SONO COME NOI
 
di Klaus Nehren
scrivi un commento scrivi all'autore versione stampabile

Che lo schermo sia nero non mi preoccupa, è segno che le cose stanno andando per il verso giusto. Guardo fuori, nel buio, e vedo solo stelle. E' quello che ho visto per tutta la mia vita, esplorando le vastità dello spazio, cercando pianeti abitabili e adatti alla colonizzazione. Ho viaggiato attraverso la galassia, esplorato centinaia di sistemi stellari, ma mai prima d'ora mi ero avventurato così lontano. Sto andando là, dove nessuno è mai giunto prima.
Sento I pensieri confusi del mio Compagno di Viaggio rivolgermi parole riguardo i controlli della nave.
Qualcosa a proposito della calibrazione degli iniettori. Premo tasti invisibili della consolle ergonomica sotto le mie dita, e controllo i livelli di energia. Tutto appare regolare. Il mio Compagno è fatto così, vede problemi anche dove non ce ne sono. Gli penso di stare tranquillo, di non preoccuparsi. Gli penso che è solo nervoso per via del Tunnel. E' normale temere qualcosa che non si conosce. Le sue emozioni si placano, I suoi pensieri si fanno meno frenetici, si tranquillizzano. E' giovane, bisogna capirlo.
Eccolo! Un immenso globo di luce. In realtà non emana luce propria, riflette quella che ha rubato all'altra estremità del Tunnel. Questo è quello che ci hanno insegnato. L'altra faccia dei buchi neri. Vaste bocche da un lato vomitano tutta la luce ingoiata dall'altro. Questa bocca si è formata solo poche settimane fa, e collega il nostro spazio con chissà quale punto dell'universo. Alcuni pensano che porterebbe addirittura in un'altra Galassia!!
Avverto la base del nostro avvicinamento al Tunnel. I pensieri del Controllore 1138 mi trasmettono il via libera. Inizia l'Attraversamento. Mi volto. Il mio Compagno sta sudando.
Luce. Davanti a noi niente altro che luce. Una luce intensissima, la luce di milioni di stelle, ci viene incontro.
Ma dietro a noi c'è solo oscurità. Controllo i monitor. Scudi al 94%. Motori a pieno regime. Frizione Normale.
Spinta posteriore al 27% ed in calo. Il contatore mi avverte che tra poco più di quindici secondi saremo dall'altra parte. Mi concentro sui pensieri del mio Compagno. E' agitato. Conta: dieci, nove, otto, sette. Sul monitor si illuminano luci verdi. Cinque, quattro. Motori al massimo. Frizione 75%. La nave rischia di aprirsi come una scatola di sardine. Due, uno.
Silenzio. Oscurità. Alle nostre spalle il buco nero continua imperterrito a mangiare luce. Ma di fronte, le stelle splendono. Posizione. Secondo i sensori siamo al punto di partenza. Non mi preoccupo. Ero stato avvertito della eventualità. Siamo in territorio inesplorato, il computer non riconosce le stelle intorno a noi. Guardo il mio Compagno. La sua mente mi sorride. Il battito è elevato, ma in diminuzione. Tutto è a posto. Siamo di là.
Siamo nel sistema, puntati verso il pianeta indicato dalle sonde. E' di classe M, ed è abitato. I sensori e le sonde non riescono a rivelare se supporti forme di vita intelligente, ma è probabile.
Il mio Compagno sembra nuovamente agitato. I suoi pensieri balbettano qualcosa riguardo la configurazione dei pianeti del sistema. Sta calmo, pensa chiaramente, non capisco. Sole giallo. Dodici pianeti. Il terzo è di classe M. Una sola Luna. Il nostro sistema di partenza. Il computer l'aveva pensato: non ci siamo mossi.
La somiglianza è incredibile, è vero. Ma dove sono le stazioni orbitanti?, dov'è il traffico di navi? Dove sono tutti?. Non siamo dove eravamo. Il computer non sa quello che pensa.
Stiamo entrando nell'atmosfera. Ossigeno, Azoto, Carbonio, Idrogeno. Civilizzazione. Tecnologia, seppure non elevata. Combustibili solidi; motori a scoppio. C'è vita intelligente, su questo pianeta. Non mi meraviglia.
Nelle mie esplorazioni ho contattato centinaia di civiltà, con un grado di tecnologia più o meno avanzato. Un tempo, sì. Un tempo ritenevamo impossibile trovare la vita su altri pianeti. Ma, allora, parlavamo ancora. Poi, l'Olocausto. E cambiammo. Ci evolvemmo, e conoscemmo lo spazio. Visitammo Sistemi, Pianeti, e Culture. Guerre, e pace. Questa non è altro che una civiltà di bipedi pensanti, un po' com'erano i nostri progenitori. Per loro noi siamo favole. Scendiamo, allora! E diventiamo reali!
Colpiti. I motori sono inutilizzabili. Solo la forza del vento e la forma della nave ci tengono in volo. Monitor; luce rossa. Chiedo al computer. Energia. Siamo stati colpiti da una violentissima scarica di energia. Fulmine.
Siamo in balia delle correnti, nell'atmosfera di un pianeta sconosciuto. Il Ragazzo è in panico. Non ragiona più. Siediti, stupido! Abbiamo… No, ho conosciuto momenti peggiori di questo, eppure sono ancora qui! I comandi non rispondono. Il monitor è un arcobaleno di luci colorate. Il computer balbetta pensieri sconnessi e senza senso. Stiamo precipitando. Il suolo si avvicina. Troppo velocemente. Dove siamo?
Impatto. Vengo sbalzato dal mio sedile; sbatto contro il monitor. Lo fracasso. Il disco striscia sul terreno. Il mio Compagno urla, la sua mente urla. Mi volto. I suoi occhi urlano, poi silenzio. Non urla più, non pensa più.
Non vive più.
Buio.
Sono all'esterno. Sono sdraiato sulla schiena. Sono vivo! Sono ferito, soffro. Accanto a me il mio Compagno.
Guardo il cielo, vedo le stelle. Il mio compagno è lassù, da qualche parte. Sospiro. Fa male.
Sento voci. Vedo creature, bipedi, vestite in modo strano. Emettono suoni, parlano. Non capisco la loro lingua, come potrei? Mi è familiare, però. E' come se l'avessi già sentita. Sono intorno al disco, lo stanno issando su di un mezzo. Con ruote. Una creatura mi si avvicina. Alta, testa piccola, occhi piccoli peli sul capo. Un oggetto in mano, forse un'arma. Si china su di me. E' brutta, mi fa ribrezzo. Voglio fuggire, mi muovo. Quella si raddrizza, si volta, urla. Una voce risponde. La creatura si rigira verso di me, la bocca si piega. L'arma si avvicina.
Buio.
Sono in una stanza. Bianca. Creature intorno a me. Bianche. No, uniformi bianche, strani caschi protettivi.
Le mani hanno cinque, solo cinque, dita. Coperte da guanti. Bianchi. Mi toccano. Parlano tra loro. Le loro menti sono agitate. Pensieri si accavallano. Non capisco cosa dicano, o pensino. Indicano me. Parlano di me. Mi stanno studiando. Sono un alieno, una creatura venuta dallo spazio. Dove sono?
Ho fame, sete. Sono ferito. Non so parlare, ma provo. Un suono strano, la mia voce. Si girano tutti. Mi guardano. Parlano. Non capisco, non capiscono. Il Traduttore è sulla nave. Voglio gesticolare, ma mi hanno legato. Hanno paura di me. Non mi conoscono. Vogliono studiarmi. Non mi chiedono chi sono. Mi studiano e basta.
E' trascorso del tempo. Ora capisco la loro lingua, ma non riesco ad esprimermi con le loro parole. Sono ferito. Morirò. Hanno aperto il mio compagno, vogliono sapere come siamo fatti.
Dove sono? "Area 51", "Roswell", "Millenovecentoquarantasette". Strane parole che non capisco. Voglio comunicare. La mia gente, il mio pianeta, la mia casa, i miei figli, mia moglie. Non riesco.
Ancora, vivo. Mi parlano. Chiedono il mio nome, e da dove vengo. Sono debole, ferito. Non posso muovermi, non riesco a parlare. Penso intensamente. Loro non capiscono. Devo riuscire!
- Chi, Voi? - Ce l'ho fatta! Parlo! Mi guardano.
Parlano in fretta.
- Benvenuto sul… Terra. Noi…. Terra. Noi… Umani.
Umani. Terra.
Computer. Sole giallo. 12 pianeti. Terzo abitabile. Una luna. Impossibile. Non ci siamo mossi. Non siamo dove eravamo. Terra. Casa. Umani. Io. Sto esplorando la Galassia, sto girando in cerca di pianeti da colonizzare. Sono partito dal pianeta Terra, nel Sistema Solare. L'anno, il 341973. Dopo l'Olocausto.
Olocausto.
Ricordo. Prima dell'Olocausto, la razza umana era diversa. Alta, teste piccole, occhi piccoli, peli sul capo.
Usavamo la voce. Poi, le Bombe. Da allora siamo cambiati. Ci siamo evoluti. Abbiamo smesso di parlare, e iniziato a pensare. Abbiamo conosciuto lo spazio, lo abbiamo abitato. Io sono un esploratore. Sono sulla Terra. Loro sono Umani. Io sono Umano. Vengo dalla Terra.
Voglio dirlo, ma non riesco. Non parlo più. Sono debole. Sto morendo. Terra. Umanità. Casa.
Tutto è confuso. Il Buco Nero. Il Tunnel. Mi ha portato indietro. Casa. Terra. Uomo. Io. Non capisco.
Buio.
Luce.
Capisco.
Casa.
Per sempre.

scrivi un commento scrivi all'autore versione stampabile