunque io ti raggiungerò se le cose dovessero peggiorare. - Disse Ben con aria mesta.
- E peggioreranno! - Aggiunse Yoda con voce preoccupata.
Fu scosso dai suoi pensieri da una scassata unità R1 che gli venne incontro trillando e barcollando sui suoi quattro cingoli.
- Che vuoi brutto scassone? Ti si sono fusi di nuovo i circuiti di interfacciamento?
L'unità replicò con un trillo quasi offeso, dimenandosi sulla sabbia.
- Ma che vuoi? Accidenti, dove sarà quel droide protocollare che ho comprato ieri? Adesso mi sarebbe utile per sapere cos'ha che non va questo catorcio! - Imprecò Owen.
- Luuuke! Luke ! - Gridò, - Dove si sarà cacciato! E' quasi mezzogiorno e deve ancora riparare quelle unità sul crinale sud… Accidenti, mi sa che dovrò farlo io, ma quando torna, una lavata di capo non gliela toglie nessuno!
Stava per recarsi verso il crinale, quando un rombo assordante gli fece alzare lo sguardo, mentre nel cielo appariva un'astronave grigia.
- Hey, ma non è un trasporto truppe classe Delta DX-9 quello? Che ci faranno da queste parti gli Imperiali? - Pensò.
Poi, notando che si preparava ad atterrare vicino alla sua casa, cominciò a sentire la paura salirgli dalle viscere e assalirlo come un rancor affamato.
- Ma che succede? - Si chiese, - Perché stanno atterrando vicino a casa mia… Beru! Accidenti Beruuuu! - Gridò, mentre correva verso casa.
Beru era fuori, a terra, uno stormtrooper le teneva un piede sulla schiena e la teneva sotto mira con un fucile blaster.
Alzò lo sguardo verso la direzione da cui provenivano le grida, sperando tra se e se che il marito non commettesse qualche pazzia.
Arrivò tutto trafelato e sudato, e mentre stava per chiedere cosa stava succedendo, un soldato lo colpì al plesso solare col calcio del suo blaster. Owen cadde a terra senza fiato come un sacco di tepsote Corelliane, e mentre giaceva a terra, gli si parò davanti un uomo in uniforme.
- Dove sono i droidi! - Esclamò con arroganza il tenente.
Owen non riusciva a riprendere fiato, perciò questi fece un gesto ad un soldato vicino a lui.
Lo stormtrooper posò il suo fucile a terra, e prendendo per le ascelle il povero Owen lo tirò su in piedi.
- Allora, dove sono i droidi?!
- Hunnn… Di… Di quali droidi sta parlando…- Chiese Owen, rialzandosi.
- Non abbiamo tempo da perdere con della feccia come te, dicci dove sono i droidi! - Gli gridò il tenente e per sottolineare l'urgenza lo colpì al viso con una pistola, facendolo ricadere a terra.
- Voi, laggiù perquisite la casa e vedete se ci sono i droidi, poi bruciate tutto. - Ordinò rivolgendosi ai suoi soldati, - Allora feccia, vuoi dirmi dove sono o preferisci farti massacrare?
- Io… Di quali droidi parlate? Vi prego… Ne ho una decina, ditemi quali volete e ve li darò, ma non fateci del male! - implorò da terra Owen, mentre, vicino a lui Beru piangeva sommessamente.
- I droidi che avete acquistato da quei Jawas puzzolenti! - Gridò il tenente.
- Io… Io non lo so dove siano, io… Io li ho rivenduti ad un mercante di passaggio… Era diretto a Mos Esley… - Mentì Owen, mentre il suo pensiero correva a Luke, che aveva con sé i droidi in questione.
- Ah è così eh?- Rispose l'ufficiale, - Bene, bruciate tutto!
- Vi prego! Vi prego! Non abbiamo fatto niente! - Gridò Beru. - Lasciateci in pace! - Esclamò, cercando di sfuggire alla presa del soldato che la teneva a terra. Questi la colpì duramente alla nuca, facendole perdere i sensi.
- Nooooooooo! - urlò Owen - Lasciatela stareeeeee!
Venne colpito anche lui, alla tempia, e un lampo accecante gli apparve davanti agli occhi, mentre attorno a lui i soldati imperiali ridacchiavano.
- Resta a terra, feccia! Avanti prova a rialzarti, vediamo quanto resisti! - Lo deridevano, sfidandolo a ribellarsi.
Una rabbia cieca invase totalmente Owen, senti che ciò che aveva sempre rifiutato, la Forza era lì, pronta per essere usata, ma era strana, diversa dal solito, malvagia, un gelo lo avvolse, mentre dentro di se sentiva una voce malvagia che gli diceva di usare la Forza per liberarsi e sterminare tutti quei soldati, nelle orecchie gli gridava un coro di voci lamentose.
Il blaster che il soldato aveva posato a terra per poterlo tirare su era a pochi centimetri da lui, "Il lato oscuro! Usa il lato oscuro per salvarti, prendi quel fucile" intonava il coro lamentoso, "Difenditi, usa la Forza!" era un coro che lo assordava, gli riempiva ogni piccolo spazio nella mente… Ma… Una voce, una voce famigliare lo implorava di non cedere.
"Ben… Ben, fratello mio!" Pensò Owen, "Dove sei?"
Pace, all'improvviso si sentì permeato di un'aurea di pace, come un confortevole abbraccio materno che lo cullava e lo ristorava, mentre le voci di prima si spegnevano.
Senti la voce di Ben che diceva: "Mia alleata è la Forza ed un potente alleato essa è." Owen cominciò a strisciare verso Beru, che giaceva inerme a terra.
"Beru… Beru, amore mio, sono qui…"
Il dolore fu lancinante, senti lo sfrigolio della propria carne che bruciava, colpita a distanza ravvicinata da un colpo di blaster, mentre vicino a lui anche Beru veniva colpita.
"Beru… Beru… amore…"
La vita gli stava sgusciando via dalle mani, raggiunse Beru, era già morta, gli strinse quello che restava della mano, nelle orecchie gli risuonava il pianto del fratello, Obi Wan Kenobi.
Le ultime parole che udì non provenivano dai soldati che li circondavano, ma da dentro se stesso: "Non c'è emozione, c'è pace…Non c'è la morte, c'è la Forza."

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