UNA FIABA
 
di Vincenzo Bruni
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La notte era giunta e Cappuccetto Rosso arrivo' alla casa della Nonna. Si avvicino' lesta con il cestino ballonzolante e busso' (perche' la Mamma gli aveva insegnato a bussare sempre prima di entrare).
- Nonna, sono Cappucetto Rosso - disse la bimba.
- Oh Cappuccetto Rosso, nipotina cara entra, entra! - Rispose la voce rauca da dentro (dopotutto la Nonna aveva una certa eta').
Appena la bimba entro' vide la Nonna.
- Oh Nonna, che occhi grandi che hai! - Disse stupita Cappuccetto Rosso.
- E' per vedere meglio di notte, mia cara.
- Oh Nonna, che orecchie pelose che hai.
- E' per ascoltare la tua vocina - spiego' la Nonna.
- Oh che naso lungo e nero Nonna.
- E' per odorarti meglio fiorellino.
- Oh che denti grandi che hai.
- E' per masticare meglio la carne umana piccolina.
Detto questo la vecchina getto' le parti anatomiche sopracitate nel calderone ribollente.
- Sai, con la vecchiaia diventa sempre piu' difficile sollevare la mannaia con la giusta forza.
Cappuccetto Rosso poso' il cestino sul tavolo pieno di frattaglie.
- Allora spero che quello sciocco lupo mannaro che ti ho mandato ti sia piaciuto - disse candidamente la bambina.
- Certo piccolina. Adesso metti il sangue di rospo e gli occhi di tritone che hai portato nel paiolo e giralo lentamente pronunciando la Formula Antica per una mezz'ora. Dopo cena mi attaccherai i pezzi dello stupidotto.

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