Nella Marca Trevigiana i fagioli "americani"
son presenti da oltre 450 anni, ma credo
che le minestre e le zuppe di fagioli abbiano
storia assai più antica, iniziata
almeno ai tempi della diffusione del monachesimo
in terra trevigiana, vale a dire nel corso
del VII ed VIII secolo.
Da allora la creatività dei trvigiani
ha avuto libero campo nell'esaltare questo
povero ma prezioso legume e sono via via
nati arricchimenti, insaporimenti e sposalizi
mai più abbandonati, dapprima col
maiale e, più tardi, con il riso
e la pasta, con le "tirache" soprattutto,
dando vita a quel piatto celeberrimo ad
ancor oggi ovunque goduto della "pasta
e fasioi".
Così da sempre, ma soprattutto dal
1528, quando il benemerito canonico Pietro
Valeriano, salutato il Papa, giunse a Lamon,
col suo preziosissimo sacchetto di fagioli.
Ingredienti:
- 600 g di fagioli secchi (preferibilmente
di Lamon)
- 600 g di patate
- 2 cipolle medie
- 3 carote
- 1 gambo di sedano
- 2 dadi
- 200 g di pasta (ottime le "tirache")
- 1 bicchiere di olio extravergine di0oliva
- sale e pepe q.b.
Metti a bagno per 24 ore i fagioli secchi.
Quindi, in una pentola a pressione (oggi
la si usa normalmente) con dell'acqua fredda,
(tanta in peso quanto il resto degli ingredienti),
versi i fagioli, le cipolle, le carote,
il sedano, i dadi, sale e pepe e fai bollire
per un'ora. Apri quindi la pentola e aggiungi
le patate e fai nuovamente bollire, a pentola
chiusa, per mezz'ora.
A questo punto leva le patate, le carote,
le cipolle, il sedano e passali al setaccio
(o al passaverdure), rimetti il passato
di verdure nella pentola e porta a bollore,
aggiungi quindi la pasta e porta a cottura.
Alla fine versi un bicchiere di buon olio
d'oliva, mescoli e servi.
Durante la cottura, se serve, vi aggiungi
dell'acqua calda e ricorda pure che il piatto
lo puoi servire sia caldo che tiepido e,
alla sera, puoi servire due cucchiaiate
del pastoncino raffreddato con del radicchio
nostrano di campo. Altra raffinata delizia
per i buongustai. |