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FUOCO
E FIAMME
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- L'orrenda
creatura si avvicinò, non vista, a Mary. La ragazza si stava pettinando
per andare a letto, quando cominciò a udire un ansare catarroso alle
sue spalle. 'Sei tu, Jack?', chiese, con un tremolio nella voce. 'Jack,
smettila di fare questi scherzi cretini! Vieni fuori!' La ragazza stava
per aprire la porta dello chalet, quando questa si spalancò all'improvviso
e AAAAAAAAAAHHHH!
Tutti i ragazzi sobbalzarono. Qualche ragazzina lanciò un urletto a
propria volta.
- E... E poi? - Chiese Stephanie, stringendosi nel cappotto. Non era
più inverno, ma fra quelle montagne, di notte, c'era molto freddo.
- E poi, - continuò Jamie nel suo racconto - Mary vide la creatura.
Un orrendo mostro fatto di terra e fango. Nelle mani stringeva ancora
il corpo senza testa di Jack. Mary inciampò in qualcosa. Chinò lo sguardo
e... Vide che era la testa di Jack!
- Ma che schifezza!
- Jamie, la tua storia non fa paura, fa schifo!
- Be', è ancora molto lunga?
- Ma no, era quasi finita. Alla fine Mary cerca di scappare ma il mostro
la prende e la uccide fra atroci tormenti. Fine.
I ragazzi rimasero in silenzio, in cerchio nella radura. Jamie spense
la torcia che gli illuminava il volto e la passò al suo compagno di
destra. La compagnia fu illuminata da un fantastico cielo stellato,
incorniciato dalle cime degli alberi del bosco.
- A chi sta adesso?
- A Tom.
- Ma no, io non le so raccontare...
- Jim?
- No... non me ne viene in mente nessuna.
- Melody?
- Avrei quella della ragazza venuta dalle stelle...
- Ma no, l'abbiamo già sentita migliaia di volte!
- Perché non guardiamo un po' il cielo?
- E' noioso...
- Ma no! E poi quando lo rivediamo un cielo così? Non c'è una nuvola,
e poi c'è la luna nuova...
- E allora?
- Quando c'è la luna nuova non c'è riverbero luminoso... altrimenti
probabilmente non riusciresti a vedere la stella doppia dell'Orsa Maggiore...
- Qual è?
- Quella là...
- Se indichi al buio non vedo, scemo!
- Quella là... E' a forma di cucchiaio... Allora, c'è una losanga di
quattro stelle, e poi una coda di tre, sulla destra... Ci sei?
- Ah-ah.
- Allora, la stella di mezzo della coda, se ci guardi bene, è doppia...
- Ah! La vedo!
- Pensa che gli antichi arabi la usavano per capire se ci vedevano bene
o no.
- E quella che costellazione è?
- Uh... Cassiopea.
- E quella?
- Mmmh... Non lo so. Però possiamo provare a dar loro dei nomi.
- Allora... Ecco. Quella là assomiglia a uno struzzo!
- Quella a un maiale...
- Quel coso lì sembra una casa.
- Ehi, quella sembra Jamie!
- Ma no, era *quello* il maiale!
Tutti si misero a ridere, mentre Jamie tirava un pugno a Tom.
Poi il cielo si rischiarò.
- Ehi... Guardate là... Cos'è quello?
- Sembra... Un aereo...
- Forse è una stella cadente...
- E va così piano?
- E poi le stelle cadenti durano un attimo...
- Questa mi sembra quasi rossa...
- Ragazzi, sta venendo da questa parte!
Il puntino luminoso si avvicinò sempre di più e in una cascata di luce
passò sopra le loro teste. Si diresse a ovest e scomparve tra le cime
degli alberi. La luminosità scomparve.
- Che cos'era?
- Io ho paura...
- Torniamo in paese...
- Ma no, abbiamo detto che avremmo fatto il nostro campeggio e lo faremo!
Ci fu un attimo di silenzio. - Io vado a vedere! - Disse Jamie.
- Sei scemo!
- Potrebbe essere pericoloso...
- Be', io vado.
Il ragazzino si inoltrò nel bosco. I suoi amici videro la luce della
torcia farsi sempre più debole man mano che Jamie si addentrava nella
vegetazione.
L'urlo che seguì fu agghiacciante.
(sigla!)
Oakville
ore 11.29
Mulder scese dall'auto e, seguito da Scully, entrò nell'ufficio di Polizia.
Un sergente piuttosto in carne li squadrò sollevando appena il cappellone
da ranger. - FBI, vero? Benvenuti. - Si alzò per stringere loro la mano.
- Sono il sergente Wilkins. Seguitemi, vi porterò subito sul luogo.
- Abbiamo la nostra auto. - Disse Scully.
- Sì, be', vede, agente... Questi sentieri non sono adatti ad un'auto
di città. - Spiegò con una scrollata di spalle.
Mulder annuì. - Sarà meglio se noleggeremo un fuoristrada come quello
del sergente.
I tre salirono sul Range Rover di Wilkins e abbandonarono la cittadina.
Ben presto le case lasciarono il posto ad un panorama molto più selvaggio:
l'auto abbandonò la strada per imboccare un sentiero in salita.
- Vengono molti turisti, qui? - Chiese Scully, seduta nei due posti
di dietro assieme a Mulder.
Wilkins sbuffò. - In genere verso l'estate. Il problema è che spesso
giungono persone che proprio non sanno come si fa un'escursione... Che
si perdono... Che non seguono le vie segnate. Si inoltrano nei boschi,
poi magari non riescono più a tornare indietro. Allora ci tocca andare
a cercarli, di notte, con i cani. - Dall'espressione che aveva, Wilkins
doveva essere disgustato da questa cosa, pensò Mulder. - Adesso molti
ci chiamano col telefono cellulare... Cosa volete farci, è un mezzo
che rispetto a cinque anni si è enormemente diffuso. Non so se sia un
bene o un male... Certe volte mi viene da pensare che se uno è così
fesso da perdersi dovrebbe rimanere là, e basta. Selezione naturale.
Scully sollevò un sopracciglio ma non disse nulla. Mulder invece chiese:
- Pensa che questo sia il caso di quel ragazzo... Jamie?
- Oh, no, lo escludo. Sono tutti ragazzi di qua. Conoscono questi posti
come le loro tasche... Non si sarebbero mai persi.
- Allora ha qualche ipotesi sulla scomparsa di Jamie...? - Chiese Scully.
- Pensa che sia collegata a quell'oggetto volante non identificato?
- Azzardò Mulder. Wilkins frenò di botto e si girò. - Senta, agente
Mulder, se lei ritiene che io creda sia stato un UFO a rapire Jamie,
si sbaglia di grosso. Non credo a queste panzane, chiaro?
Si girò e riaccese il motore.
Mulder, tenendo sempre lo sguardo fisso davanti a sé, parlò piano, in
modo che sentisse solo Scully. - Togliti quel sorrisetto dalla faccia.
- Ma... Mulder... Non ho nessun sorrisetto!
- E allora toglitelo dalla mente, non pensarlo nemmeno, ok?
- Ok... Comunque non mi avevi parlato dell'UFO. E' sleale...
- Se lo avessi saputo saresti venuta?
- Certo che sì, cosa credi? Adesso spiegami di che si è trattato, però.
- I ragazzini... Gli amici di Jamie... Dicono di avere visto una luce
fortissima in cielo. E' andando a cercare l'origine di quella luce che
Jamie è scomparso.
- Stai pensando a quello che *non* sto pensando io? - Chiese Scully.
- Un UFO? Può darsi. Non lo so. Il fatto è che questa zona non è mai
stata ricca di avvistamenti... Quindi... Non lo so.
- In città ci sono testimonianze?
Rispose il sergente, che evidentemente li stava ascoltando. - Pare che
qualcuno abbia visto qualcosa... Una luce rossa. Ma erano lontani. Sarà
stato un satellite.
L'auto, arrancando su un tratto ghiaioso, arrivò infine in una radura,
la stessa occupata dai ragazzini la notte prima. C'era un altro Range
Rover. Dal folto della boscaglia giunse un poliziotto, che corse incontro
a Wilkins.
- Sergente... L'abbiamo trovato...
- E'... E' vivo?
L'altro si limitò a guardare per terra. Poi fece cenno agli altri di
seguirlo.
ore 12.15
Scully si affacciò sul precipizio e guardò giù. - Mio Dio.
- Saranno stati minimo 50 metri. - Disse Mulder, osservando il corpo
di Jamie sul fondo del crepaccio. Non era un bello spettacolo.
- Mulder... Credi che sia caduto?
Mulder prese il binocolo di Wilkins e guardò giù. - Scully... Dimmi
cosa ti sembra quello all'altezza dello stomaco...
Scully osservò a sua volta. - Ma... Non può essere... Sembra una ferita
d'arma da fuoco!
Wilkins annuì. - Sembra anche a me. Ma i ragazzi non hanno sentito nessuno
sparo.
- Esistono sempre i silenziatori. - Notò Mulder.
Il gruppo rimase un attimo in silenzio. - E' possibile recuperare il...
Corpo?
- L'elicottero non può avvicinarsi, c'è troppo fogliame. Chiamo una
squadra alpinistica, ma ci vorrà del tempo. La zona è molto impervia.
E questo crepaccio è molto stretto. Forse occorrerà farsi strada coi
picconi.
- Sergente, noi torniamo in paese... Proveremo a interrogare i ragazzi.
- Va bene. Prendete pure l'altro fuoristrada. - Disse, lanciando le
chiavi a Mulder.
ore 13.49
L'interrogatorio dei ragazzi fu breve. Mulder capiva quanto gli amici
di Jamie stessero in pena per la scomparsa del loro amico, così cercò
di sbrigare questa formalità il più in fretta possibile. Le versioni
concordavano: questa grande luce nel cielo ('rossa, anzi, più che rossa,
come il centro della fiamma'), Jamie che spariva nel bosco, e poi l'urlo.
Nessuno aveva notato niente di strano.
Gli agenti congedarono anche l'ultimo dei ragazzini e rimasero in silenzio
nell'ufficio di Polizia.
Scully sbuffò. - Mulder, qui secondo me siamo fuori strada. La ferita
d'arma da fuoco l'abbiamo vista entrambi. E' triste dirlo, ma Jamie
deve aver visto qualcosa che non doveva vedere... Forse uno scambio
di droga, o che so io. Dopotutto questi boschi si prestano a cose del
genere...
Mulder tamburellò la matita sul tavolo. - Può anche darsi, - disse.
Ma si capiva che non era convinto fino in fondo. - Senti, Scully, qui
finché non recuperiamo il corpo e non effettuiamo una analisi dell'area
non troveremo niente. Io vado a vedere se in questo posto esiste una
biblioteca.
ore 15.03
Mulder era circondato da vecchi giornali, libri, ritagli di riviste,
pacchi di documenti risalenti a chissà quando. La sua intuizione, finora,
non aveva dato molti risultati: pareva proprio che quella di Oakville
fosse una delle aree meno frequentate dagli UFO. Nessun avvistamento,
nessuna abduction, niente di niente. Solo un articolo dell'82 menzionava
un avvistamento, rivelatosi poi un clamoroso falso.
L'articolista - probabilmente per allungare un articolo altrimenti troppo
succinto, pensò Mulder - citava però una certa leggenda dei pellerossa
di queste zone, relativa a un 'uccello di fuoco' che avrebbe solcato
i cieli secoli e secoli prima.
Incuriosito, Mulder consultò lo schedario e si avvicinò al bancone.
Per una svista andò a sbattere contro un tizio che veniva dalla direzione
opposta. Si scusò e lo guardò un istante negli occhi: erano occhi neri,
nerissimi, profondi e carismatici. L'uomo lo guardò con durezza - doveva
essere iraniano, pensò - e uscì dalla biblioteca, lasciando Mulder con
l'indistinta sensazione di averlo già visto.
- Mi scusi, - disse l'agente dell'FBI alla bibliotecaria, - Sto cercando
un testo sulle leggende locali. Dovrebbe essere...
- Ah, sì, questo. Non l'ha trovato perché era in consultazione. Lo stava
leggendo quel signore che è appena uscito... Tenga, ecco. Mi metta una
firma sotto la scheda.
Mulder si apprestò a firmare e l'occhio gli cadde sul nome precedente
al suo. Rashid Abulker. Abulker, Abulker...
Oh no. Non *lui*.
ore 16.21
- Novità? - Si chiesero Scully e Mulder appena si incontrarono di nuovo.
- Prima tu. - Disse Mulder.
- Grazie. Allora, Wilkins ha fatto chiamare una squadra dal distretto
più vicino. Il problema è che il ragazzo potrà essere recuperato solo
stanotte.
- Poveraccio. Non vorrei essere nei panni dei genitori.
- Già. E' veramente triste. Comunque mentre tu stavi a leggere giornali
vecchi, io mi sono informata presso il Bureau... Sai chi è stato visto
da queste parti, nell'ultima settimana?
- Chi?
- Leo Assante, il famoso banchiere dello scandalo pensioni.
- Quel mafioso che è sempre riuscito a farla franca per assenza di prove?
- Esattamente. Metteva a tacere per sempre i suoi consociati prima che
i federali potessero cavarne qualcosa.
- Tu credi che ci sia lui dietro a tutto, eh, Scully?
- E' la ricostruzione più ovvia. Assante viene qui per qualche suo affare
da svolgere nel bosco, Jamie vede tutto e Assante lo fa fuori. Be',
ovviamente occorrono delle prove. - Guardò il collega seduto comodamente
nella poltroncina girevole. - E tu che hai scoperto?
- Ho trovato una leggenda, Scully. Gli anziani pellerossa raccontano
una storia molto interessante... Di un 'uccello di fuoco' che passò
sopra le loro teste per tuffarsi nel bosco, verso occidente... I particolari
sono scarsi. Però pare che questa storia sia in giro almeno da 500 anni.
E, Scully, immagina per un istante che degli antichi pellerossa vedano
un UFO... Che descrizione ne darebbero? Quella di qualcosa vicino al
loro mondo. Un uccello. Così parlano di un uccello di fuoco, e la storia
diventa leggenda. Dopo tutto, come mi disse una volta il nostro informatore,
loro sono qui da molto, molto tempo...
Scully lo squadrò, sollevando un sopracciglio. - Una giornata proficua,
Mulder, non c'è che dire...
- Aspetta, c'è dell'altro. Il libro da cui ho tratto queste informazioni
era appena stato preso da Rashid Abulker. L'ho anche incrociato mentre
usciva dalla biblioteca.
- Rashid Abulker? Il terrorista?
- Proprio lui. E' ricercato dall'FBI in tutti gli States e se ne gironzolava
bel bello per Oakville. Dopotutto il suo nome e il suo volto sono noti
solo a una ristretta cerchia di persone.
Scully rimase meditabonda qualche istante. - Forse Abulker e Assante
sono qui per incontrarsi. Magari Assante deve vendere, che so, qualche
arma ai terroristi. O dell'esplosivo. Comincia a quadrare.
- Aspetta un attimo, Scully... E in questo quadro come entra la luce
rossa nel cielo?!?
- Mulder... Sei tu che vuoi farcela entrare. Non c'entra proprio un
bel niente...
- Questo si vedrà. Ad ogni modo diramiamo subito un mandato di cattura
per Abulker. Poi potremmo fare un salto all'albergo in cui risiede Assante
per fare quattro chiacchiere informali con lui...
ore 17.03
- Oh, no, non *loro*!
Mike fece un rapido dietrofront e si incamminò piuttosto affrettatamente
verso il corridoio del guardaroba.
Mulder e Scully non si avvidero di lui e si diressero al bancone dell'albergo.
Mike li sbirciò da dietro lo stipite e compose con affanno un numero
sul cellulare.
- Capo? Sono Mike... Sì... Cioè no, ascolti... Ci sono qui due agenti
dell'FBI che... Sì, ma mi lasci parlare... lo so che non ci sono prove
di alcun genere... E' che questi li ho già incontrati... Durante quel
caso dello iettatore, quello in cui mi arrestarono per rapina... Sì...
Esatto... Sembrano due fessi ma sanno il fatto loro, dannazione! Allora...
Ho capito... Va bene... Intesi.
Mulder chiese in che stanza alloggiasse Assante e vi si diresse, affiancato
da Scully.
Assante li ricevette in accappatoio, mentre fumava un grosso sigaro.
O meglio, li fece rimanere sulla porta mentre rispondeva sbrigativamente
alle loro domande. Era un tizio sui cinquantacinque, capelli neri, tarchiato,
quasi calvo.
- Sì, sono venuto qui in vacanza. No, non ho ancora fatto un giro per
i boschi. Non mi pare che sia reato.
- Nessuno la sta accusando di niente, signor Assante.
- Non mi verrà a dire che state interrogando tutti gli stranieri di
passaggio qui a Oakville, vero, agente Mulder? Il fatto che abbiate
puntato su di me come dei falchi sottolinea una volta di più la cattiva
fama che i media hanno creato ad arte attorno alla mia persona, e inoltre...
- E' qui da solo? - Lo interruppe Scully, che cercava in tutti i modi
di non esplodere.
- No.
- Ci può dire con chi è?
- Con il mio autista, Eddie.
- E?
- E basta.
- C'è qualcuno che potrebbe testimoniare che lei non si è mai inoltrato
nel bosco?
- Il mio autista, Eddie. C'è dell'altro?
Scully sbuffò e decise di rischiare. - Conosce un certo Rashid Abulker?
Assante guardò verso il cielo. - Chi è, un giocatore di pallacanestro?
Mulder fece un ultimo tentativo. - Cosa sa di quella luce rossa comparsa
nel cielo la notte scorsa?
Assante si fece paonazzo in volto. - Credo di avervi già detto tutto
quello che sapevo. La prossima volta venite qui con un mandato. Addio.
- E sbatté la porta.
- Cortese, vero? - Disse Mulder in ascensore. - Secondo me nasconde
qualcosa.
- L'hai notato anche tu? Quando gli ho parlato di Abulker ha alzato
gli occhi verso l'alto. Come fanno tutti quelli che mentono o cercano
di inventare una falsità...
- Io in realtà pensavo a quando è diventato rosso dopo che accennato
alla luce nel cielo... - Disse Mulder, con un sorriso un po' tirato
sul volto.
I due agenti uscirono e si diressero alla loro auto. Mulder entrò al
posto di guida e fece per girare la chiavetta, ma fu fermato dalla voce
di Scully. - Che cos'è questo, Mulder? - Gli chiese, sollevando dallo
zerbino un piccolo pezzetto di filo elettrico.
Mulder e Scully si guardarono contemporaneamente negli occhi, fino a
scorgere ognuno nello sguardo dell'altro il pericolo che stavano correndo.
- Fuori! - Gridò Mulder buttandosi all'esterno, mentre Scully faceva
altrettanto.
I due agenti si buttarono a terra un istante prima che l'auto esplodesse.
Lo spostamento d'aria li investì, seguito subito dopo da una pioggia
di detriti. Mulder coprì con un braccio la collega.
Passato il pericolo, i due si rialzarono in piedi, contemplando il fuoco
che saliva in alte spire verso il cielo, là dove un istante prima c'era
la loro automobile.
- Questo sembra proprio un avvertimento. - Disse Mulder.
- Già, - convenne Scully, - Ma da parte di chi?
ore 19.42
- Insisto nel dire che avremmo dovuto almeno avvertire lo sceriffo,
Mulder. - Sbottò Scully, ansando per la camminata. Si tolse lo zaino
e lo appoggiò pesantemente a terra. - Adesso facciamo una pausa. - Il
suo tono non lasciava spazio a repliche.
Mulder si sedette sul muschio umido che ricopriva le rocce, e guardò
tra gli alberi. - E poi mi devi dire cosa pensi di trovare qui. - Aggiunse
Scully. Mulder si girò verso di lei. - Non lo so. Qualche prova, forse.
Magari qualcuno dei nostri malavitosi che viene qui nel bosco per terminare
ciò che non ha finito la volta scorsa.
Scully ansimò, poi bevve un sorso d'acqua dalla borraccia. - Tu vuoi
ancora trovare l'UFO, vero?
- Mi conosci troppo bene, Scully... E' proprio così. Per quel che riguarda
lo sceriffo, arriveranno qui tra qualche ora con la squadra di recupero
alpinistico. Tanto vale incontrarli qui, no?
- Vero. Se non fosse che 'qui' è piuttosto aleatorio... Mulder, stiamo
girando da un'ora e mezza. Fra un po' comincerò a pensare che ci siamo
persi... e poi sta diventando buio, e...
- Va bene, va bene, ho capito. Torniamo alla radura dei ragazzi.
Si rimisero in marcia lungo il sentiero, scostando con le mani le numerose
fronde che facevano da ostacolo. Dopo una mezz'ora fu buio.
- Mulder, mi sembrano i fari di un'auto...
- Hai ragione, dev'essere lo sceriffo. Andiamo a vedere.
I due agenti dell'FBI proseguirono fino alla radura dove i ragazzi avevano
bivaccato, e videro un imponente fuoristrada nero spegnere le luci.
Ne scesero Leo Assante, l'autista e un altro uomo, piuttosto muscoloso.
Mulder, riparato nella vegetazione, lo riconobbe subito. - Scully, quello
è quel Mike che facemmo arrestare dopo quel caso del signor Belisario,
ti ricordi?
- Certo che sì, a momenti mi faceva fuori! - La voce della donna era
un sussurro, era evidente che c'era qualcosa di strano. - Ma come può
essere libero?
- Forse è evaso... O l'hanno rilasciato per buona condotta... Oppure
Assante ha pagato la cauzione, o qualche giurato. Quell'uomo ha mille
risorse. E tutte sporche.
In quel momento i tre estrassero dal bagagliaio tre fucili e varia attrezzatura
da caccia. Poi indossarono delle specie di caschi.
- Dannazione, sono visori a infrarossi! - Comprese Mulder.
Pochi istanti dopo, Eddie guardò nella loro direzione e vide due sagome
luminescenti verdastre. - Intrusi a ore 9, capo. - La sua voce era quella
di un freddo esecutore. - Procedo come l'altra volta?
Assante bestemmiò. - Procedi.
I due sgherri iniziarono a prendere la mira.
- Scappa, Scully! Scappa!
I due agenti dell'FBI corsero giù per il sentiero a perdifiato, mentre
i due malviventi alle loro spalle li inseguivano come segugi, fiutando
la loro traccia termica. Alcuni colpi infransero schegge di legno negli
alberi vicino a loro, ma gli inseguitori erano sempre più prossimi.
Un proiettile ferì la gamba di Mulder, che cadde a terra. Scully fece
qualche decina di metri, si girò appena notò che il suo compagno non
la seguiva; poi una mano le coprì la bocca e, impedendole di urlare,
la trascinò nell'oscurità di un anfratto roccioso.
ore 21.00
- Dove... dove avete portato Scully? - Fu la prima cosa che chiese Mulder
riprendendo i sensi. La sua collega non era lì.
I tre malviventi si guardarono. Prese la parola Assante. - Qui è pieno
di burroni e crepacci, è caduta in uno di quelli. D'altronde è pericoloso
correre qui di notte.- Mulder sentì il clic di una pistola. - Ma anche
ficcare il naso negli affari altrui può esserlo.
- E ora? Volete uccidermi, come avete fatto con quel ragazzino? - Disse
Mulder tra i denti, in parte per il dolore, in parte per l'indignazione
verso quei macellai.
- Quel ragazzino aveva visto delle cose che non doveva vedere. Questi
posti sono molto pericolosi. E' pieno di malintenzionati.
- Cosa volete da me, allora?
Assante si accese un sigaro. - Innanzitutto informazioni. Cosa sa il
governo di questa storia, Mulder? Mulder trasalì. - Di... Questa storia?
- Sei sordo, sbirro?
- No, è solo che... Io non ne so nulla. Io sono qui per cercare quell'UFO,
ma il Bureau non ha mai creduto a...
Assante scoppiò improvvisamente a ridere, seguito un po' forzatamente
dai suoi sgherri. Continuò per trenta secondi buoni di grasse risate,
poi cercò di ricomporsi. - Mike, - disse - Avevi detto che sembrano
due fessi. Be', *sono* due fessi. Questo qui, almeno!
Mulder cercò di ragionare, ma non era facile farlo con tre pistole puntate
e una ferita alla gamba. Pensò a Scully, e decise che nemmeno i tre
malviventi avevano idea di dove fosse finita. Probabilmente si era nascosta
e attendeva l'occasione più propizia per agire, decise.
- Che faccio, capo, lo ammazzo? - Chiese Eddie con una nota sadica nella
voce.
- Mmmh... No - Disse infine Assante, col tono di uno che sta decidendo
di che colore vuole le tende, - anche perché adesso sarebbe inutile.
Tanto vale farlo dopo.
Che fortuna, pensò Mulder. Ma dopo cosa?
ore 21.52
- Lei ora mi aiuterà. - Disse Abulker, a mezza voce. Scully era legata
con le sue stesse manette.
- Che diavolo vuole, Abulker? Le serve anche il reato di sequestro di
persona per completare la serie?
Lui si chinò di fronte a lei, la fissò coi suoi occhi scuri. Il suo
inglese aveva un forte accento straniero, ma la voce era baritonale
e profonda. - Io sono un combattente per la libertà e per la fede. Ma
ora quello che sono non c'entra. Mi trovo qui per un compito. E lei
mi aiuterà a svolgerlo.
- Dopo che ha messo una bomba nella nostra automobile?
- Non sono stato io.
- Se si aspetta che muova anche solo un dito per aiutarla in un traffico
d'armi io...
Abulker le lanciò le chiavi delle manette.
Poi appoggiò delicatamente la pistola a terra.
- Non c'è molto tempo, si sbrighi.
- Ma...
- Ora io devo preparare il fuoco. Lei dovrà proteggerla, a qualunque
costo.
- Proteggere chi?!?
- Mi fido di lei.
Poi si girò e si inoltrò fuori dal sentiero, in una radura a poche decine
di metri. Scully si tolse in fretta le manette e afferrò la pistola.
- Quello è completamente pazzo! - Disse. E gli corse dietro.
ore 22.22
Mulder camminava a fatica, la medicazione alla sua gamba era stata fatta
alla meno peggio. - Tanto dopo dobbiamo ucciderti. - Era stata la giustificazione.
Dopo un tragitto che gli sembrò interminabile, vide della luce un centinaio
di metri più avanti. Luce che danzava e creava ombre in movimento. Doveva
essere un fuoco. Ma un fuoco enorme, per fare quella luce. Un incendio?
Ma no, sembrava localizzato. Avvicinandosi, nel fitto della boscaglia,
vide che si trattava di una specie di pira, preparata al centro di una
radura. Le fiamme si levavano alte almeno dieci metri. A pochi passi
dalla pira si trovava un uomo, che batteva ritmicamente con una mazza
su una specie di tamburo. Colpi lenti ma solennemente regolari.
Mulder lo riconobbe subito. Abulker.
I tre uomini si fermarono a circa dieci metri dal bordo della radura,
parzialmente coperti dalla vegetazione, e iniziarono ad estrarre dalle
borse di tela un armamentario da guerra. Dalle mezze parole che si dicevano,
doveva trattarsi di proiettili narcotici, di dimensioni sufficienti
a stendere un grosso elefante. Mulder era sempre più confuso.
E soprattutto si chiedeva dove fosse Scully.
ore 22.45
- Eppure l'Est è di là, maledizione. Perché non arriva? - Si chiese
con stizza Assante. Poi sollevò gli occhi e la vide.
La luce nel cielo era già visibile, ma Mulder se ne accorse solo quando
si fece più grande, avvicinandosi.
Ora era come una palla di fuoco che scendesse, avvicinandosi alla pira.
I tre malviventi uscirono dalla boscaglia e corsero in mezzo alla radura.
Scully uscì dalla parte opposta nello stesso istante.
- Mani in alto o sparo! - Gridò.
Ma la sua voce fu coperta dalle strida di quella cosa luminosa, che
scendeva verso la pira come un uccello scende sul proprio nido.
Abulker continuò a battere il tamburo.
- Pronti a far fuoco! - Ordinò Assante.
Mike e Eddie puntarono verso l'alto i fucili a narcotici.
- Mani in alto, ho detto! - Gridò Scully, esasperata.
- Scully, attenta ad Assante! - Gridò Mulder, trascinandosi a stento
al bordo della radura.
Assante sparò verso Scully. Una, due, tre volte, senza pietà.
I tre proiettili centrarono il bersaglio. Tre chiazze rosse esplosero
all'altezza del petto di Scully. Questa sparò un colpo e si accasciò
a terra. Con occhi che ormai stavano diventando vitrei, guardò nella
direzione del suo collega. - Mulder... - Disse, mentre il respiro le
si soffocava.
Abulker continuò a battere il tamburo.
Con la forza della disperazione, Mulder ignorò il dolore, ignorò la
figura fiammeggiante che scendeva maestosamente verso la pira, più luminosa
della pira stessa, ignorò il fatto che i suoi avversari fossero tre
e armati, ignorò tutto questo. Afferrò un ramo e, gridando come una
belva, si avventò contro i tre malviventi.
Il colpo colse di sorpresa Assante, che cadde in avanti ma non mollò
la presa sulla pistola. Mulder fece in tempo ad assestare un secondo
colpo alla nuca di Mike, che si rovesciò a terra privo di sensi. Eddie
sparò un tranquillante verso Mulder, e questo fu colpito nel fianco.
Abulker continuò a battere il tamburo.
- Adesso mi hai veramente rotto. - Disse Assante con le fiamme negli
occhi (e Mulder non avrebbe saputo dire se si trattasse del riflesso
della pira o meno). - Non ti sono bastati gli avvertimenti, l'autobomba,
la caccia nella foresta, la fine della tua collega... Ora basta! - Ed
esplose un colpo verso Mulder.
Questi si buttò a terra, finendogli addosso e prendendolo alle gambe.
Il colpo di Assante prese Eddie alla gamba, e questi volò indietro per
l'impatto; sparò un secondo proiettile narcotico, che nella baraonda
colse Assante alla spalla.
Abulker continuò a battere il tamburo.
Il boss mafioso nemmeno si accorse del narcotico, e continuò a tempestare
Mulder di pugni, con una brutalità disumana. Si mise in piedi e lo sollevò.
Fu in quel momento che il narcotico cominciò ad agire in entrambi. Mulder
cadde a terra, tenendosi il fianco. Le gambe non lo reggevano più. Assante
fece altrettanto, ansimando in maniera sempre più faticosa. Mentre gli
arti gli si intorpidivano, arrancò verso il fucile di Mike. - Devo...
Devo colpirla... Devo catturarla... E' lei... La chiave... Mia, solo
mia! mia!
Mulder, a terra, cominciò ad avere la vista appannata. Guardò Scully.
Difficile dire se fosse ancora viva.
Guardò verso la pira. Vide confusamente una sagoma simile a quella di
un enorme uccello di fuoco, che si appoggiava con delicatezza sulla
pira, e le fiamme che si mischiavano.
Abulker alzò le mani verso il cielo, e Mulder perse i sensi, mentre
la luce delle fiamme sembrava illuminare tutta la vallata.
ore 5.12
Fu il sole a risvegliarlo. Quello, e un vago aroma di legno carbonizzato
che si mischiava all'umidità del mattino.
A stento riconobbe la stessa radura. I tre malviventi erano scomparsi.
Abulker era scomparso. La pira era completamente bruciata. Scully...
Mio Dio, Scully!
A fatica, Mulder le corse incontro. Si chinò su di lei e... Vide che
dormiva. La girò supina.
I tre fori di pallottola erano scomparsi.
- Mmh... Che c'è Mulder? - Disse delicatamente, aprendo gli occhi. Poi
comprese di essere viva, e si alzò seduta, confusamente. - Mulder, ma...
Cos'è successo...?!? Io... Ricordo solo di avere condotto qui Abulker
e... Ma tu sei ferito! Che ti hanno fatto? Dove sono quei banditi?
Scully si alzò e si mise subito a curare Mulder, come poteva. Da una
delle borse di Assante recuperò un kit di primo soccorso e rappezzò
Mulder. Questi intanto guardava i resti della pira e cercava di rimettere
insieme i pezzi di quella vicenda.
- Scully...
- Che c'è?
- Avevi ragione tu. Non era un UFO.
- E che cos'era?
Mulder inspirò a fondo. - Hai mai sentito parlare dell'araba fenice?
Scully strabuzzò gli occhi e fece un sorrisino sarcastico. - Mulder,
stai rifiutando una spiegazione fantascientifica per adottarne una fiabesca?
Stai superando te stesso...
- Tralascerò il fatto che probabilmente *tu* non saresti in grado di
darne una spiegazione migliore. Comunque secondo me è andata così. Assante
viene a sapere che questo animale fantastico esiste. Secondo la leggenda,
ogni 500 anni si sposta a occidente per cercare una pira, in cui immolarsi
e risorgere dalle proprie ceneri. E qualcuno gliene fa trovare una.
- Abulker.
- Esatto. Lui è... Arabo. Persiano, come la leggenda della fenice. Forse
è a conoscenza di segreti e tradizioni che noi non possiamo nemmeno
immaginare. Prepara la pira per l'altra sera, ma si accorge che Assante
è nei paraggi, ed è intenzionato a catturare l'animale. Così desiste
dal suo proposito. La fenice si presenta ma non trovando la pira si
ferma solo un istante. Assante vede Jamie nel bosco e gli spara, per
evitare testimoni. Poi la storia si ripete stasera. Tu vieni colpita
a morte...
- A morte? Non direi!
- E quei tre buchi che hai sulla camicetta cosa sono, tarme?
Scully si toccò stupefatta i tre fori sugli abiti, senza parole.
- ...E dicevo, quando la fenice resuscita, con lei risorgono anche le
persone dintorno. Mi segui?
- Sì. Cioè, no. Dove sono Assante e i suoi sgherri?
Mulder indicò un punto nella pira. Scully vi vide tre scheletri carbonizzati.
- Credo che sia opera di Abulker. Una vendetta, se vuoi. Ora chissà
dov'è.
Il silenzio aleggiò per qualche istante tra i due, rotto solo dal vento
e dai rumori del bosco.
- Hai una ipotesi migliore...?
Scully sorrise. - Mmh... No. E comunque tu non cambieresti idea.
ore 5.32
- Agente Mulder! Agente Scully! Come state? - Wilkins corse loro incontro.
Si tolse il berretto dell'uniforme e si asciugò la fronte sudata.
- Noi stiamo bene... Come mai questa concitazione?
- Dovete... dovete venire a vedere!
I due lo seguirono lungo il sentiero, fino al crepaccio. Un alpinista
stava risalendo. Sulle spalle aveva Jamie.
Vivo.
I genitori del ragazzo gli corsero incontro e lo abbracciarono, piangendo.
- Mulder?
- Che c'è?
- Togliti quel sorrisetto dalla faccia.
- Ma... D'accordo. - Disse lui. In fondo che gliene importava delle
sue teorie? Il ragazzo era vivo. Gli avvenimenti di quella notte dovevano
aver esteso i loro influssi su tutta la vallata.
Lui era vivo. Scully era viva.
Mulder si girò verso il sole, e facendosi schermo con le dita gli sembrò
di scorgere nel disco di fiamma una specie di maestoso uccello che volava
verso oriente. Ma forse era solo la sua suggestione.
***
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