SONO LO SCERIFFO
 
di Guido Foddis
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E' normale al giorno d'oggi stare ore ed ore chino sul computer. Penso che il lavoro di migliaia, che dico, di milioni e milioni di persone in tutto il mondo consista proprio in questo: rimanere seduti davanti ad un monitor con un mouse in mano. Quello che però è capitato a me è qualcosa di incredibile, io stesso non ci crederei se un segno tangibile di questa avventura non mi avesse seguito fino qui: una stella di sceriffo! Ma andiamo con ordine, sennò rischiamo di vedere il tutto da una visuale ancora più appannata di quella che mi è rimasta nel cervello.
Era una fottutissima sera di luglio, di quelle che ti fanno bere in continuazione senza però placare la tua sete, che anzi cominci a sudare il doppio alimentando un circolo perverso che solo l'aria condizionata può fermare.
Dalla mattina agonizzavo sul mio computer alla ricerca di un arrangiamento decente per quello che doveva essere l'ultimo successo di MisterQ. Continuavo a dirmi: aggiungi, e allora chitarre su chitarre, tastiere su bassi, praticamente uno shangai sonoro, che qualsiasi cosa togli crolla tutto. Poi cambiavo idea: troppo casino, così perdono di incisività i testi e sembra una canzone di plastica. Allora via tutto da capo, e questo fino alle 11 di sera.
Ormai saturo da ogni input acustico, mi sono appoggiato allo schienale della sedia per regalarmi un attimo di pace e nella speranza di cogliere una brezza serale che però non ne voleva sapere. Penso di essermi appisolato. Dico penso perché quando uno si fa una dormita se ne accorge poi al risveglio, e a volte sei così lucido da ricordarti anche del momento in cui sei passato nell'incoscienza, ma succede sempre dopo.
Ad un tratto ho aperto gli occhi ed ero accoccolato non sulla mia sedia, ma ai margini di un viottolo argentato che scorreva in mezzo ad una sconfinata superficie verde, molto simile a... beh, simile ad una scheda madre di un PC. Che cavolo c'entra tutto questo? Ok sarò anche stanco, ma credere di stare seduti all'interno di un computer mi sembra troppo! Rimuginavo i miei pensieri ripromettendomi un salutare periodo di riposo non appena possibile, quando all'improvviso un aggeggio volante, tipo un aereo a forma di floppy disk, decise di atterrarmi addosso. Appena in tempo per schizzare via ed evitare di finire come un hamburger, mi sono visto uscire da questo coso (somigliava maledettamente a un floppy disk!) dei tipi strani, dalle sembianze simili alle mie ma con degli strani vestiti addosso e soprattutto con delle scritte tatuate sulla fronte. Mi soffermai a leggerne un paio, dicevano Energia.txt e Chitarra Compleanno.wav! Incredibile, questi esseri avevano i nomi di un file di computer, addirittura invece dei cognomi c'erano scritte le estensioni, ed oltretutto erano i nomi dei files che IO avevo nel MIO PC! A questo punto il sospetto di essere finito davvero dentro il mio sistema informatico si faceva sempre più fondato e angosciante, e a chiarirlo definitivamente ci pensò uno di questi files.
Dall'aspetto imponente e dal fatto che tutti gli cedevano il passo con un inchino ebbi l'impressione che avevo a che fare con una personalità del luogo, e forse la più importante tra tutte. Non ebbi bisogno di avvicinarmi perché fu lui stesso a venirmi incontro. Con aria solenne si inginocchiò davanti a me dicendo: -Benvenuto Signore nella nostra città, qualsiasi cosa desidera sarà nostro dovere cercare di accontentarla poiché da ora Lei è il nostro sceriffo.- E così dicendo mi diede una stella d'oro massiccio, di quelle che se ne vedono solamente nei fumetti o nei vecchi western di John Ford. Quando lo invitai ad alzarsi notai che sulla fronte aveva scritto Config.sys e, tra il tripudio della folla che nel frattempo ci si era radunata intorno, lo nominai seduta stante mio vice-sceriffo. Le cose dunque non si mettevano mica male, dopotutto se ero arrivato non si sa come quaggiù almeno riuscivo a vedere i lati positivi dell'intera faccenda. Ero diventato importante.
Ormai calato nel mio ruolo di sceriffo dissi a Config: - Andiamo a dare un'occhiata a questa città e a far vedere chi è il nuovo comandante.
- Subito Signore.
- Tranquillo Config, tu puoi chiamarmi semplicemente MisterQ.
Ci avviammo per il viottolo argentato e percorremmo qualche circuito che si snodava tra le case. Queste avevano la forma di microchip, anche se viste da vicino non erano poi così piccole.
Faceva un caldo boia, anche per loro è estate, dissi tra me e me, ma per fortuna tirava una piacevole arietta fresca, che riconobbi venire dalla ventola del processore (l'avevo cambiata qualche giorno prima).
- Se sta sudando adesso MisterQ, pensi come si stava fino a poco tempo fa, proprio non si respirava dall'arsura; per fortuna ultimamente si è rinfrescato parecchio.
- Credo di sapere il perché - risposi ridendo.
Per le strade vi erano qua e là appesi dei manifesti con delle splendide ragazze, diciamo così, abbastanza svestite, e mi vergognai un po' pensando che qualcuno sapesse che le avevo scaricate io da Internet.
Anche questa volta fu il mio vicesceriffo ad anticiparmi: - Belle, vero? Ne porta ogni tanto il postino e le mette lì, peccato che roba del genere arrivi solo su carta stampata!
- Non ti allargare Config, ricordati che sei un file, e poi anche da vedere non sono così male. Piuttosto qui avete una pallida idea di cosa sia una bella birra che muoio dalla sete?
- Certo Scer... ehm MisterQ, mi permetta di precederla.
Questa non l'ho mica capita, pensai, da dove diavolo arriva la birra dentro un computer, ma tant'è, qua di cose sensate ce n'è così poche che rischio di farmi venire il mal di testa per niente!
Entrai nel bar con tutta la mia corte e dai tavoli un file si alzò in piedi levando il suo bicchiere e urlando: -Per il nuovo Sceriffo HIP HIP…
- Urrà! - risposero tutti quelli che stavano dentro il locale.
Poi tutti in coro: - Discorso, discorso…
Non so come mi uscirono quelle parole, ma le tirai fuori tutte d'un fiato: - Amici, mio popolo, sono contento di essere qui con voi e vi prometto che il vostro nuovo sceriffo vi proteggerà da qualsiasi pericolo e renderà questa città la più sicura e invidiata tra tutte.
- Urrà, urrà! - risposero tutti all'unisono facendomi posto dal bancone della birra.
Ero al settimo cielo e già pregustavo la mia bevanda ghiacciata quando un boato fragoroso fece tremare la terra sotto i nostri piedi. Immediatamente tutti schizzarono fuori dall'edificio, e io con loro, e una volta in strada ci ritrovammo spersi tra una calca incredibile di files impazziti che correvano.
Chi scappava dagli uffici, chi dai cinema, chi dalle case, il postino a cavallo del suo modem prendeva rapidamente il volo, tutti gli altri nel parapiglia urlando:
- Sta per arrivare, presto, andiamo via...
Mi girai per chiedere spiegazioni a Config ma, ahimè, l'avevo perso tra la folla. Afferrai per un braccio un file Readme (di solito loro sanno sempre tutto) e gli chiesi: - Che succede, CHI sta arrivando?
- Ma come, non lo sapete Sceriffo? E' giunta voce che a momenti Mister Crash sarà qui!
- Mister Crash? E chi diavolo è? Da dove viene?
- Se ne sa poco o nulla, si parla di lui nel Sacro Bios come dell'apocalittico essere che arriva all'improvviso e cancella in un sol colpo ogni traccia di vita dalla città, ma nessun vivente è in grado di riconoscerlo e tanto meno di contrastarlo, e i pochi che sono andati a cercare notizie di lui non sono mai tornati indietro.
- Ma come tutti avrà un volto, e poi come arriverà?
- A memoria di Ram nessuno l'ha mai visto - rispose Readme - ma si dice che arriverà cavalcando un'installazione sbagliata.
Appena finita la frase scomparve tra la calca visibilmente spaventato.
In breve tempo ogni rumore cessò e rimasi solo per la strada vuota, nella città vuota, sembrava che nessuno avesse mai abitato qui da anni. Mister Crash, congetturavo tra me e me, devi essere terribilmente furbo e veloce, ma MisterQ ha qui del piombo anche per te, quant'è vero che sono lo sceriffo!
Passai qualche ora in giro per la città elaborando un piano per eliminare il mio nemico. Innanzitutto mi serviva un'arma, e possibilmente una buona arma, e per questo motivo andai in quello che doveva essere l'ufficio dello sceriffo, a giudicare dalla stella disegnata sulla porta.
Entrai e subito una voce familiare mi disse: - Mister Q, Dio solo sa quanto sono felice di vedervi ancora vivo, temevo di non potervi incontrare mai più!
Feci in tempo a toccare le mie parti più virili prima che Config mi abbracciasse.
- Mio vice-sceriffo, pensavo che fossi scappato anche tu come tutti gli altri, vorrà dire che saremo due contro uno, se non altro mi spiegherai qualcosa di Mister Crash.
Parlammo a lungo di come affrontare il pericolo e alla fine era evidente che solo una sarebbe stata la soluzione: un duello, e senza trucchi, vita e morte, in un attimo si sarebbe deciso chi era più veloce, chi avrebbe vinto, il Bene o il Male, senza appello. Io sapevo che ero il Bene e che da me sarebbero dipese le sorti di tutto questo universo al quale cominciavo ad affezionarmi. Config mi aiutò a prepararmi, mi diede una pistola a forma di mouse che poteva abbattere fino a tre files al secondo (questo sosteneva lui!) e mi abbracciò di nuovo mormorando: - Buona fortuna MisterQ!
Scesi in strada e qui aspettai parecchio, due volte scese il sole e altrettante sorse, prima che preannunciata da un boato comparisse all'orizzonte una navetta lampeggiante con la scritta "SETUP".
Eccolo, pensai, questa è la pestifera installazione a bordo della quale si nasconde Mister Crash. La navetta atterrò avvolta da un fumo nero e maleodorante e dopo qualche secondo uscì fuori Lui.
Aveva un cappello da cowboy con una C enorme scritta sopra e portava un mantello marrone che copriva a stento un corpo muscoloso ed incredibilmente agile. Crash si fermò incuriosito a guardarmi qualche secondo e poi disse con voce baritonale: - Come puoi tu, stupido file, vedermi? Da dove vieni?
Allora risposi cantando con voce da rockstar: - Sono lo sceriffo, mi chiamano MisterQ, vengo ad ammazzarti e a mettertelo nel Q!
Scosso da un furioso sussulto il temibile Crash mi squadrò e cantando nuovamente da baritono concluse con queste parole il dialogo: - Nessuno sarà mai più veloce di me, mi pagherai l'affronto, ho del piombo per te!
Secondo l'usanza ci disponemmo a dieci passi l'uno dall'altro e guardandoci negli occhi rimanemmo immobili. Pochi secondi che però pesavano più dei giorni.
Io tenevo il mouse nella mano destra, lui invece era mancino (che sfiga, ho sempre avuto guai coi mancini!). Improvvisamente mi venne in mente il buon vecchio Tex e mi sentii invincibile: fu un attimo, contemporaneamente, lo giuro, roba da fotofinish, sparammo nello stesso istante e all'inizio nessuno di noi due capì chi era caduto e chi era campione, poi secco Mister Crash crollò al tappeto col suo ghigno sprezzante e rimasi solo...
O questo credevo io! Da ogni angolo sbucarono fuori i miei cittadini, Config in testa, correndo come un Pentium per lanciarmi in aria e tra le esplosioni di gioia mi ritrovai nella festa più sfrenata a cui avessi mai partecipato dai tempi del liceo ad oggi. Non so quanto durò tutto questo, d'altronde chi mai avrebbe avuto il tempo di guardare l'orologio! Ricordo però che ad un certo punto mi fu offerta un splendida chitarra virtuale attaccata ad un plugin distorsore, e quindi tra la commozione generale suonai l'inno della città, che poi somigliava parecchio al jingle di "Io sto con gli ippopotami".
D'un tratto ricordo che mi sentii sfinito, e mentre gli altri continuavano a danzare mi accucciai con la chitarra in un angolo della via. Dormii sicuramente qualche ora, poi una luce solare che filtrava dalla tapparella mi svegliò e... TAPPARELLA? quale tapparella...
Davanti a me stava il computer con il monitor acceso e niente nella mia stanza sembrava ricollegarmi alla straordinaria avventura che avevo appena vissuto. Mascherando la mia delusione con uno sbadiglio, mi stavo avviando verso la cucina per prendere un caffè quando notai affissa sulla mia maglietta una stella d'oro massiccio.
Config e tutti gli altri, non avevo sognato! Avevo davvero eliminato Mister Crash!
Tornato di corsa dal PC lo esaminai senza trovare altri indizi, poi dal monitor rimasto fermo sulla schermata del mio arrangiamento mi accorsi che c'era una traccia di cui non ricordavo l'esistenza. Col cuore in gola la misi in play e, magia delle magie, una musica incredibile mi fece vibrare l'anima: Dio mio, assomigliava terribilmente al jingle di "Io sto con gli ippopotami".
Da allora la suono tutte le sere.
E la stella? Beh, quella la vedete in tutti i concerti di MisterQ.

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