OCCHIO DI DIO, OCCHIO DI UOMO
 
di Andrea Nicosia
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"… See the stone set in your eyes
See the thorn twist in your side …"


Risate.
Ero distratto, non so cosa le abbia causate, accenno un sogghigno, per non far vedere che sono del tutto assente.
Guardo la mia birra, come se non sapessi come abbia fatto ad arrivare davanti a me, come se non sapessi a cosa servisse.
Guardo le persone sedute attorno al tavolo con me e all'improvviso mi si gela il sangue nelle vene.
"Certo che gli umani sono strani"
Sbatto le palpebre un paio di volte, bevo un sorso di birra.
"Certo che gli umani sono strani". L'ho pensato io. Mi è venuto naturale. Ho visto Maurizio fare lo stupido e ho pensato... Umani... Loro... Io no...
Io non sono un essere umano. Non lo sono più, non lo sono mai stato. Non so neppure io quale sia la verità.
Tempo fa qualcuno mi disse che era strano parlare con qualcuno che porta il nome di un demone.
Baphomet.
Io non porto il nome di Baphomet. Io sono Baphomet. Io sono un demone. O un dio, dipende a chi si chiede.
Dipende da quando si chiede... Fino al 19 marzo del '14, del 1314. Fino ad allora, chiedendo alle persone giuste, la risposta sarebbe stata 'dio', o demone.
Mi sento a disagio.
Mi sento a disagio, fuori luogo, un estraneo, sbagliato.
Guardo gli umani, i miei amici. Cos'è questo muro che ci separa, da dove viene?
Sono sempre io!
Sono io!
Sono Andrea!
Sono Andrea!
Sono Andrea.
- Eh? - Qualcuno mi ha chiesto qualcosa. Marco. - Eh?
- Ho chiesto se stai bene, sei strano.
- Scusa, una forma di autodifesa, cerco si non sentire le stronzate di Maurizio. Va tutto bene.
Va male. Va molto male.
Perché mi sento così? Sono stato normale per tutta la mia vita e ora...
No. Sono stato un dio, o demone, per tutta la mia vita! Per migliaia di anni, meno qualche secolo di... sonno... e qualche anno, la mia vita fino a quella sera, qualche anno in cui sono stato umano, normale, diverso, anormale. Ora sono normale, sono normale, sono di nuovo quello che ero, ora sono normale.
Adesso gli dico tutto. Adesso gli dico: "Ragazzi, non ci crederete, ma..." "Amici, so che di voi mi posso fidare..." "Per favore, ascoltatemi..." "Scusate, gente, ma devo rivelarvi..." "Hey! Indovinate chi sta per tirare una palla di fuoco a Maurizio?"
Cazzo.
Cazzo.
Cazzocazzocazzocazzo.
Cazzo.
Cazzo.
Cazzo, ma come cazzo faccio a raccontarlo in giro, cazzo! Ho passato la mia vita, gli ultimi anni della mia esistenza, a cercare uno "spirito guida" e viene fuori che sono io!
Domani scrivo al Giornale dei Misteri. "Hey, sapete tutte le storie su atlantidei extraterrestri reincarnati in maestri segreti tibetani che parlano con le balene? Beh, non esistono! In compenso io sono un dio, o un demone, e ve ne posso presentare altri cinquanta come me!"
Scoppio a ridere. Al momento sbagliato. Gli umani, i miei amici, mi guardano come se fossi un alieno. No ragazzi, sono un dio, o un demone, non un alieno. In realtà è lo stesso.
Cerco di sparire nel mio boccale di birra.
Domani telefono a Nemesi e lo mando a fare in culo, così, senza ragione. Tanto per dire che l'ho fatto. Oh, mica è da tutti. "Ciao, Nem, sono Baph, volevo solo mandarti a fare in culo, ciao".
E me la sono cercata. E' questa la parte migliore, me la sono cercata. Potevo starmene a casa, invece no, sono andato a quella conferenza. C'era quella donna, vicino al tempio. Mi sono avvicinato incuriosito e lei mi ha guardato.
- Sei tu?
- Sì.
- Ti ho chiamato.
- Sì.
- Sei Baphomet?
- Sì.
- Ti ho chiamato e sei venuto.
- Sì, sono Baphomet. Hai il medaglione e sei presso l'arco e il tempio. Mi hai chiamato e sono venuto, sono Baphomet. Sono venuto. Sono tornato.
E niente è stato più come prima.
E la mia vita è finita. La vita di Andrea è finita, è diventata una goccia nel mare dei ricordi di Baphomet. E' finita. Ha perso il suo significato. Ha perso il suo senso, un battere di ciglia nel vento della storia, priva della certezza della fine dell'uomo, senza più il pendolo del tempo, che rintocca facendo "vivi... vivi... vivi... vivi..."
E ora non mi rimane più nulla.
Trova il Graal, consegna il Nuovo Millennio ai Sette, sconfiggi il male, salva il mondo.
Nulla, cazzate. A che cazzo mi serve salvare il mondo, se non posso più divertirmi con i miei amici, eh?
Eh, Distruzione? A che mi serve? Dimmi a che mi serve! Fammi sentire la tua voce e dimmi a che mi serve giocare i tuoi giochi se posso solo perdere le persone che amo!
"Padre, Padre, perché mi hai abbandonato?" Tanto per usare una citazione, che va tanto di moda di questi tempi.
"Svegliati figliolo, svegliati e combatti la mia guerra." Ah, comodo, bravo. "Non chiederti perché, combatti per me, combatti per Pathos!" Certo, vado, di là? Ok!
Che culo. Ho speso milioni in libri e corsi New Age, per trascendere la mia condizione umana, e ora che l'ho fatto sto così male.
Sono stato un uomo per tutta la mia vita. PER TUTTA LA MIA VITA! Perché devo rinunciare alla mia umanità, per dei ricordi? Dei ricordi? E gli anni vissuti come un uomo, li mando a farsi fottere? Inutili? Una parentesi?
E le cose che ho imparato? Le cose da uomo che ho imparato? Ad amare, ad odiare. A sentire il cuore che mi batte nel petto.
Migliaia di anni. Migliaia di anni passati come un dio, o un demone, e non mi sono bastati per capire cosa fosse la vita. Ci sono voluti pochi anni da uomo.
E ora sono intrappolato tra i due mondi, e appartengo ai due mondi, a quello degli dei, o demoni, e a quello degli uomini. E vedo con un occhio da dio, o da demone, e con un occhio da uomo.
E forse ho capito.
E' un attimo.
Maurizio dice l'ennesima idiozia, e mi offre un facile bersaglio.
La mia battuta è cattiva, fulminea, sarcastica, esilarante.
Passiamo i cinque minuti successivi piegati a ridere sotto il tavolo.
Toh, il Graal! E' proprio vero che le cose sono nell'ultimo posto in cui le cercheresti.

***

Questo racconto è stato ispirato dalla partecipazione al gioco di ruolo dal vivo Pathos. Uno degli scopi di Pathos è la creazione di "letteratura interattiva".
Se volete maggiori informazioni su Pathos e magari siete interessati a giocare, visitate questo indirizzo: http://www.pathos.it

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