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AMNESIA
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Il
risveglio
Certe mattine è difficile rientrare nella piena coscienza di sé. Stamattina
però è peggio. Che mal di testa! Mi devo essere ubriacato forte ieri
sera... Non mi ricordo neanche dove ero!
Sarà meglio farsi un caffè.
(accendo la luce, la tapparella è abbassata, ero al buio)
Ma questa stanza non la riconosco! Allora non sono a casa mia! Accidenti,
va bene ubriacarsi, ma adesso sto esagerando.
(mi alzo ed esco dalla camera da letto)
Bella 'sta sala. Ben arredata, pulita, poche suppellettili... Mi suona
bene. Però continuo a non ricordarmi dove sono!
C'è una scrivania!
Mi siedo.
Appartiene ad un destrorso: è orientata in modo da far arrivare la luce
della finestra da sinistra.
Cerco degli indizi sull'identità del proprietario della casa...
Un'agenda!
L'apro immediatamente. C'è un nome: Mark Fiedler. Bene. Adesso so di
chi sono ospite.
Strano però che non sento rumori in casa. Sarò mica da solo?
Vediamo di visitare le altre stanze.
(mi allontano dalla scrivania, sto per attraversare una porta quando
una foto sul pianoforte attrae la mia attenzione)
Due tizi al mare. Dietro c'è una didascalia: Maiorca, '15.
Saranno questo fantomatico Mark e la moglie? Non riesco proprio a riconoscerli...
(appoggio la foto sul pianoforte e, nel girarmi per continuare l'ispezione,
mi vedo allo specchio)
Miseria!
(riprendo la foto in preda al panico)
Ma sono io!
(tonfo - buio)
(torno in me)
Perché è così scuro?
(guardo l'orologio sulla parete)
Le otto! Sono rimasto privo di sensi per quasi tutto il giorno!
Che botta!
Sono davvero io nella foto!
Che cosa mi sta succedendo? Non mi ricordo neanche chi sono.
Mark Fiedler, scrittore...
Un momento! Scrittore non l'ho visto da nessuna parte! E' un mio ricordo!
Sì, sono sicuro.
Comincia a riaffiorare qualcosa.
Devo saperne di più.
(l'esame della casa non fornisce molte più informazioni: una patente
che mi conferma l'identità, molti libri da cui posso evincere un mio
interesse per le scienze esatte e una vecchia moto nel garage. L'edificio
è una villetta in aperta campagna: non si vedono altre abitazioni)
(strimpello un po' il pianoforte, seguendo uno spartito che ho trovato
lì sopra)
Mi ricordo anche come si leggono le note e come si suona! Ho letto i
titoli dei libri, ora che ci penso, quindi non ho perso la comprensione
della lingua scritta.
(nello studio trovo un computer)
Potrebbe fornirmi altre notizie su di me!
(lo accendo)
Come sarebbe a dire "enter password, please"? Ci mancava anche questa:
sono un maniaco della sicurezza!
Che situazione di merda! Quasi non mi ricordo chi sono e l'unico collegamento
probabile con la mia identità necessita che io mi ricordi una stramaledetta
parola d'ordine!
Paradossale. Se non ci fossi dentro mi metterei a ridere.
Proviamo con una sana indagine logica.
Se sono un maniaco della sicurezza serio non mi aspetto di aver scritto
la password su qualche pezzo di carta!
Però potrebbe essere una parola che richiami qualcosa di familiare...
Il nome della ragazza!
(batto "Handy" in tutte le combinazioni possibili (handy, HANDY e Handy))
Macché!
Ehi! Ma anche Handy non era scritto da nessuna parte! Fantastico! Piano
piano mi ricostruisco!
Insistiamo. Chi cerca trova.
Forse tra i libri c'è qualcosa!
Tanta fantascienza... Usimov, Trown, Pick, Mheckley, Chaw... Però niente
che mi risvegli qualcosa di particolare.
(anche gli altri scaffali sono altrettanto deludenti, nel frattempo
si fanno le 11 di sera)
(sconsolato mi butto sul letto)
(c'è una mensola, ci sono alcuni libri, ne prendo uno a caso)
Douglas Adams, "Guida Galattica per Autostoppisti"... L'ho letto questo!
Un altro tassello!
Ma certo che me lo ricordo!
Arthur Dent, Ford Prefect, Marvin, Trillian... L'astronave Cuore d'Oro...
"Non fatevi prendere dal panico"... Il computer Pensiero Profondo...
La domanda alla risposta fondamentale...
Il numero!
Ora mi ricordo quale era la password!
E' il numero di telefono di Trillian sulla terra!
Non mi viene in mente il numero esatto. Ma mi basta sfogliare il libro,
il numero viene citato abbastanza presto.
(inizio a leggere alcune parti, la narrazione mi prende, dopo un po'
mi addormento)
Il risveglio II
(mattino - suona il telefono)
Che palle! Non si riesce mai a dormire quando se ne avrebbe bisogno!
(cerco a tastoni la cornetta, la porto all'orecchio)
Chi è che rompe!
- Sono David. Ciao Mark. E' un po' che non ti fai vedere, che ti è successo?
Guardi che deve aver sbagliato numero. Io non sono Mark, mi dispiace,
ma qui è casa... Casa... Casa... Sa che è buffo: non me lo ricordo...
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