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LA
GRANDE BATTAGLIA
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Una
voce forte e chiara risuonava nelle grandi sale sotterranee, a volte
coperta dall'echeggiare di robuste voci.
La sala del trono era ghermita di nani fino all'orlo; in piedi sull'antico
trono si ergeva la figura di un alto nano con una lunga barba rossa
fuoco, che parlava alla folla brandendo un enorme martello da guerra.
- Compagni, dobbiamo risvegliarci! Dobbiamo uscire dai nostri nascondigli!
Uniremo le nostre forze, dimenticheremo i rancori passati e combatteremo
a fianco degli Alti. Così sconfiggeremo il Caos e riporteremo
nei regni sotterranei lo splendore dell'oro e della gloria!
Finito il discorso la folla si levò in un boato che fece tremare
le solide colonne. I nani inneggiavano alla Guerra Finale, brandendo
armi lucenti nell'aria e battendo sugli scudi.
Le grandi
porte della città si aprirono scricchiolando e le schiere dei
nani si riversarono fuori, accompagnate dal suono dei corni da guerra.
L'avanguardia era già partita e presto avrebbe incontrato gli
Alti, schierati sulla Piana di Kerdak Mender, pronti al combattimento.
La marcia dei nani fu memorabile; nonostante le pesanti armature e le
enormi macchine da guerra l'esercito si portò al fianco degli
Elfi prima ancora che il sole raggiungesse lo zenit.
Il Sovrano dei Saggi in persona si recò ad accogliere Lord Grendak.
Coperto dalla sua dorata armatura di foggia elica, l'alto elfo si inginocchiò
dinnanzi al robusto nano, offrendogli l'elsa della splendente spada.
Un vociare stupito si levò tra gli elfi, mentre i nani osservavano
incantati la scena. Poi il nano scostò la spada e rimise la lama
nella mano dell'elfo, facendolo rialzare, e disse: - Nessuno di noi
sarà mai suddito degli altri, poiché noi siamo fratelli.
Le sofferenze del nostro popolo sono state enormi, ma anche Voi avete
sofferto; per questo ora ci alleiamo. Scacceremo il Caos e riporteremo
la pace nelle nostre terre, oppure moriremo fianco a fianco. I rancori
sono dimenticati, il Libro è distrutto.
Udite le parole del Lord furono i nani ad apparire stupiti. Ma le parole
dell'alto Sovrano rimisero tutti d'accordo: - Sei saggio, possente Grendak,
e nelle tue parole sento il fuoco della forgia che generò i Grandi
Regni Sotterranei. Finalmente il vostro grande popolo tornerà
allo splendore, che sia vinto o vincitore, poiché il suo spirito
è tornato in voi. Ma adesso prepariamoci alla battaglia.
Detto questo il Sovrano dei Saggi entrò accompagnato dai Lord
nani e dagli strateghi Alti nella Tenda. Gli eserciti si schierarono
ed in testa ai robusti nani stava Grendak, solido come viva roccia,
mentre primo davanti alle schiere elfiche era Phenelderelth, Sovrano
dei Saggi.
Al calare
della notte si accesero i fuochi degli eserciti, e si scorsero le armate
del Nemico, all'orizzonte. Innumerevoli orchi marciavano in disordine
verso le compatte file dell'Ultima Alleanza. Le lunghe frecce degli
elfi annientarono le prime file, che caddero sotto i piedi di altri
orchi. Le solide macchine dei nani distrussero l'artiglieria dei goblin,
lanciando palle infuocate contro i Nemici.
Presto si udì il fragore delle armi naniche che infrangevano
i deboli scudi dei combattenti del Caos, e le splendenti lame elfiche
che fendevano gli orridi corpi. I Maghi e i Grandi Forgiarune si ergevano
fianco a fianco dinnanzi agli orchi selvaggi e agli Stregoni del Nemico,
lanciando incantesimi che scuotevano la terra o muovevano l'aria.
Molti erano i caduti da entrambe le parti, ma l'Ordine dell'Ultima Alleanza
stava avendo la meglio. Gli uomini corrotti dai Demoni Oscuri combattevano
a cavallo di destrieri da incubo, protetti da pesanti armature. Le schiere
di Uomini Neri si scontrarono contro i nani che brandivano i pesanti
martelli nell'aria, colpendo le zampe delle Cavalcature. Presto tutti
gli uomini furono appiedati e lo scontro si fece più vivo, e
la piana risuonò dei colpi battuti sulle resistenti armature.
L'Oscuro Capo degli Uomini Neri ingaggiò duello con Lord Grendak,
che sopra ogni altro desiderava la vittoria.
Lo scontro fu epico; il robusto nano colpì il grande umano, che
però si parò con lo scudo, che cadde in terra frantumato.
L'Oscuro sfoderò allora la spada dalla lama nera e sferzò
l'aria con un poderoso colpo che distrusse l'elmo del Lord nano.
I due continuarono ad assestarsi colpi duri, e le armature caddero a
pezzi, ma il solido nano resistette ai colpi, sfiancando il grande guerriero,
che cadde colpito a morte dal martello runico del nano Lord.
Anche Phenelderelth trovò un valido sfidante, e lo scontro dell'elfo
non fu poco onorevole. L'elegante spada elica s'incrociò con
la nera lama del Signore delle Terre del Nord. L'Oscuro Elfo combattè
con rabbia il Bianco cugino, ma il Sovrano dei Saggi ebbe la meglio,
colpendo l'elfo al collo con la lama dorata.
Ma i due signori, sfiancati dal combattimento, non poterono resistere
alla furia della Regina dei Demoni, che con oscuri riti aveva predisposto
la sua vittoria. Le magiche armi della Regina Nera combattevano contro
i due Signori usando le loro stesse abilità. Il robusto nano,
Lord della Rocca dei Mari, che aveva perduto buona parte della sua possente
armatura, fu schiacciato dai martelli oscuri, mentre il saggio elfo
morì colpito da un dardo avvelenato scagliato dalla Regina stessa.
Ma l'impeto dei combattenti non fu frenato; i robusti nani schiacciarono
i Pelleverde e gli alti elfi annientarono con le Arti Magiche gli Stregoni
del Nemico.
Beltherel, nipote del Sovrano dei Saggi, vendicò la morte del
nonno, aiutato da Lord Kerghil, fratello di Grendak, e colpì
la Regina dei Demoni, uccidendola con lo stesso dardo che avava trafitto
il padre.
Così
la Battaglia fu vinta, e la pace tornò tra le aule sotterranee
e tra i verdi boschi. I caduti della Grande Battaglia non furono dimenticati,
e gli eroi a cui si doveva quella vittoria furono sepolti uno accanto
all'altro, nel Delder Varn, tra il Regno degli elfi ed i Reami sotterranei
dei nani, dove ancora oggi riposano, affiancati delle gloriose armi.
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