LA GRANDE BATTAGLIA
 
di Filippo Bertoni
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Una voce forte e chiara risuonava nelle grandi sale sotterranee, a volte coperta dall'echeggiare di robuste voci.
La sala del trono era ghermita di nani fino all'orlo; in piedi sull'antico trono si ergeva la figura di un alto nano con una lunga barba rossa fuoco, che parlava alla folla brandendo un enorme martello da guerra.
- Compagni, dobbiamo risvegliarci! Dobbiamo uscire dai nostri nascondigli! Uniremo le nostre forze, dimenticheremo i rancori passati e combatteremo a fianco degli Alti. Così sconfiggeremo il Caos e riporteremo nei regni sotterranei lo splendore dell'oro e della gloria!
Finito il discorso la folla si levò in un boato che fece tremare le solide colonne. I nani inneggiavano alla Guerra Finale, brandendo armi lucenti nell'aria e battendo sugli scudi.

Le grandi porte della città si aprirono scricchiolando e le schiere dei nani si riversarono fuori, accompagnate dal suono dei corni da guerra. L'avanguardia era già partita e presto avrebbe incontrato gli Alti, schierati sulla Piana di Kerdak Mender, pronti al combattimento.
La marcia dei nani fu memorabile; nonostante le pesanti armature e le enormi macchine da guerra l'esercito si portò al fianco degli Elfi prima ancora che il sole raggiungesse lo zenit.
Il Sovrano dei Saggi in persona si recò ad accogliere Lord Grendak. Coperto dalla sua dorata armatura di foggia elica, l'alto elfo si inginocchiò dinnanzi al robusto nano, offrendogli l'elsa della splendente spada.
Un vociare stupito si levò tra gli elfi, mentre i nani osservavano incantati la scena. Poi il nano scostò la spada e rimise la lama nella mano dell'elfo, facendolo rialzare, e disse: - Nessuno di noi sarà mai suddito degli altri, poiché noi siamo fratelli. Le sofferenze del nostro popolo sono state enormi, ma anche Voi avete sofferto; per questo ora ci alleiamo. Scacceremo il Caos e riporteremo la pace nelle nostre terre, oppure moriremo fianco a fianco. I rancori sono dimenticati, il Libro è distrutto.
Udite le parole del Lord furono i nani ad apparire stupiti. Ma le parole dell'alto Sovrano rimisero tutti d'accordo: - Sei saggio, possente Grendak, e nelle tue parole sento il fuoco della forgia che generò i Grandi Regni Sotterranei. Finalmente il vostro grande popolo tornerà allo splendore, che sia vinto o vincitore, poiché il suo spirito è tornato in voi. Ma adesso prepariamoci alla battaglia.
Detto questo il Sovrano dei Saggi entrò accompagnato dai Lord nani e dagli strateghi Alti nella Tenda. Gli eserciti si schierarono ed in testa ai robusti nani stava Grendak, solido come viva roccia, mentre primo davanti alle schiere elfiche era Phenelderelth, Sovrano dei Saggi.

Al calare della notte si accesero i fuochi degli eserciti, e si scorsero le armate del Nemico, all'orizzonte. Innumerevoli orchi marciavano in disordine verso le compatte file dell'Ultima Alleanza. Le lunghe frecce degli elfi annientarono le prime file, che caddero sotto i piedi di altri orchi. Le solide macchine dei nani distrussero l'artiglieria dei goblin, lanciando palle infuocate contro i Nemici.
Presto si udì il fragore delle armi naniche che infrangevano i deboli scudi dei combattenti del Caos, e le splendenti lame elfiche che fendevano gli orridi corpi. I Maghi e i Grandi Forgiarune si ergevano fianco a fianco dinnanzi agli orchi selvaggi e agli Stregoni del Nemico, lanciando incantesimi che scuotevano la terra o muovevano l'aria.
Molti erano i caduti da entrambe le parti, ma l'Ordine dell'Ultima Alleanza stava avendo la meglio. Gli uomini corrotti dai Demoni Oscuri combattevano a cavallo di destrieri da incubo, protetti da pesanti armature. Le schiere di Uomini Neri si scontrarono contro i nani che brandivano i pesanti martelli nell'aria, colpendo le zampe delle Cavalcature. Presto tutti gli uomini furono appiedati e lo scontro si fece più vivo, e la piana risuonò dei colpi battuti sulle resistenti armature. L'Oscuro Capo degli Uomini Neri ingaggiò duello con Lord Grendak, che sopra ogni altro desiderava la vittoria.
Lo scontro fu epico; il robusto nano colpì il grande umano, che però si parò con lo scudo, che cadde in terra frantumato. L'Oscuro sfoderò allora la spada dalla lama nera e sferzò l'aria con un poderoso colpo che distrusse l'elmo del Lord nano.
I due continuarono ad assestarsi colpi duri, e le armature caddero a pezzi, ma il solido nano resistette ai colpi, sfiancando il grande guerriero, che cadde colpito a morte dal martello runico del nano Lord.
Anche Phenelderelth trovò un valido sfidante, e lo scontro dell'elfo non fu poco onorevole. L'elegante spada elica s'incrociò con la nera lama del Signore delle Terre del Nord. L'Oscuro Elfo combattè con rabbia il Bianco cugino, ma il Sovrano dei Saggi ebbe la meglio, colpendo l'elfo al collo con la lama dorata.
Ma i due signori, sfiancati dal combattimento, non poterono resistere alla furia della Regina dei Demoni, che con oscuri riti aveva predisposto la sua vittoria. Le magiche armi della Regina Nera combattevano contro i due Signori usando le loro stesse abilità. Il robusto nano, Lord della Rocca dei Mari, che aveva perduto buona parte della sua possente armatura, fu schiacciato dai martelli oscuri, mentre il saggio elfo morì colpito da un dardo avvelenato scagliato dalla Regina stessa.
Ma l'impeto dei combattenti non fu frenato; i robusti nani schiacciarono i Pelleverde e gli alti elfi annientarono con le Arti Magiche gli Stregoni del Nemico.
Beltherel, nipote del Sovrano dei Saggi, vendicò la morte del nonno, aiutato da Lord Kerghil, fratello di Grendak, e colpì la Regina dei Demoni, uccidendola con lo stesso dardo che avava trafitto il padre.

Così la Battaglia fu vinta, e la pace tornò tra le aule sotterranee e tra i verdi boschi. I caduti della Grande Battaglia non furono dimenticati, e gli eroi a cui si doveva quella vittoria furono sepolti uno accanto all'altro, nel Delder Varn, tra il Regno degli elfi ed i Reami sotterranei dei nani, dove ancora oggi riposano, affiancati delle gloriose armi.

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