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HEAVEN,
HOLE, HELL
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L'imbarazzo
nell'aria era quasi tangibile.
Sapevano che avrebbero dovuto dire qualcosa, qualcosa di glorioso e
spiritualmente elevato, qualcosa di adatto alla situazione insomma,
ma tutto quello che riuscivano a fare era tossicchiare nervosamente.
Qualcuno fissava intensamente la punta delle proprie scarpe, sperando
in un lampo di ispirazione, e desiderando ardentemente di essere da
qualche altra parte.
Steven Garlink smise di esaminarsi le unghie e si avvicinò con
fare colpevole al leggio.
Guardò a lungo la bara coperta di fiori, guardò la gente
seduta davanti a lui, quindi tornò a fissare la bara e si schiarì
la voce. Aveva una gran voglia di masticare una mentina ma non gli sembrava
il caso.
-Bene, cari amici
- disse tentando di improvvisare il discorso
che tutti si aspettavano avrebbe fatto.
-Cioè, non bene
insomma
ecco, siamo qui riuniti per
compiangere lo scomparso Robert McCorney, il caro vecchio Bob che
che sicuramente tutti noi ricorderemo con affetto. Sì. Cosa possiamo
dire di lui?
Già, cosa possiamo dire?
Era un brav'uomo,
questo si. A modo suo. Era una persona
una persona
una persona
ecco. Aveva le sue passioni, come tutti. Una grande passione, sì,
sappiamo tutti quale. Io, che ho condiviso con lui innumerevoli partite
e innumerevoli
innumerevoli
altre cose sì, di certo
abbiamo condiviso altre cose
scusate, il dolore per la perdita...
Tirò fuori il fazzoletto e finse di asciugarsi le lacrime, pensando
febbrilmente a qualcosa da dire.
Alla fine decise di tentare con un discorso sulla misericordia dell'Altissimo,
aggiunse un paio di banalità circa il fatto che tutti dobbiamo
morire, polvere siamo eccetera... eccetera
e si salvò in
corner dalla figuraccia.
-Purtroppo, cari amici - concluse il suo intervento - non ci è
stato possibile esaudire l'ultimo desiderio del compianto Bob. Avrebbe
voluto riposare sotto la buca numero 18 del campo di golf a Winklet
Park, ma il comune non ha dato l'approvazione per motivi di igiene pubblica.
E così. Povero Bob. Lo piangeremo tutti per molto tempo ancora.
Ora, se volete accomodarvi nell'altra sala, vi aspetta un piccolo rinfresco
per consolarvi della perdit
Non riuscì a finire la frase, perché la parola "rinfresco"
provocò una fuga generale, e a una velocità insospettabile
per gente che fino ad un secondo prima pareva sulla soglia di un collasso
per noia.
Steven Garlink rimase solo con la bara.
L'ex moglie di Bob non si era fatta vedere, e alla fine era toccato
a lui fare il discorso.
-Spero che almeno tu ti sia divertito- disse rivolto alla bara, e se
ne andò sperando di trovare ancora qualcosa da bere al rinfresco.
Questo, in breve, fu il funerale di Bob McCorney.
In vita, il signor Robert McCorney, di Hillville, California, era stato
un grandissimo appassionato di golf.
Passava ogni momento libero delle sue giornate sui prati fra buche e
bandierine, mentre le serate (e spesso le nottate) erano dedicate ad
animate discussioni circa l'utilizzo migliore della mazza n.6 in una
giornata di vento a forza 3 ed altre questioni di vitale importanza
per il genere umano.
Forse Bob McCorney durante la sua vita non era stato un marito modello
e un padre esemplare. Forse non era stato neanche un granchè
come persona, ma lui tendeva a considerarsi nella media.
Ora che era morto, e sapeva benissimo di esserlo, non si ritrovò
immerso in una grande luce bianca come si aspettava. Non c'erano nemmeno
angeli, o voci celesti, o tutte le altre cose che uno si aspetta di
trovare dopo il trapasso. Tutto quello che c'era, era un sentierino
di campagna, con una staccionata verde a fiancheggiarlo.
Bob McCorney iniziò a percorrerlo pensieroso.
Se l'aldilà era così, da dove venivano tutte quelle stupidaggini
circa i tunnel di luce, gli angeli che venivano a prenderti e il giudizio,
si chiedeva.
Si rendeva conto di non essere stato esattamente uno stinco di santo,
ma in fondo non aveva mai fatto male a nessuno, e se tutti quelli come
lui erano destinati all'Inferno, rimaneva ben poco spazio per le persone
veramente malvagie.
La temperatura era gradevole, e si sentivano dolci cinguettii provenire
dai rami dei ciliegi al di là della staccionata. Una fresca brezza
soffiava alle sue spalle, come a sospingerlo nella direzione in cui
stava andando. Insomma, non sembrava nemmeno l'Inferno, quel posto,
e Bob McCorney iniziava a chiedersi se non si fosse perduto in qualche
specie di limbo, quando vide a lato del sentiero un cancello d'argento
immerso in quella che sembrava una leggera nebbiolina luccicante.
"Oh! Ci siamo!" pensò tutto contento "Chissà
se ci sono campi da golf
"
Da una guardiola di legno imbiancato accanto al cancello uscì
un anziano signore, che gli venne incontro sorridendo pacatamente e
gli strinse la mano.
-Benvenuto, la stavamo aspettando.
Vestiva una lunga tunica bianca, e una barba altrettanto candida gli
incorniciava il volto gentile. Aveva anche una cintura di corda da cui
pendeva un mazzo di chiavi dorate, e corrispondeva in tutto e per tutto
all'immagine che Bob McCorney si era fatto di San Pietro.
- Grazie - disse ricambiando con vigore la stretta di mano - Sa, all'inizio
ero un po' spaesato ma adesso che la vedo va molto meglio.
- Oh si, non si preoccupi, succede a tutti. - rispose bonariamente il
sant'uomo.
- Ora, se vuole seguirmi, le mostro tutto quanto. Vedrà, si troverà
bene con noi. - e così dicendo si accinse ad aprire il cancello
d'argento.
- Eh si, proprio un bel posto. - fece Bob McCorney - Non vedo l'ora
di farmi una bella partita a golf.
- Prego?
- Ma sì, il golf. Avrete sicuramente campi da golf, no?
Il sant'uomo si fece perplesso.
- Guardi, mi scusi ma penso che ci sia un errore. Qui non giochiamo
a golf. - disse, col tono di uno che sta cercando di spiegare a un bambino
perché non può mangiare la marmellata all'ora di pranzo.
- Questo è il Paradiso. Qui le anime pregano, meditano, entrano
a far parte della coscienza dell'Altissimo e partecipano all'armonia
del Creato. Una volta entrato, non avrà più bisogno di
passare il tempo per essere felice, perché sarà partecipe
della felicità di Dio che
E mentre San Pietro parlava, Bob McCorney pensava.
E si insospettiva. Tutta la scena gli ricordava terribilmente un vecchio
episodio in bianco e nero della serie "Ai Confini Della Realtà".
Era la storia di un vecchio che più di ogni altra cosa amava
andare a caccia con il proprio cane, e una volta morto si ritrovava,
insieme al suddetto cane, in un posto molto simile a quello in cui era
lui. Il protagonista della puntata veniva a sapere che non era possibile
cacciare in Paradiso, e che non erano neanche ammessi i cani, e così
decideva di proseguire per il sentiero, invece di entrare nel cancello.
In seguito giungeva al vero Paradiso, dove veniva a scoprire che il
primo cancello non era che un subdolo inganno del Demonio, e un angelo
lo invitava a una partita di caccia in compagnia del suo fedele cane.
Bob McCorney si sentì colto da una folgorazione divina e urlando
frasi incoerenti tipo: - Non mi avrete mai! Col cavolo che mi fregate
sporchi diavolacci! - prese a correre per il sentiero, lasciandosi alle
spalle uno sbigottito San Pietro, che rientrò nella guardiola
per telefonare Di Sopra e chiedere delucidazioni.
Bob McCorney corse a perdifiato, finchè voltandosi indietro non
vide più l'ingannevole cancello d'argento e il suo infido custode.
Orgoglioso della sua intelligenza per l'aver capito il trucco, rallentò
l'andatura si concesse una pausa per riflettere.
"Se quella era l'entrata per l'Inferno" si disse "allora
quella per il Paradiso dev'essere qui da qualche parte."
Riprese a passeggiare tranquillamente, godendosi l'aria fresca e il
profumo dei fiori, e di li a poco il sentiero lo portò davanti
ad un altro cancello, che si ergeva al centro di una palizzata di legno.
Era un cancello in modesto ferro battuto, dall'aria innocua e senza
pretese, ed era aperto.
"Avevo ragione!" pensò Bob McCorney, ed entrò
senza indugio.
Il cancello si chiuse dietro di lui, ma non se ne accorse, perché
davanti a lui si stendeva il più bel campo da golf che avesse
mai visto.
L'erba era stata tagliata di recente, e il campo declinava in vallette
e dolci colline che su di lui avevano lo stesso effetto erotico delle
curve di una bella donna.
C'erano un'infinità di percorsi, e su ogni buca si stagliava
una bandierina con il numero dipinto a colori brillanti. Accanto al
cancello c'era una borsa, con dentro le mazze da golf più perfette
che Bob McCorney avesse mai avuto la gioia di tenere in mano.
"Oh! Ti ringrazio Signore! Questo sì che è il Paradiso!"
Fuori di se dalla felicità, Bob McCorney calcolò la direzione
e la velocità del vento, prese la borsa con le mazze e ne scelse
accuratamente una, e quindi si diresse gongolando verso la buca numero
uno.
Si mise in posizione, e poi si accorse che mancava qualcosa.
"Uhm
dove posso trovarle
ah bhe, perché mi preoccupo?
Dopotutto, sono in Paradiso!"
Stese una mano e chiese con un enorme sorriso stampato sulla faccia:
- Una pallina, per favore.
- Niente palline, qui - gli rispose una voce alle sue spalle - Siamo
all'Inferno.
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