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MAGIA
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I colpi
di folgoratore sfrecciarono accanto a loro e rimbalzarono sulla fiancata
della piccola astronave.
Si lanciarono attraverso lo sportello, la ragazza lo chiuse mentre il
ragazzo si sedette ai comandi e iniziò a premere dei tasti a caso.
- Cosa stai facendo?
- Premo dei tasti a caso! - Rispose lui.
Perché a caso poi: la sequenza di accensione si delineò chiara nella
sua mente. I soldati smisero di sparare contro la nave con i fucili
e iniziarono a preparare qualcosa di più grosso.
All'improvviso i motori ruggirono fiamme e lanciarono la nave attraverso
lo scudo che tratteneva l'atmosfera artificiale nell'hangar e fuori
nello spazio.
- Visto? Hai visto? Li ho fregati! Sono grande, non trovi?
- Sì, sì... - Disse lei poco convinta guardando i caccia di pattuglia
che iniziavano a convergere su di loro - Proprio grande.
Una sirena iniziò a suonare mentre i primi colpi di laser non sibilavano,
causa assenza di aria nello spazio, accanto a loro.
- Ma vi pare serio? - Ruggì l'Ordine rivolto alla Realtà e alla Probabilità.
- Due tizi qualsiasi girano un angolo di una strada qualsiasi e si ritrovano
nella sala riunioni di un incrociatore stellare a milioni di parsec
da casa loro. Come diavolo è successo?
Rea e Prob si scambiarono un'occhiata disperata, se avessero avuto dei
piedi ci avrebbero dondolato nervosamente sopra.
- In quel momento c'era il 100% di possibilità che accadesse.
- E' vero.
- Non é colpa nostra.
- Abbiamo fatto tutto secondo le regole.
- Le regole sono fatte apposta per evitare incidenti del genere. E tu
smetti subito di ridere - Urlò Ordine al Caos.
- Ma dai, - rispose questi cercando di controllarsi - Doveva succedere
ed è successo. Non l'hanno mica fatto apposta, lo sai che non hanno
abbastanza fantasia per inventarsi una storia come questa.
- E' vero! - Risposero Rea e Prob insieme, poi pensarono se era il caso
di offendersi o no.
- Adesso hai capito perché non voglio mai uscire con te? - Mugugnò la
ragazza.
- Almeno non è la solita serata, questo me lo devi concedere.
- Trova una soluzione o ti uccido.
- Non c'è stato alcun errore - Questa è Rea - è tutto assolutamente
aderente allo schema degli avvenimenti ordinati.
- Ma sfugge ad ogni razionalizzazione. - Ordine ci teneva tantissimo
che tutto fosse in ordine.
- E su, - disse Caos - Per una botta di imprevisto.
- Ti dispiace stare zitto?
- Ma...fanno sempre così? - Chiese la seconda figura incappucciata alla
prima.
- Sì, sai mandare avanti un universo manda parecchio sotto pressione.
- Ma come può essere successa una cosa del genere?
- Beh, all'inizio il controllo era centralizzato, poi ci si rese conto
che la decentralizzazione e la specializzazione...
- No, no, dico i ragazzi, come possono essere finiti li?
- Oh quello, ma sai, succede continuamente in realtà, è la Magia che
combina questi scherzi. A volte penso che sia lei a mandare avanti la
baracca.
- E la Logica Razionale?
- Al bar a farsi un caffè.
- Cosa?
- Metaforicamente, intendo. Ha deciso di prendersi una vacanza qualche
eone fa. Era un po' stressata.
- E ha lasciato tutto nelle mani di quelli la?
- Sì. A parte qualche incompatibilità caratteriale che a volte gli crea
problemi sono un buon gruppo.
- Se vengono polverizzati prima che li rimettiamo a posto scoppierà
un bel bordello. - Ordine continuava a sbraitare.
- Io non penso che li polverizzeranno. - Disse Prob.
- Perché?
- Il ragazzo deve aver capito come si pilota: ha appena abbattuto l'ultimo
caccia e fatto il salto a velocità luce. Ha pure indovinato la traiettoria.
- Ammetterai che sono un grande pilota.
- Riportami a casa o ti uccido. - Anche lei era sorpresa dalla tranquillità
con cui riusciva a dirlo.
- Non è possibile! - Disse Ordine. - Non ha mai pilotato nulla prima
d'ora. Non guida neanche bene la macchina.
- Eppure è così.
- Forse - disse Caos - Non dobbiamo metterli a posto, forse è quello
il loro posto.
Lo guardarono tutti molto male.
- Era solo un'idea.
- Dove si è infilato il Caso?
- L'ultima volta che l'ho visto era dappertutto.
- Non mi stai aiutando molto, sai?
- Mi stavate cercando?
- OK, Caso, giustificami quello.
- I due ragazzi sulla nave a velocità luce?
- Esatto.
- Non c'entro niente.
- Sicuro?
- Sul mio onore!
Sguardi torvi.
- Sui miei dadi truccati!
Già più convincente.
Ordine riprese la parola: - Se non è stato un errore di Prob e Rea e
se Caso non c'entra niente...
- E anche il vecchio Caos è innocente...
- ...E anche il Caos è innocente, rimane una sola spiegazione: Magia
si sta divertendo.
- Ma, - chiese la seconda figura incappucciata alla prima, - Che c'entra
la Magia?
- Ecco vedi oltre a tutte le precise e più o meno corrette leggi della
fisica, della statistica e della matematica c'è la Magia. Possiamo dire
che è l'essenza di tutte le cose, vive o meno, lo spirito naturale.
In realtà sono le cose vive che producono la Magia, quelle inanimate
ne sono solo pervase.
- Non stiamo parlando di animismo o totemismo?
- No, non proprio. La Magia è una specie di... Essenza... Non mi viene
un altro termine. Permea tutto l'universo e una mente adeguatamente
forte, o la convinzione di molte persone, possono influenzarla e usarla
più o meno consciamente per alterare la realtà.
- Hai detto influenzarla...
- Esatto, è quasi un'entità senziente, non la manipoli, la convinci
a fare quello che vuoi. Naturalmente avendo una sorta di volontà propria
a volte agisce per conto suo, come ora. Come hanno capito anche i nostri
amici la sotto questa situazione è opera sua.
- Ma perché?
- Cosa vuoi che ne sappia, Rea. - Disse Ordine, - Forse ha dei piani,
forse si sta solo divertendo.
- Devo dire che non le ho mai visto fare qualcosa che alla fine non
avesse un senso. - Intervenne Caso, lanciando in aria una moneta con
due teste.
- Dobbiamo solo scoprire dove finiremo.
- Qui dice settore 26, sistema Kellar.
- Da quando sai leggere quella roba?
- Immagino da quando ho capito come si pilota questo affare.
- Ancora non ci credo. Come siamo finiti in questo guaio?
- Io ho una teoria. Secondo me c'è una sorta di campo magico che...
- Puoi smettere di dire idiozie e trovare un modo per riportarmi a casa?
- La cosa si fa interessante! - Disse la prima figura.
- Dici?
- Sì. Credo che il ragazzo possa riservare qualche sorpresa. Ha intuito
la presenza della Magia.
- La cosa si fa interessante!
- Nessuno ha chiesto il tuo parere, Caos.
- Scusa.
- Senti Ordine, se è opera della Magia il tessuto della realtà non corre
rischi, quindi che ci frega... Voglio dire, non è un problema nostro.
- Ma se si verificano altri imprevisti del genere, eh? Che facciamo?
Lasciamo che il caos abbia il controllo dell'universo?
- Hey, sarebbe un'idea!
- Zitto, Caos!
- Mmmh... Ordine, vecchio mio, - disse Caso paterno - Forse non ti sei
reso conto che imprevisti del genere succedono in continuazione, voglio
dire, guarda l'asse temporale: dovrebbe essere una retta e invece sembra
una curva frattale e poi...
- OK, ok, invece di criticare fai una proposta.
- Bene, io dico scopriamo perché la Magia ha fatto tutto questo.
- Ma è quello che sto dicendo di fare dall'inizio!
- Ah si? Scusa ero distratto.
- Perché non lo chiediamo direttamente alla Magia?
- Caos, cerca di essere serio.
- Sono serio.
- E come pensi di fare?
- Semplice, guardate: hey, Magia!
- Ridicolo.
- Non funzionerà mai.
- Le probabilità sono contro di te.
- Sììì? - Disse una voce femminile.
Il Caos preferiva apparire come un uomo anziché come una figura luminosa
priva di forma, così poteva sogghignare, come adesso.
- Detto tra di noi, - disse la prima figura incappucciata - E' Caos
che porta ordine nella situazione.
- Senti Magia, perché quei due sono li?
- Beh, vedi, il ragaaazzo ci teneeeva proooprio tanto a far passaaare
alla ragazza una seraaata diversaaa e aveeeva immaginaaato proooprio
una situaziooone simileee...
- Il ragazzo può influenzare la Magia! - Dissero contemporaneamente
con un tono di voce che andava dall'emozionato all'indifferente numerose
manifestazioni di concetti astratti su vari piani di realtà.
- E pooi - Continuò Magia - Deeeve salvaaare l'uniiiveerso da un probaaabile
cooollasso di reeealtà.
- Ma chi? Quello?
- Cosa dovrebbe causare questo collasso di realtà?
- Sooorpresaaa!
- Tu sai di cosa sta parlando? - Chiese la seconda figura incappucciata.
- Credo sia una faccenda di mulini. Ah, no, quella è un'altra storia.
Non lo so, ora vedremo.
Ordine cercò di darsi un contegno.
- Bene. Caos, Caso, lascio tutto nelle vostre mani.
- Ci copriremo di gloria!
- Sì, sì senza esagerare.
- Stiamo uscendo dall'iperspazio.
- E' un bene?
- Sì, vuol dire che siamo arrivati.
- Dove?
- Sistema Kellar.
- Oooh.
Tra i ricordi che il ragazzo non aveva mai avuto prima c'era qualcosa
su Kellar. Qualcosa del tipo statene più lontani che potete. Ma non
ricordava bene. La ragazza lo strattonò.
- Sì?
- Te ne intendi di fantascienza, no?
- Più o meno, perché?
- E' normale quello?
Guardò nella direzione che lei gli aveva indicato. Si schermò gli occhi
con una mano per proteggerli dalla luce.
- Le guglie gotiche di per se sono belle, però su quella struttura stonano.
E mentre la nave veniva attirata verso l'incredibile edificio che orbitava
attorno ad un pianetino violetto i due ragazzi entrarono in una nuova
avventura.
Che racconteremo un'altra volta.
Comunque possiamo dire fin da adesso che tornarono a casa con un ritardo
tremendo.
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