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PARADOSSO
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Il
professor Simon Thomas ci aveva riuniti nel laboratorio per mostrarci
una sua creazione; noi tre della facoltà di fisica conoscevamo bene
Simon e, anche se era un nostro caro amico, sapevamo che era oppresso
da un'anacronistica ossessione: voler viaggiare attraverso il tempo.
Gli studi di Sorenson sulla struttura dell'universo avevano dimostrato
che in teoria sarebbe anche possibile muoversi in una qualunque delle
undici dimensioni che lo compongono (come facciamo volontariamente nelle
tre "spaziali" e involontariamente nella quarta, quella "temporale"),
ma aveva anche spiegato quali erano i problemi che ci avrebbero in pratica
impedito un simile viaggio:
- essendo noi delle entità quadridimensionali, per spostarci nelle altre
dimensioni avremmo dovuto deformare il nostro corpo (con conseguenze
sconosciute) per adattarlo alla diversa configurazione spaziale;
- trovare un sistema sicuro di propulsione e di guida;
- proprio nel caso particolare della dimensione temporale, risolvere
in qualche modo il notissimo paradosso (ipotizzato molto prima degli
studi di Sorenson da molti scrittori di fantascienza) che venne in seguito
definito come effetto Larssen-temporale o scherzosamente "paradosso
del nonno".
Il professor Thomas sosteneva di aver risolto i primi due e di poter
dimostrare che il PDN (paradosso del nonno) era solo una scusa inventata
dagli altri scienziati che non erano riusciti a superare i problemi
tecnici e che quindi si mascheravano dietro al monito di un ipotetico
pericolo da paradosso.
SI SBAGLIAVA.
Così, per dimostrare le sue assurde teorie, dovette usare la macchina
del tempo; dopo averci invitati nel laboratorio, inserì un disco nel
suo Pc e lanciò il programma di controllo della macchina, che era composta
da una pedana circolare attorniata da un toroide e collegata al computer
via RS232C (notai per caso questo particolare); subito dopo, prima che
potessimo fermarlo, saltò sulla pedana e sparì con essa nell'istante
stesso in cui il suo piede la toccò.
EPILOGO
Il professore tornò indietro (non è completamente esatto ma è intuitivo)
nel tempo e uccise suo nonno (che per di più era molto odiato da Simon
per non si sa bene quale motivo) il quale non poté quindi sposarsi e
generare Jeff Thomas, il padre di Simon. Quest'ultimo non poté quindi
nascere e nemmeno costruire la macchina del tempo per mezzo della quale
uccidere suo nonno, che perciò non morì in circostanze misteriose, si
sposò ed ebbe un figlio, Jeff Thomas che divenne padre all'età di trent'anni,
suo figlio Simon, appassionato lettore di fantascienza, aveva un grande
sogno: viaggiare nel tempo...
Dedicato a Fredric Brown.
[si scrive proprio così]
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