HEAVEN, HOLE, HELL
 
di Petra Lucchini
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L'imbarazzo nell'aria era quasi tangibile.
Sapevano che avrebbero dovuto dire qualcosa, qualcosa di glorioso e spiritualmente elevato, qualcosa di adatto alla situazione insomma, ma tutto quello che riuscivano a fare era tossicchiare nervosamente.
Qualcuno fissava intensamente la punta delle proprie scarpe, sperando in un lampo di ispirazione, e desiderando ardentemente di essere da qualche altra parte.
Steven Garlink smise di esaminarsi le unghie e si avvicinò con fare colpevole al leggio.
Guardò a lungo la bara coperta di fiori, guardò la gente seduta davanti a lui, quindi tornò a fissare la bara e si schiarì la voce. Aveva una gran voglia di masticare una mentina ma non gli sembrava il caso.
-Bene, cari amici… - disse tentando di improvvisare il discorso che tutti si aspettavano avrebbe fatto.
-Cioè, non bene… insomma… ecco, siamo qui riuniti per compiangere lo scomparso Robert McCorney, il caro vecchio Bob che… che sicuramente tutti noi ricorderemo con affetto. Sì. Cosa possiamo dire di lui? … Già, cosa possiamo dire? … Era un brav'uomo, questo si. A modo suo. Era una persona… una persona… una persona ecco. Aveva le sue passioni, come tutti. Una grande passione, sì, sappiamo tutti quale. Io, che ho condiviso con lui innumerevoli partite e innumerevoli … innumerevoli… altre cose sì, di certo abbiamo condiviso altre cose … scusate, il dolore per la perdita...
Tirò fuori il fazzoletto e finse di asciugarsi le lacrime, pensando febbrilmente a qualcosa da dire.
Alla fine decise di tentare con un discorso sulla misericordia dell'Altissimo, aggiunse un paio di banalità circa il fatto che tutti dobbiamo morire, polvere siamo eccetera... eccetera… e si salvò in corner dalla figuraccia.
-Purtroppo, cari amici - concluse il suo intervento - non ci è stato possibile esaudire l'ultimo desiderio del compianto Bob. Avrebbe voluto riposare sotto la buca numero 18 del campo di golf a Winklet Park, ma il comune non ha dato l'approvazione per motivi di igiene pubblica. E così. Povero Bob. Lo piangeremo tutti per molto tempo ancora. Ora, se volete accomodarvi nell'altra sala, vi aspetta un piccolo rinfresco per consolarvi della perdit…
Non riuscì a finire la frase, perché la parola "rinfresco" provocò una fuga generale, e a una velocità insospettabile per gente che fino ad un secondo prima pareva sulla soglia di un collasso per noia.
Steven Garlink rimase solo con la bara.
L'ex moglie di Bob non si era fatta vedere, e alla fine era toccato a lui fare il discorso.
-Spero che almeno tu ti sia divertito- disse rivolto alla bara, e se ne andò sperando di trovare ancora qualcosa da bere al rinfresco.
Questo, in breve, fu il funerale di Bob McCorney.

In vita, il signor Robert McCorney, di Hillville, California, era stato un grandissimo appassionato di golf.
Passava ogni momento libero delle sue giornate sui prati fra buche e bandierine, mentre le serate (e spesso le nottate) erano dedicate ad animate discussioni circa l'utilizzo migliore della mazza n.6 in una giornata di vento a forza 3 ed altre questioni di vitale importanza per il genere umano.
Forse Bob McCorney durante la sua vita non era stato un marito modello e un padre esemplare. Forse non era stato neanche un granchè come persona, ma lui tendeva a considerarsi nella media.
Ora che era morto, e sapeva benissimo di esserlo, non si ritrovò immerso in una grande luce bianca come si aspettava. Non c'erano nemmeno angeli, o voci celesti, o tutte le altre cose che uno si aspetta di trovare dopo il trapasso. Tutto quello che c'era, era un sentierino di campagna, con una staccionata verde a fiancheggiarlo.
Bob McCorney iniziò a percorrerlo pensieroso.
Se l'aldilà era così, da dove venivano tutte quelle stupidaggini circa i tunnel di luce, gli angeli che venivano a prenderti e il giudizio, si chiedeva.
Si rendeva conto di non essere stato esattamente uno stinco di santo, ma in fondo non aveva mai fatto male a nessuno, e se tutti quelli come lui erano destinati all'Inferno, rimaneva ben poco spazio per le persone veramente malvagie.
La temperatura era gradevole, e si sentivano dolci cinguettii provenire dai rami dei ciliegi al di là della staccionata. Una fresca brezza soffiava alle sue spalle, come a sospingerlo nella direzione in cui stava andando. Insomma, non sembrava nemmeno l'Inferno, quel posto, e Bob McCorney iniziava a chiedersi se non si fosse perduto in qualche specie di limbo, quando vide a lato del sentiero un cancello d'argento immerso in quella che sembrava una leggera nebbiolina luccicante.
"Oh! Ci siamo!" pensò tutto contento "Chissà se ci sono campi da golf…"
Da una guardiola di legno imbiancato accanto al cancello uscì un anziano signore, che gli venne incontro sorridendo pacatamente e gli strinse la mano.
-Benvenuto, la stavamo aspettando.
Vestiva una lunga tunica bianca, e una barba altrettanto candida gli incorniciava il volto gentile. Aveva anche una cintura di corda da cui pendeva un mazzo di chiavi dorate, e corrispondeva in tutto e per tutto all'immagine che Bob McCorney si era fatto di San Pietro.
- Grazie - disse ricambiando con vigore la stretta di mano - Sa, all'inizio ero un po' spaesato ma adesso che la vedo va molto meglio.
- Oh si, non si preoccupi, succede a tutti. - rispose bonariamente il sant'uomo.
- Ora, se vuole seguirmi, le mostro tutto quanto. Vedrà, si troverà bene con noi. - e così dicendo si accinse ad aprire il cancello d'argento.
- Eh si, proprio un bel posto. - fece Bob McCorney - Non vedo l'ora di farmi una bella partita a golf.
- Prego?
- Ma sì, il golf. Avrete sicuramente campi da golf, no?
Il sant'uomo si fece perplesso.
- Guardi, mi scusi ma penso che ci sia un errore. Qui non giochiamo a golf. - disse, col tono di uno che sta cercando di spiegare a un bambino perché non può mangiare la marmellata all'ora di pranzo.
- Questo è il Paradiso. Qui le anime pregano, meditano, entrano a far parte della coscienza dell'Altissimo e partecipano all'armonia del Creato. Una volta entrato, non avrà più bisogno di passare il tempo per essere felice, perché sarà partecipe della felicità di Dio che…
E mentre San Pietro parlava, Bob McCorney pensava.
E si insospettiva. Tutta la scena gli ricordava terribilmente un vecchio episodio in bianco e nero della serie "Ai Confini Della Realtà". Era la storia di un vecchio che più di ogni altra cosa amava andare a caccia con il proprio cane, e una volta morto si ritrovava, insieme al suddetto cane, in un posto molto simile a quello in cui era lui. Il protagonista della puntata veniva a sapere che non era possibile cacciare in Paradiso, e che non erano neanche ammessi i cani, e così decideva di proseguire per il sentiero, invece di entrare nel cancello.
In seguito giungeva al vero Paradiso, dove veniva a scoprire che il primo cancello non era che un subdolo inganno del Demonio, e un angelo lo invitava a una partita di caccia in compagnia del suo fedele cane.
Bob McCorney si sentì colto da una folgorazione divina e urlando frasi incoerenti tipo: - Non mi avrete mai! Col cavolo che mi fregate sporchi diavolacci! - prese a correre per il sentiero, lasciandosi alle spalle uno sbigottito San Pietro, che rientrò nella guardiola per telefonare Di Sopra e chiedere delucidazioni.

Bob McCorney corse a perdifiato, finchè voltandosi indietro non vide più l'ingannevole cancello d'argento e il suo infido custode. Orgoglioso della sua intelligenza per l'aver capito il trucco, rallentò l'andatura si concesse una pausa per riflettere.
"Se quella era l'entrata per l'Inferno" si disse "allora quella per il Paradiso dev'essere qui da qualche parte."
Riprese a passeggiare tranquillamente, godendosi l'aria fresca e il profumo dei fiori, e di li a poco il sentiero lo portò davanti ad un altro cancello, che si ergeva al centro di una palizzata di legno.
Era un cancello in modesto ferro battuto, dall'aria innocua e senza pretese, ed era aperto.
"Avevo ragione!" pensò Bob McCorney, ed entrò senza indugio.
Il cancello si chiuse dietro di lui, ma non se ne accorse, perché davanti a lui si stendeva il più bel campo da golf che avesse mai visto.
L'erba era stata tagliata di recente, e il campo declinava in vallette e dolci colline che su di lui avevano lo stesso effetto erotico delle curve di una bella donna.
C'erano un'infinità di percorsi, e su ogni buca si stagliava una bandierina con il numero dipinto a colori brillanti. Accanto al cancello c'era una borsa, con dentro le mazze da golf più perfette che Bob McCorney avesse mai avuto la gioia di tenere in mano.
"Oh! Ti ringrazio Signore! Questo sì che è il Paradiso!"
Fuori di se dalla felicità, Bob McCorney calcolò la direzione e la velocità del vento, prese la borsa con le mazze e ne scelse accuratamente una, e quindi si diresse gongolando verso la buca numero uno.
Si mise in posizione, e poi si accorse che mancava qualcosa.
"Uhm… dove posso trovarle… ah bhe, perché mi preoccupo? Dopotutto, sono in Paradiso!"
Stese una mano e chiese con un enorme sorriso stampato sulla faccia:
- Una pallina, per favore.
- Niente palline, qui - gli rispose una voce alle sue spalle - Siamo all'Inferno.

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